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title: "Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026 | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "In questa puntata di \"Inclusione a Ruota Libera\", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione \"senza barriere\" sia cruciale nei nuovi ambienti.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova dove ogni voce trova posto tra lo sport e la cultura, ogni sogno a costo fisso. Ogni persona è una storia che accendiamo con la luce. In salute nel lavoro la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito ha il suo ritmo dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Ci voliamo con la musica nelle vie della città. Tra i sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito al suo ritmo dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro. Ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro. Ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Dentro ogni cuore gira il mito. Buonasera a tutti e bentornati e ben ritrovati a una nuova puntata di Inclusione a ruota libera. Questa sera parleremo di un tema veramente importante che è quello dell'accessibilità nei luoghi e non solo. E ne parleremo con un esperto che è Renzo Andrich, che è stato per 40 anni ingegnere presso la Fondazione Don Gnocchi di Milano e si è occupato appunto della ricerca e dello sviluppo per quanto riguarda gli ausili tecnici per le disabilità e non solo, si è occupato anche dell'accessibilità e fa parte anche di diverse associazioni attualmente che è in pensione nel bellunese e dà un grandissimo contributo per questi aspetti. Innanzitutto ringraziamo Renzo di essere qui con noi. Grazie Renzo di essere a questa puntata e di parlare di queste tematiche importantissime. Grazie a te per l'invito, Claudio. Allora, appunto, come dicevo, hai lavorato per tantissimi anni alla Fondazione Don Gnocchi che penso in Italia chiunque conosca per quanto riguarda la riabilitazione nel campo della riabilitazione fisica e non solo. Avete centri, hanno centri in tutta Italia e te ne hai fatto parte per un aspetto molto importante che è quello della ricerca e dello sviluppo degli ausili. E infatti proprio per questo ti chiederei subito in che modo, come si stanno evolvendo le tecnologie per sopperire alle varie necessità che ci possono essere nel campo delle disabilità fisiche? Sì, guarda, io sono arrivato a lavorare nella Fondazione Don Gnocchi a Milano nel 1981, fresco di laurea in ingegneria e nel frattempo appassionato del mondo della disabilità per ragioni di impegno civile nelle associazioni di volontariato locali. Quindi dall'81 fino ad oggi ho visto un po' la storia delle tecnologie per l'autonomia, per l'assistenza, per il supporto alle persone con disabilità. Una storia che è stata anche appassionante. Allora si parlava al massimo di protesi, in cui già l'Italia aveva una tradizione importante, al massimo di carrozzine o carrozzelle, come si tendeva a parlare allora, ma che erano viste come un intervento residuale nel campo della riabilitazione. I medici, terapisti, personale sanitario diceva non siamo riusciti a riabilitare le funzioni della persona, quelle fisiche, cognitive, abusive, abusive. Abbiamo fatto quello che la scienza ci permette di fare sull'apparato corporeo, ecco quindi non si può fare di più, usiamo dei mezzi tecnici, uno non può più camminare in carrozzina, quindi un intervento residuale.Ecco, la cosa più importante che ho visto nel corso degli anni è che si è capito intanto che ci sono mille tecnologie che possono risolvere dei problemi, perché ci sono le tecnologie per la mobilità, ma anche per la comunicazione, le quali in particolare hanno tratto un grande beneficio dai mezzi telematici oggi, dai telefonini, dai computer, da internet, eccetera, e dall'intelligenza artificiale oggi no. C'è stata una grande evoluzione nel campo del design degli oggetti di uso comune, per esempio, perché devo farmi imboccare quando magari trovo una posateria disegnata in modo ergonomico per le mie limitazioni funzionali che riesco quindi a impugnare, controllare piatti, scovigli, eccetera, bestiario, eh diciamo, adattamenti del posto di lavoro, della scuola, eccetera. Quindi c'è stata questa grande esplosione e ci è capito che non sono più oggetti residuali, ma fanno parte della vita. Anzi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto una cosa molto importante: gli ausili tecnici oggi sono il quarto pilastro delle strategie della salute. Per capirsi, i primi tre pilastri erano i farmaci, i vaccini e i dispositivi medici con cui l'Oms ha affrontato le grandi emergenze sanitarie nel mondo. Oggi si sa che tante persone sopravvivono in salute, ma con una disabilità permanente e per essere autonomi occorrono ausili tecnici, quindi sono diventate... D'altra parte anche chi non ha una disabilità conclamata oggi fa fatica a vivere senza tecnologia. Se uno di noi perde il telefonino, si sente come fosse nudo oggi, quindi siamo in .......................... Così chi ha una disabilità ancora di più ha bisogno di vestirsi con gli strumenti utili. Ecco, questo sarebbe... Poi si potrebbe dire che ci sono progressi nel campo della robotica, dell'intelligenza artificiale, eccetera. Sono tutte cose che, integrate in sistemi di ausilio, possono, diciamo, sbloccare l'indipendenza della persona No, ma comunque è molto interessante il fatto appunto di eh lavorare tecnicamente sull'adattamento rispetto alle necessità che ognuno può avere mmm nel campo delle disabilità, ancora di più, perché magari a livello di movimento, eh di impugnatura, ora parlavi te appunto anche delle stoviglie, una forchetta piuttosto che un cucchiaio, anche strutturalo in maniera tale che rispetto al movimento che uno, anche a seconda della propria disabilità, riesce a fare magari un movimento che con la posata abituale che si trova in vendita in commercio non riesce, magari con degli accorgimenti sia a livello di materiale sia a livello di posizione, eccetera, magari riesce in autonomia a mangiare. E questo penso sia veramente essenziale utilizzare ogni abilità che uno ha rispetto alla propria condizione per permettergli di vivere una vita il più normale possibile, cioè vivere in normalità rispetto alle proprie capacità. Certo, io la trovo una cosa giusta. È un po' la stessa cosa piano piano sta succedendo anche nello sport. Io lo vedo con le carrozzine sportive che utilizziamo anche noi con l'attività che faccio io della pallamana a ruota libera. Vedo che sempre di più si stanno evolvendo anche per permettere la manovrabilità piuttosto che anche la seduta, l'inclinazione. Così, per non parlare di quelle elettriche che ormaiii eh si alzano, si inclinano, fanno veramente di tutto. E quindi io penso che sia veramente importante eh fare un focus e dare una determinata importanza come ha fatto ehm insomma, l'Oms, perché comunque le persone che hanno una disabilità fisica comunque vanno aiutate e eh devono vivere in maniera insomma, il più normale possibile, vivere la propria normalità e questo glielo permette. Mentre finora, purtroppo, fino a che non sono state attuate questi accorgimenti, magari qualcuno doveva essere imboccato, mi viene da dire Certo, guarda, quando hai fatto l'esempio delle carrozzine per lo sport hai detto una cosa molto importante, secondo me, che è un concetto generale, è il concetto di personalizzazione. Cioè un ausilio è come un vestito, io lo devo avere nella mia taglia, con le funzionalità che servono a me. Quindi come la carozzina va adattata alla corporatura, alle esigenze, diverso se devo andare sullo sterrato o se devo fare sport, eccetera. E quindi ogni persona ha bisogno di un suo corredo di ausili personalizzato alle sue esigenze. Questo è tanto, tanto importante. Certo, certo. Eh... Io direi intanto di mettere il primo brano. Eh come dico sempre ai nostri ascoltatori, i brani sono sempre rigorosamente scelti dagli ospiti. Eh... Come primo brano eh metteremo un brano di Simone Cristicchi che è \"Lo chiederemo agli alberi\". Eee dimmi un po' queste- Se posso commentare. Sì, certo. Mi piaceva questa canzone perché chiama le persone alla resilienza no? Se io ho una difficoltà, cerco di trovare la soluzione, resto in piedi come gli alberi. Mi pare che Simone Cristicchi lo dica molto bene nel suo canzone. Perfetto. Direi che insomma rispetto a quello che ci siamo detti, insomma, la resilienza comunque è sempre importante e riuscire a restare in piedi, in forza e riuscire a superare anche gli ostacoli, anche per chi appunto ha delle disabilità importanti, penso che sia all'ordine del giorno. E quindi ascoltiamoci questo brano e poi ritorniamo insieme a Renzo per continuare questa chiacchierata su eh l'accessibilità.Invincibili risponderanno gli alberi che le radici sono qui e i loro rami danzano all'unisono verso un cielo blu. Se d'autunno le foglie cadono e d'inverno i germogli gelano, come sempre la primavera arriverà. Se un dolore ti sembra inutile e non riesci a fermare le lacrime, già domani un bacio di sole le asciugherà. Lo chiederò alle allodole, come restare umile se la ricchezza è vivere con due briciole, forse poco più. Rispondono le allodole noi siamo nate libere cantando in pace e armonia questa melodia. Per gioire di questo incanto senza desiderare tanto solo quello, quello che abbiamo ci basterà. Ed accorgersi in un momento di essere parte dell'immenso, di un disegno molto più grande della realtà. Lo chiederemo agli alberi. E rieccoci di nuovo in diretta, rieccoci di nuovo qua. E adesso a Renzo chiediamo un'altra cosa molto importante. Eh, chiediamo un pochino, rimanendo nel tema sempre dell'inclusione e soprattutto in quello appunto dell'accessibilità, eh come, come funziona un po' il lavoro nell'accessibilità, nel turismo e non solo nel bellunese e nel Veneto in generale. Stai dando-- so che stai dando un bel contributo all'accessibilità nei luoghi tuoi Beh, sì io sono bellunese, proprio doc nativo di quel territorio. E come tutti i bellunesi siamo molto orgogliosi delle nostre montagne che sono le Dolomiti, ma orgogliosi no, perché non è solo nostro, perché sono di tutti, anzi sono patrimonio UNESCO, quindi patrimonio dell'umanità. Ma perché ce ne siamo-siamo sinceramente innamorati, ci abitiamo. E quindi quando, diciamo, è arrivata la ehm così la notizia che le Olimpiadi si sarebbero svolte in parte nel nostro territorio, tante attività che-- in cui ero anch'io coinvolto eh diciamo ehm qui sul campo dell'accessibilità, abbiamo detto qui bisogna che ci diamo da fare perché il treno delle Olimpiadi passa veloce e quindi accende i riflettori mediatici, accende l'attenzione della-della politica, delle istituzioni, eccetera. E quindi ci siamo un po' dati da fare. E devo dire che attorno a proprio questo fatto delle Olimpiadi che ormai sono sempre-- nello spirito olimpico si parla sempre più di accessibilità, ma soprattutto le Olimpiadi comprendono anche le Paraolimpiadi, quindi atleti con disabilità. Però questo sensibilizza anche il fatto che ci sono spettatori con disabilità, gente che vive sul territorio con disabilità. E quindi ci siamo detti che tra l'eredità che questo evento doveva portare era una migliore accessibilità. Questa cosa che è chiamata diciamo di moda la legacy delle Olimpiadi. Ecco che quindi c'è stata un'attività di sensibilizzazione di varie categorie, diciamo economiche, per esempio gli albergatori e i sistemi di trasporti a cui le istituzioni, i Comuni di Belluno e Cortina, la Provincia, ma la Regione Veneto, con grande dispiacimento di forze, ha dato supporto. Per esempio, la Regione ha creato degli eventi di formazione per albergatori, per operatori economici, commerciali, per tecnici progettisti e anche producendo dei tutorial che sono online, che sono molto begli, molto fruibili e quindi che hanno sollevato l'attenzione. E devo dire che si cominciano anche a vedere i frutti, ecco. Una volta, quando si diceva bisogna togliere le barriere architettoniche, tutti pensavano mahEh accidenti, bisogna anche pensare alle barriere di Bettoniche che magari serviranno a poche persone. Invece adesso si è capito che tutto va fatto, ideato, progettato senza barriere, perché se io costruisco barriere poi creo problemi di inclusione. E quindi ogni... Diciamo che sono state create linee guide, tutta l'impiantistica, tutto il sistema che sta producendosi attorno all'evento olimpico, eeehm, diciamo è pensato fin dall'inizio in modo accessibile. Anche perché io dico sempre che, ehm, magari uno, mmmh, pensa no, tante volte quando si parla di disabilità anche fisiche, eeehm, che, eeehm, magari non-non tocchi a lui questo tema, magari dice: ma io non ho nessun tipo di problema, che mi interessa di creare un luogo accessibile, tanto io anche se c'è due scalini li supero no? Però io dico sempre: a parte proprio per creare un ambiente inclusivo, eh, bisogna essere anche altruisti e-e pensare no anche al prossimo. Ma dico sempre che anche, eh magari in tutta la vita no? Ci possono essere episodi anche uno, ehm, magari si rompe un piede e-e quindi ha una disabilità temporanea, oppure nell'arco della vita quando si invecchia, anche quando si superaaa i 70, gli 80 anni, eeehm, magari ci può essere qualche caduta in più piuttosto che qualche problema di autosufficienza. Quindi dico, anche in prospettiva no, le persone dovrebbero pensare che comunque rendere accessibile un luogo è, diciamo un valore aggiunto anche per il futuro di ogni persona, anche per se stessi, perché comunque-comunque un luogo accessibile e inclusivo rende migliore la vita a tutti. No, però tante volte le persone non-non ci fanno caso a queste cose ed è molto apprezzabile che la regione Veneto, eeehm, si sia messa all'opera anche con dei tutorial e abbia creato de-de-delle giornate di formazione insomma, mmmh, per avvicinare, per fare un focus anche con gli albergatori, con eventualmente non so se gli esercenti, ma comunque con il territorio, perché è importantissimo anche far entrare in questa ottica, eeehm, le persone che sono ah... Che ricoprono degli incarichi anche lavorativi, di accoglienza delle persone, perché, mmmh, forse questo sarebbe anche da proporre qui in Toscana e anche a Prato, perché appunto lavorando insieme secondo me si riuscirebbe anche abbattere in maniera più, eh, facile o quantomeno più efficace tutte le barriere anche de-delle nostre città, insomma, e dei nostri territori, sì. Ma certo, devo dire che il documento che è stato fatto dalla Regione, che si chiama proprio Linee guida per l'accessibilità dei luoghi degli eventi olimpici, è fatto molto bene, nel senso che ha una prospettiva molto ampia e larga. Per esempio, noi da-dalla cultura passata ereditavamo l'idea che se sono un albergatore, che so, faccio un albergo con le camere come le voglio io e poi magari ne faccio due accessibili, no? Oggi si dice no, quando fai un albergo ex novo... Lo fai tutto con le camere, ma giusto. Ecco, anche perché la grande maggioranza, proprio dal punto di vista numerico, delle persone che hanno qualche disabilità, magari meno evidente, sono proprio le persone di età avanzata che magari han problemi con la vista, con l'udito, con la mobilità, eccetera, i quali, tra l'altro, costituiscono che l'economia, adesso si parla di silver economy, l'economia dei capelli d'argento, no? Sono persone che, diciamo, vanno anche loro in vacanza e magari vanno occupando anche periodi di-di fuori stagione perché per loro è più pratico... Certo, periodi di bassa stagione perché hanno il tempo libero, certo. Ecco, ecco. Eh, e quindi questi argomenti fanno anche breccia, ecco, nei-ne-ne- Quindi è un argomento economico che fa breccia, oltre all'argomento di accessibilità so-sociale. È importante avere un occhio ampio sull'accessibilità che riguarda non solo che le disabilità fisiche, ma anche chi ha disabilità visive, uditive, anche cognitive. Per esempio, vedere un cartello troppo complicato da capire sulla fermata dell'autobus, può essere un problema per-per molti. O anche problemi comportamentali. Eh, quando tutti abbiamo un problema comportamentale, per esempio quando dobbiamo scappare in caso di emergenza, no? Perdiamo la testa. Se troviamo percorsi prefatti, segnalati, che parlano da sé, che ci spiegano dove andare, e così anche magari la persona che ha problemi relazionali dovuti, che so, disabilità o autismo, oppure persone anziane che magari hanno qualche tipo di, non so, difficoltà di demenza, eccetera, quindi problemi comportamentali. Anche questi aspetti sono molto importanti Sì, sì, sicuramente. Eh, riuscire anche a creare de-dei percorsi di emergenza, no? Di evacuazione chiari, magari con della cartellonistica, piuttosto che anche con de- delle segnalazioni luminose, mi vien da pensare, o comunque... Colori. Sono... Certo, colori, certo. Aiutare comunque tutti aaa... In questo caso evacuare da-da un luogo che può essere un albergo, ma così come dicevi prima te, anche a leggere correttamente un cartello di segnalazione di una fermata del bus, eh cioè...Io penso... O fare un menù al ristorante facilmente comprensibile, per esempio. Devo dire che in tanti ristoranti sono di difficile comprensione anche a chi magari non ha grosse disabilità conclamate perché a volte sono veramente strutturati in maniera approssimativa. Quindi sì, è molto logica anche questa cosa che i ristoratori abbiano a tavola un menu inclusivo, comprensibile da tutti, magari. Esatto. Ma quali sono state le migliorie che sono state più necessarie per rendere accessibile il territorio di Belluno e dintorni, appunto, anche per ospitare queste Olimpiadi e Paralimpiadi? Beh, allora qui si apre un grande discorso che la diversità tra fare nuovo e ristrutturare l'esistente. Ecco, io siccome sarò in barco arruolato come volontario, tra i tanti volontari olimpici, ieri abbiamo avuto una sessione di formazione al Villaggio Olimpico di Cortina. Il Villaggio Olimpico è provvisorio, è fatto sullo spazio postivo ed è accessibile in modo proprio ideale. È stato pensato, progettato all'inizio considerando tutte le disabilità, non ultima il fatto che nelle Paraolimpiadi gli atleti hanno disabilità anche loro stessi. Quindi una cosa pensata dall'inizio è facile farla accessibile. Certo che dove devo andare a ristrutturare un edificio, un albergo, un esercizio commerciale storico, medioevale, magari fatto, ecco lì le cose diventano più complicate. E lì non è un problema che si può fare o non si può fare. Lì si vede la genialità dell'architetto, perché vediamo architetti che sono stati formati, che sono stati sensibilizzati a questa cosa, tirano fuori dal cappello un coniglio che non ti aspettavi neanche. Cioè fanno con le opere di accessibilità, ascensori, rampe, fanno elementi di architettura, di bellezza. Ecco, questa è la via che cominciamo anche a vedere in giro. Quindi l'accessibilità non è una rampa di legno attaccata su una scala brutta, orrenda, che deturva l'edificio, ma è un elemento di architettura che fa dire all'edificio: vieni, non ti escludo, ti accolgo, son qui per te. Ecco, questa è un po' l'idea. La accessibilità deve diventare architettura. E diciamo poi, invece, il settore dei trasporti, anche qui, si sta lavorando sulle stazioni, sui mezzi pubblici. L'Italia ha un notevole ritardo in questo, ma insomma, vediamo progressi Sì, come dicevi te, allora, a partire da zero, uno magari mette giù tutte le idee, anche in merito all'accessibilità, alle esigenze che ci possono essere, mettendo in campo tutte le idee sulle varie disabilità che ci possono essere. E quindi parti da un progetto che ha già delle idee ben chiare e da lì si parte per strutturarlo al meglio. Però arrivare a essere bravi, come dicevi te, a creare anche magari un qualcosa di bello da vedere e anche utile e che invoglia appunto chi ha magari una determinata necessità a dire: cavolo, qui c'è proprio l'inclusione fatta architettura, ci vado perché mi sento libero di entrare e di essere autonomo e di non avere problemi a usufruire di un determinato servizio, come può essere quello di un albergo, lì, tanto di cappello, come dicevi te, sono veramente dei maghi che tirano fuori un coniglio che non ti aspettavi dai cappello perché è molto complesso, appunto, riuscire a trovare degli accorgimenti che siano funzionali ma che non vadano anche a peggiorare la struttura, anche visivamente, perché comunque per un albergo è importante anche quello. Io direi di passare al secondo brano, sempre scelto da te, che è Count On Me di Bruno Mars. Questo invece, perché l'hai scelto? Ma perché il messaggio è come dire un messaggio di interdipendenza. Nessuno di noi è perfettamente autonomo, ha bisogno di un altro, questo viene dappertutto. C'è anche questo aspetto dell'interdipendenza che ci aiuta a vivere meglio, più inclusivi. Certo, infatti... Non sta su di me come uno, due, tre. Esatto. Infatti, essere utili a trovare degli accorgimenti, anche per l'accessibilità, vuol dire che le persone possono contare su chi riesce a pensare a loro e alle loro esigenze, come in questo caso gli architetti del quale avevamo parlato, piuttosto che la Regione che ha messo in atto tutta una formazione per rendere possibile tutta l'accessibilità anche ad un evento come quello che sarà Milano-Cortina. Quindi ascoltiamoci il brano e poi ritorniamo di nuovo in diretta.I'll be the light to guide you. Find out what we're made of. When we are called to help our friends in need. You can count on me like one, two, three. I'll be there. And I know when I need it I can count on you like four, three, two and you'll be there. Because that's what friends are supposed to do. If you're tossing and you're turning and you just can't fall asleep, I'll sing a song beside you. And if you ever forget how much you really mean to me, every day I will remind you. Find out what we're made of when we are called to help our friends in need. You can count on me like one, two, three. I'll be there. And I know when I need it I can count on you like four, three, two and you'll be there. Because that's what friends are supposed to do. You'll always have my shoulder when you cryyy. I'll never let go, never say goodbye. You know you can count on me like one, two, three. I'll be there. And I know when I need it I can count on you like four, three, two and you'll be there. E rieccoci di nuovo in diretta e continuiamo a parlare di accessibilità con Renzo Andric e ora chiedo a Renzo quali possono essere le criticità che si riscontrano e che si possono incontrare facendo dei processi di miglioramento e di accessibilità nelle zone rurali e montane, nonché nei centri storici di paesi, come mi viene in mente la nostra città di Prato, è medievale, e che quindi ci sono situazioni molto difficili nelle piazze piuttosto che negli ingressi degli esercizi commerciali? Certo, ma nella mia esperienza di lavoro alla Fondazione Don Gnocchi abbiamo lavorato con il mio team di allora proprio a cercare soluzioni per tantissime persone e famiglie che vivevano in città o in zone rurali di montagna. Allora, lì spesso il problema è che tu riesci magari a rendere accessibile per le necessità della persona il proprio appartamento, il bagno, la cucina, eccetera, ciò che serve per la vita quotidiana. E poi hai però il problema delle scalinate, eccetera, di andare in giro. Quindi è come un problema di accessibilità che si risolve a pezzi, ecco. E bisogna andare un po' per gradi, prima il nido che la casa e poi... Però nel tempo devo dire che ci sono anche tante tecnologie, tanti ausili più performanti che sono andati a costruirsi nel tempo. Per esempio, il tempo rendere la casa, prende automatizzare i schieramenti, queste cose qua, era molto costoso, era oltre le possibilità di una persona. Adesso no, la domotica ormai è diventata una tecnologia popolare che gran parte degli elettricisti da solo sa mettere. Ecco, quindi tanti problemi si risolvono senza tirare cavi, fare tracce, scavi, eccetera. È molto più popolare. Anche carrozzine, per esempio, per muoversi anche su terreni accidentati, ce ne sono sempre di più. È il problema, spesso un problema di costo poi, di costi. Però sui costi bisogna fare un ragionamento importante. Per esempio, se devo adattare la mia casa per essere più autonomo, certo mi può costare molto, però devo anche pensare a quanto mi costa non farlo. Non farlo mi costa dipendere da qualcuno, dover mettere in piedi un sistema di assistenza ricorrendo a persone esterne che comunque mi rende più indipendente. Hanno un costo. E comunque poi il rislessano ha un costo. E poi c'è questo discorso che sui costi bisogna anche informarci bene. Per questo noi, quando lavoravo allo Zognocchi, avevamo creato un servizio di consulenza proprio per studiare assieme alla persona la soluzione, e spesso la soluzione che veniva fuori era molto più economica di quanto non si pensasse. E di questi centri, per fortuna, ce ne sono molti ormai in giro per l'Italia, anche in Toscana ce ne sono diversi, sono anche uniti da una rete che si chiamaBic, gruppo ehm-- gruppo... Sì, l'Associazione italiana dei centri per auguri tecnologici. Quindi una persona con disabilità, la prima cosa da consigliare è andare a uno di quei centri, discutere il proprio problema con gli esperti per venire fuori con un progetto. Ecco, poi sul progetto si può fare dei piani di lavoro. Ecco, qui io credo che questo sia il punto di partenza, ecco: chiarirsi i propri bisogni, stabilire un progetto e quindi fare... E poi dosarlo nel tempo. Non so se ho risposto alla domanda. No, certo, certo, certo, certo. Ehm... A livello proprio di rendere, appunto, la propria casa accessibile con anche l'utilizzo della domotica, come dicevi te prima, no? Dicevi che comunque mmm, una cosa importante è sapere anche, eh, magari dove andare a parare per strutturare questo progetto, no? Quindi te dicevi: ci sono dei centri specializzati dove una persona, magari con-con disabilità, eh, può chiedere una sorta di consulenza per, eh, appunto, anche eh, capire bene quale sono le proprie esigenze e strutturare insieme ah, quantomeno un progetto o avere delle indicazioni specifiche per, magari anche per avere delle agevolazioni? Certo, certo. Io, per esempio, in Toscana, adesso non conosco molto bene la regione, ma so che nella sede della Fondazione Don Gnocchi di Firenze, che è lì a- A Scandicci, perfetto. C'è un servizio, si chiama Servizio SIVA, Servizio Informazione Valutazione Ausili, che lo si trova nella carta dei servizi, si può prendere appuntamento e discutere il problema con un equipe di terapisti e tecnici che sono stati formati a questa- Ok, quindi- A questo momento per questo. Ok, si chiama SIVA. SIVA, Servizio Informazione Valutazione Ausili. Servizio Informazione Valutazione Ausili ed è all'interno della Fondazione Don Gnocchi di Firenze che si trova a Scandicci. No, almeno, se ci fosse qualche ascoltatore che ha questa necessità, almeno sa a chi fa riferimento e magari può essere aiutato appunto da questo servizio erogato dalla Fondazione Don Gnocchi di Firenze. E questo è importantissimo. Un servizio simile c'è anche nella sede della Fondazione Don Gnocchi di Marina di Massa. Si chiama sempre SIVA, Servizio di Informazione Valutazione Ausili, e so che in Toscana ci sono dei centri a livello di aree vaste dove ci si può rivolgere. Però io a mente adesso è un po' che sono fuori perché- No, no, ma già sapere insomma che sia a Firenze, nella zona di Scandicci al Don Gnocchi, e anche a Massa al Don Gnocchi, c'è questo servizio, SIVA, al quale le persone appunto possono fare riferimento e avere supporto peeer, appuntooo, a fare un progetto per l'adattabilità della propria abitazione e della propria casa. E poi una cosa importante, dicevi te, che comunque anche gli ausili, ehm, si stanno evolvendo e magari ci sono determinati ausili, ora stavi dicendo te che magari possono essere, eh, possono anche circolare magari in terreni più, eh, sconnessi, più... Mmm dove, insomma, magari ci servono degli ausili specifici e ci sono, ma ci sono già degli ausili che possono anche, magari in parte, salire delle scale? Sì, sì, ci sono, ci sono ehm, sistemi per diciamo, eh, accogliere la carrozzina e portarla su per le scale. Questi tra l'altro sono anche forniti dall'Azienda sanitaria locale. Eh, cioè, abbiamo un sistema nel servizio sanitario che ehm, diciamo, basato su un documento che si chiama Nomenclatore Tariffario che elenca tutti gli ausili che il servizio sanitario dà gratuitamente su prescrizione medica a-a-all'utente. Eh, diciamo che non c'è tutto, ecco. Se uno poi vuole robe particolari, per esempio facevi riferimento a salire le scale, esistono oggi delle carrozzine elettroniche, tra l'altro che stanno in equilibrio su due ruote grandi, neanche su quattro, che portano dei cingoli e sono in grado, l'occurrenza di salire le scale. Però questi plus non li passa, anche perché i costi sul mercato- Parliamo di decine di migliaia di euro, ecco. Però si può ipotizzare che col tempo queste cose diminuiscano poi di prezzo perché diventano più note e più versatili No, no, no, infatti volevo capire appunto se già c'era qualche modello, poi indipendentemente ora magari i costi importanti e poi, come dicevi te, alcune cose vengono par- passate dal servizio sanitario nazionale, altre no. Mi viene in mente tipo alcune, mmm, alcune, eh, operazioni di adattabilità o optional, mettiamola così, della carrozzina, in alcuni casi uno se le deve magari pagare. Diciamo, gli viene passato una cifra per quanto riguarda l'ausilio, poi ci sono anche altre cose che non rientrano, uno se lo paga a parte. Magari ora, in questo caso, queste carrozzine più particolari iniziano a essere visibili ora e magari tra qualche anno magari abbassano i costi e magari chissà se qualcunooo, eh, riesce a averla più in qua, magari tra qualche anno, anche dal servizio sanitario locale. Non sarà facile perché la situazione non mi sembra rosea per quanto riguarda eee quello che, che diciamo, ormai è la sanità pubblica, però chiudiamo questa parentesi. Però speriamo, speriamo, incrociamo le dita. Allora io direi di andare ad ascoltare- Vale la pena, scusa, scusa Claudio, vale la pena dire che esiste un sito internet-Che si chiama proprio Portale FIVA, che è fatto dalla Fondazione Don Gnocchi, che recensisce un po' gli ausili che ci sono sul mercato. Quindi uno cerca su Google portale Fiva, ecco, trova il portale italiano degli ausili in cui può trovare informazioni per vedere se c'è qualcosa di utile per te. Allora questo è importantissimo. Altro insomma buon consiglio per gli ascoltatori che avessero necessità quindi motore ricerca Google, portale Fiva e da lì appunto ci sono tutte le varie recensioni e tutti gli aspetti curati relativamente agli ausili, giusto? Sì perfetto, ottimo consiglio e niente andiamo a ascoltarci il terzo brano che è I'm still standing di Elton John. Questo perché l'hai scelto Renzo? Questo semplicemente perché mi ricorda gli atleti paralimpici che nonostante la loro disabilità cercano di stare sempre in piedi, in piedi nel senso figurato. Poi non so cosa volete dire Elton John con la sua canzone esattamente, ma io l'ho interpretato così. Ma io penso che comunque se dice di restare in piedi, di non abbattersi mai, di dare forza, di farsi forza. E quindi, ascoltiamoci anche questo brano e poi torniamo di nuovo qua in diretta. Ok. You can never know what it's like. Your blood like winter freezes just like ice. There's a cold and lonely light that shines from you. You'll wind up like the wreck you hide behind that mask you use. And if you think this fool could never win, well, look at me, I'm coming back again. I gotta taste of love in a simple way. And if you need to know why I'm still standing, you just fade away. Don't you know I'm still standing better than I ever did? Looking like a true survivor, feeling like a little kid. I'm still standing after all this time. Picking up the pieces of my life without you on my mind. I'm still standing. I'm still standing. Once I never could hope to win. You're starting down the road leaving me again. The threats you made were meant to cut me down. And if our love was just a circus, you'd be a clown by now. No, I'm still standing better than I ever did. Looking like a true survivor. Feeling like a little kid. I'm still standing after all this time. Picking up the pieces of my life without you on my mind. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. I'm still standing. E rieccoci in diretta. Rimaniamo sempre nel tema dell'accessibilità e chiediamo un attimo a Renzo. Appunto, il tema dell'accessibilità, in che contenitore culturale rientra, secondo te, Renzo Questa è una domanda che mi ha un po' scosso tempo fa quando, parlando degli studenti in un webinar che era internazionale, quindi anche un po' con ragazzi del Brasile eccetera, mi hanno chiesto ma questo argomento fa parte... È un sottotema dell'architettura, è un tema sociale, eccetera. Io ho dovuto un po' pensarti perché poi mi è venuta in mente che in realtà è un tema che io metterei nel campo sotto il cappello dell'ecologia. Naturalmente l'ecologia integrale, cioè quel concetto che riguarda non solo la salvaguardia dell'ambiente fisico, ma la salvaguardia anche dell'umanità che ci abita dentro l'ambiente. Quindi un ambiente, un ecosistema integralmente sostenibile è dove la comunità che ci vive non ha fenomeni di esclusione che possono essere dovuti a fattori culturali, eccetera, ma anche un discorso di disabilità. Quindi rendere la città accessibile in carrozzina per i ceci, per i sordi, per chi ha disabilità cognitive, eccetera, è un'operazione di ecologia ambientale. Io vedo che da quando è venuta in mente questa idea ho scoperto che l'argomento diventava molto più attrattivo che non partendo dal mondo della disabilità. Deciso che oggi le tematiche ambientali sono più...Diffuse, soprattutto le generazioni più giovani, hanno capito molto di più della nostra l'esigenza di un pianeta sostenibile. E quindi io credo che l'accessibilità sia un tema di ecologia integrale. Certo, certo, certo. Sì, un po' come dicevi te, appunto, ora nell'ultimo periodo, negli ultimi anni, si sente parecchio parlare del... Di tutto ciò, di tutto quello che riguarda appunto l'ecologia, soprattutto nella parte ambientale, piuttosto che climatica. Quindi c'è un focus particolare. Direi fortunatamente, anche se mi viene da sorridere, perché io penso che questo interesse nei confronti dell'ambiente, nei confronti dello spazio in cui viviamo, piuttosto che anche nel rispetto e la tutela ambientale, piuttosto anche il rispetto verso gli altri. Io penso che sia un qualcosa che ognuno di noi dovrebbe avere dentro come caratteristica proprio dalla nascita. Mi fa sorridere 'sta cosa perché sembra quasi strano, sembra quasi una goccia nel mare che attualmente porta avanti delle battaglie importanti per tutti quegli aspetti dell'ecologia che servono e sono essenziali, visto che il pianeta in cui viviamo ha bisogno di essere rispettato da sempre e quindi meno male qualcuno se n'è reso conto e speriamo che prima o poi tutti si adattino a queste buone norme. C'è una cosa che sta dicendo molto bene l'Organizzazione Mondiale della Sanità ed è questa: man mano che si va avanti, pensare a un sistema che acquisisca gli anziani, simile a quello che abbiamo ereditato, cioè a un certo punto vai in casa di riposo, dicesse che questo non è sostenibile per nessuna società, perché il numero di anziani con fragilità aumenta proprio per un discorso di sopravvivenza maggiore delle popolazioni. Quindi nessun sistema può permettersi questo e occorre fare in modo che ciascuno possa rimanere il più possibile nel proprio ambiente. Quindi se io ho la città accessibile, io quando sono anziano potrò stare lì senza dover emigrare per forza da una struttura protetta. Poi un altro esempio interessante, che è un po' una voce rispetto al discorso culturale che tu giustamente citavi, qui qualche anno fa le due lumiti sono state dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, quindi è nata la Fondazione UNESCO per gestire questa cosa e grazie alla sensibilizzazione che c'era stata sul territorio è stato abbastanza naturale dire: Patrimonio per ummanità, deve essere patrimonio per tutti, quindi è nato il sottoprogetto Dolomiti Accessibili, e cui anche curare che l'accessibilità riguarda anche gli impianti di risalita, le funivie, ma anche i sentieri, eccetera. E la messa a disposizione a noleggio di ausili che permettano di portare persone con disabilità in montagna, perché ce ne sono, quando uno va in comitiva, ecco, ci sono... Diciamo, è un segno culturale, anche la montagna, che sembrerebbe inaccessibile, insomma, è giusto che sia per tutti Bellissimo, bellissimo anche questo aspetto che insomma, siete riusciti, grazie anche a questo importantissimo riconoscimento, a dar vita a tutta una serie di accorgimenti per l'accessibilità, perché giustamente se le Dolomiti sono di tutti, devono essere accessibili a tutti. E quindi molto bello questo progetto e aver messo in campo le proprie forze, insomma, per riuscire a rendere veramente le Dolomiti di tutti. Allora, siamo giunti al termine. È stata una puntata, direi, interessantissima e io Renzo devo ringraziarti a nome mio, a nome di Wild Tradio per questo tuo importantissimo contributo e questa puntata insieme. Grazie, grazie davvero. Grazie a te. Ascoltiamoci un piccolo pezzo dell'ultimo brano che hai scelto, che è Penso Positivo di Jovanotti. Come mai l'hai scelto? Perché mi pare che tutte le cose che abbiamo detto possiamo pensare positivamente. Positivamente, direi proprio di sì. Certamente sono freddito, lo sai. Penso sì, sì, sì, sì, sì. Allora, visto che abbiamo parlato di un sacco di migliorie e cose positive, continuiamo a pensare positivo e ascoltiamoci questo brano di Jovanotti. Grazie di nuovo Renzo, grazie a tutti gli ascoltatori e ci rivediamo alla prossima puntata di Inclusione a ruota libera.Penso positivo perché son vivo e finché son vivo niente e nessuno al mondo potrà fermarmi da ragionare. Niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare, fermare quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Quest'onda che va. Ques'onda che viene e che va. Io penso positivo, ma non vuol dire che non ci vedo. Io penso positivo in quanto credo. Non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri che più di una volta furono pronti a benedire massacri. Non credo ai fraterni abbracci che si confondono con le catene. Io credo soltanto che tra il male e il bene è più forte il bene. Bene, bene, bene, bene. Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo. Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo niente e nessuno al mondo potrà fermarmi da ragionare. Niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare, fermare quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta, guardare dentro alle cose c'è una realtà sconosciuta che chiede soltanto un modo per venire fuori a vederle, stelle, vivere l'esperienza sulla mia pelle, sulla mia pelle. Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo. Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo niente e nessuno al mondo potrà fermarmi da ragionare. Niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare, fermare quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Quest'onda che va. Quest'onda che viene e che va. Positivo. La storia, la matematica, l'italiano, la geometria. La musica, la musica, la fantasia. Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa. Passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano, arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano. Io penso positivo perché sono vivo, perché sono vivo. Io penso positivo perché sono vivo e finché sono vivo, niente e nessuno al mondo potrà fermarmi da una ragione"
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# Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026

27 gennaio 2026 58:05 

In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema pri

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## Estratto

In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

## Navigazione tra puntate

[Puntata precedente Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah 13 gen 2026 ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)

### Altre puntate

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    WhiteRadio 13 gennaio 2026 
    
    [
    
    ### Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    WhiteRadio 9 dicembre 2025 
    
    [
    
    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    
-   ![](https://www.whiteradio.it/photos/mid-thumbs/2014-inclusione-a-ruota-libera.jpg) Podcast 
    
    WhiteRadio 25 novembre 2025 
    
    [
    
    ### Amici di Ambra: speranza e supporto con Claudio Corsinovi
    
    ](/eventi/podcast/2025-11-25-parte-1)
    
    Nella prima parte del podcast “Inclusione a Ruota Libera”, Claudio Alunno dialoga con l'ospite Claudio Corsinovi, vicepresidente dell'Associazione Amici di Ambra ODV. Il tema principale della puntata è la nascita e l'operato di questa associazione, fondata nel marzo 2016 in memoria della figlia Ambra, scomparsa a causa di un tumore ovarico. L'Associazione Amici di Ambra supporta famiglie con disabili e la ricerca oncologica, erogando borse di studio e finanziando mezzi di trasporto per disabili e ambulanze. L'Associazione si finanzia tramite stand gastronomici, vendite natalizie del 5 per mille e opera sia in Toscana che in Calabria.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-11-25-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-11-25_1.mp3#podcast)
    

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