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title: "Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "In questa puntata di \"Inclusione a Ruota Libera\", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah.\nConte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno.\nLa discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica.\nViene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio.\nIn chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova, dove ogni voce trova posto. Tra lo sport e la cultura, ogni sogno è a costo fisso. Ogni persona è una storia che accendiamo con la luce. In salute, nel lavoro, la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito ha il suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Scivoliamo con la musica nelle vie della città. Tra i sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. In inclusione a ruota libera. Qui ogni battito al suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro parto! Buonasera a tutti e benvenuti a una nuova puntata di Inclusione a Ruota Libera. Stasera qui con noi c'è Claudia Conte, che si occupa di giornalismo, è anche una scrittrice, è uno più inionista TV, si occupa ormai da tempo di inclusione e di rispetto dei diritti, per esempio, anche in ambito del bullismo. Comunque intanto salutiamo Claudia che è qui con noi. Grazie Claudia di essere qui con noi stasera. E andremo ad affrontare tutte le tematiche che la riguardano, perché come dico sempre, il programma è nato per affrontare tutte le tematiche che hanno a che fare con l'inclusione. Intanto buonasera Claudia e grazie di essere qui con noi. Grazie, grazie a te Claudio, è un piacere essere con tutti voi per parlare di questi temi così cari a noi, i temi anche dell'inclusionee. Certo. Le cose che ci accomunano. Certo, certo. Questi valori sono importanti da divulgare ed a trasmettere, soprattutto, io penso sempre di più, soprattutto anche il momento che stiamo vivendo è abbastanza delicato. Ti chiedo subito: come mai e quando è iniziato il tuo percorso, visto che ne fai tante, all'interno, nell'ambito dell'inclusione, del sociale, di che cosa ti occupi? Insomma, facciamo un po' un cappello per far capire anche agli ascoltatori di cosa ti occupi e far capire un po' la tua figura nel mondo dell'inclusione. Io sono una giornalista, ho il mio programma dove sei venuto mio ospite insieme al ministro della disabilità, Alessandra Locatelli. Questo programma è su Rai Radio 1 e si chiama La mezz'ora legale. Inoltre faccio l'opinionista TV che è in RAI, sia in Media, sia in 7, sia in Lasette. Scrivo per i giornali, quindi sono una giornalista, una conduttrice e un opinionista TV. I temi che amo seguire sono i temi dell'inclusione sociale, della responsabilità sociale, del volontariato, la solidarietà. E tutto questo nasce dal mio impegno proprio nel volontariato. Sono tanti anni che io aiuto associazioni, fondazioni, enti del terzo settore o vari incarichi, anche a livello istituzionale, per quanto riguarda queste tematiche. Il tutto è iniziato da bambina, quando già con mia nonna aiutavo delle associazioni del territorio, della Ciociaria. Io sono nata in un piccolo paese che si chiama Aquino, paese di San Tommaso, e già con mia nonna andavamo a portare cibo, vestiti a persone in difficoltà. Quindi nasce tutto da bambina e poi, come sempre, quando si fa volontariato da piccoli, è un qualcosa che ti porti avanti per sempre. Quindi quello che cerco di trasmettere ai ragazzi, anche attraverso i miei libri, non dimenticherò mai.È proprio il-il la bellezza di donarsi agli altri. Certo. Di aiutare il prossimo, che aiutando gli altri- Aiuta anche sé stessi. Si supera anche il disagio giovanile Mm infatti te sei anche portavoce dell'Osservatorio eee relativamente al bullismo e al disagio giovanile, giusto? Sì, aa, io sono portavoce dell'Osservatorio nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, eh che si occupa di contrasto al grave problema, piaga sociale, del bullismo e del disagio che colpisce tantissimi ragazzi a macchia d'olio. E noi investighiamo e cerchiamo di aiutarli in tanti modi, con tantissimi progetti. E adesso si avvicina tra l'altro la giornata contro il bullismo che è il 7 febbraio e anche in questa occasione abbiamo tante, tante attività. È un lavoro quotidiano costante che coinvolge anche tanti sportivi. Noi abbiamo l'Accademia dei Campioni, all'interno della quale ci sono tante personalità impegnate a tutela dei più piccoli e sono anche esempii i campioni olimpici, piuttosto che personaggi come Annalisa Minetti, come Giusy Versace, che hanno visto nella disabilità non un limite ma un'opportunità per essere ancora più impattanti a livello sociale e aiutare chi invece non ha avuto magari questa forza interiore. Perché eee insomma bisogna promuovere i valori positivi e farlo attraverso l'esempio. Certo, certo, certo. Ma rimanendo proprio in tema del bullismo e ovviamente del cyberbullismo, eventualmente, per quanto riguarda i ragazzi che sono colpiti, a volte io penso sia difficile anche capire quand'è che siamo vittime, vittime di bullismo, cyberbullismo, quindi come riconoscerlo e cosa fare eventualmente per difendersi e a chi rivolgersi eventualmente per avere un aiuto concreto perché tante volte magari, soprattutto i ragazzi che si trovano in queste difficoltà eh magari trovano difficoltà appunto a parlarne, a confrontarsi, a avere una spalla sul quale appoggiarsi per capire quello che sta accadendo intorno a loro e vedere anche come proteggersi e come prevenire questa forma comunque di violenza. Sì, assolutamente. Eh, i numeri parlano chiaro. In Italia un ragazzo su cinque è vittima di bullismo, specie nella fascia che va dagli 11 anni ai 13 anni. Eh, l'aggressione può manifestarsi in diverse forme, dalle prepotenze fisiche, quindi le violenze fisiche, agli insulti, le minacce psicologiche e anche eh le molestie online, fino a comportamenti a sfondo sessuale. Quindi eh la varietà dei modi in cui eh si presenta il bullismo rende anche il fenomeno difficile da cogliere, da conoscere, da intercettare, soprattutto quando assume la forma più silenziosa, che è quella della manipolazione emotiva. Certo. Le conseguenze però eh per chi subisce questi atti sono immediate. Quindi cambi improvvisi di umore, rifiuto di frequentare la scuola, difficoltà nel sonno, ehm manca-mancanza di volontà di stare in contesti sociali. Quindi ecco, primo avvisaglia è quello di vedere i nostri giovani quando hanno questi comportamenti strani, tra virgolette no, quando hanno questi sintomi che devono far accendere subito un campanello d'allarme tra i genitori e gli educatori. Certo. Un ragazzo vittima di bullismo, per esempio chiedeee di non restare solo, mostra delle ferite inspiegabili, eee perde degli oggetti personali anche di valore, oppure si chiude in se stesso, non parla più. Invece chi assume il ruolo del bullo, eeeh, è di solito un ragazzo che manifesta mancanza di rispetto verso le regole, verso le figure di autorità, ehm comportamenti violenti anche nel linguaggio. Quindi diciamo che ci sono dei modi no, per intercettare eeehm, sia il bullo e sia il bullizzato. Certo. Bisogna stare in allarme. Tutti gli adulti devono osservare bene, ascoltare i giovani e cercare di capire e intervenire. No, è una cosa che hai detto te ora ed è importantissima e a volte purtroppo le famiglie lo sottovalutano, è proprio l'ascolto. Perché tante volte eee penso che manchi questo aspetto all'interno delle famiglie, eee nell'ascoltare i propri figli, i propri bisogni, le proprie necessità, i propri problemi. Tante volte, appunto, si fa fatica a ascoltare, ma bisogna impegnarsi per farlo perché è alla base anche del... Diciamo l'ascolto, secondo me, soprattutto in questi casi, poi corrisponde al-al eventuale aiuto che si può dare. Se non si capta, non si percepisce il-il problema tramite l'ascolto penso che non si possa neanche dare un aiuto concreto. Sì, infatti hai detto bene, parlare di bullismo con i genitori non è semplice, perché i ragazzi spesso provano vergogna, paura di non essere compresi, oppure anche di far soffrire mamme e papà.Eee per questo è fondamentale che gli adulti sappiano cogliere questi segnali di cui parlavamo prima, riconoscere quindi i cambiamenti dei figli nei comportamenti. Quando però il ragazzo trova il coraggio di aprirsi, i genitori devono ascoltare con empatia, senza giudizio. Certo. Lasciarli sfogare, controllare le proprie reazioni per non spaventarli. Quindi è importante trasmettere sicurezza, evitare di alimentare problemi e poi anche ovviamente prendere dei provvedimenti, anche per quanto riguarda il cyberbullismo, ad esempio conservare tutte le prove. Mhm. Non bisogna minimizzare il problema considerandolo una ragazzata, no? Come spesso si dice, va bene, sono ragazzi, no. Le forme di violenza minano l'autostima e creano dei traumi. Che poi, se non risolti questi traumi, questo è anche al centro del mio prossimo libro, eh provocano ulteriori disagi che spesso sposano anche i reati. Certo. Quindi il compito dei genitori è sostenere i figli, aiutarli a non chiudersi in sé stessi e a parlare. Sicuramente. E poi vanno combattute le paure legate alla scuola e creare un'alleanza tra le agenzie educative, quindi scuola, famiglia, parrocchie, terzo settore. È questo che oggi, di cui oggi abbiamo veramente bisogno, che non siano no entità che non comunicano tra loro. E spesso funzionano un po' al contrario le cose. Troppo spesso i genitori non riconoscono l'autorevolezza dei docenti e vanno anche in contrasto con i docenti. Infatti i docenti si trovano una situazione di depotenziamento, non hanno la forza di educare, quindi mettere una nota, bocciare. Tutto questo non è da considerarsi una punizione, è un modo per educare, per formare i ragazzi. Invece molto spesso i genitori non sono alleati con i docenti, i genitori non vengono alleati con i docenti. No, no, sono antagonisti, è vero. I genitori sono i primi sindacalisti dei figli, ma questo non fa bene ai ragazzi perché nascono con un senso di impunità. È vero. È vero, infatti, secondo me, come hai detto te, mmm ci vorrebbe veramente un-un legame, fare un triangolo perfetto tra famiglia, scuola, eh per-per l'educazione. Così come hai detto te, bene, anche per il tempo libero. Le parrocchie, così come mi viene in mente le associazioni sportive che magari accolgono i ragazzi per fare attività sportiva, perché eee anche all'interno delle associazioni sportive purtroppo mmm di riflesso ci possono essere episodi di bullismo. Anzi, tante volte nelle associazioni sportive purtroppo eee si creano delle spaccature eee tra le abilità dei ragazzi. Non dovrebbe succedere, ma magari ci sono anche, mi viene in mente nelle squadre di calcio, magari eee c'è una rosa ampia di ragazzi, si fa la squadra A, la squadra B. E tante volte non è che si fanno due squadre perché ci sono tanti ragazzi, si fa una cosa equilibrata, bene o male si sfrutta le abilità di tutti. Si fa la squadra di quelli che sanno giocare al meglio dei fenomeni e magari la squadra di quelli un po' più in difficoltà no. E anche queste situazioni qui che vengono gestite male, possono portare anche a creare delle differenze, dei pregiudizi che poi sfociano in attivi- diciamo in situazioni anche di bullismo, secondo me. Eee secondo me ci dovrebbe davvero essere un legame forte tra famiglia, attività educativa, attività sportiva e ricreativa. Perché bisogna che queste figure comunicano tra loro e non si depotenzino, anzi dovrebbero migliorare per il bene dei ragazzi Sì. Sicuramente. Io direi di andare a ascoltarci un brano di quelli che diciamo mmm hai-hai scelto diciamo. E so che hai un ottimo rapporto, un'ottima amicizia con Annalisa Minetti, cheee anche lei- Sì, tra l'altro Annalisa, oltre ad essere la mia migliore amica, è anche, fa parte dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile. E lei è veramente un punto di riferimento per i giovani, no? Perché insegna che non esistono limiti a quello che si può fare nella vita, se non quelli nella propria mente. Certo. Lei tutti dicevano non ce la puoi fare, sei disabile no, non puoi, non riuscirai a diventare mamma, non riuscirai aaa affermarti nella vita, non riuscirai a fare sport. E invece lei ha dimostrato che tutto è possibile, è diventata una campionessa di vita. È vero, è vero. E allora io andrei proprio ad ascoltare il-il brano con il quale ha partecipato a Sanremo nel 1998 che è Senza te o con te. Andiamo a ascoltarci questo brano e poi ritorniamo di nuovo in studio a continuare a parlare queste tematiche importantissime. Ascoltiamoci il brano e poi torniamo di nuovo.Cerco sulla radio la mia onda del cuore. Gioco col mio gatto per sentire il rumore. Sono solo attimi, ah-ah-ah, proprio difficili. Sola in questa stanza grigia senza colori. Laura sta cantando storie di strani amori. Sono solo attimi, ah-ah-ah, proprio difficili. Ti cerco nei miei mille pensieri. Ricordo com'eri ti perdo e non ti ho avuto mai. Senza te o con te la mia vita è difficile, ma non è finita. In salita lo so, penso che ce la farò. Senza te o con te io volerò. Senza te sento che la mia vita è difficile, ma non è finita. E qualche volta solo, anche se poi sbaglierò, senza te io volerò-ò-ò-ò-ò-ò-ò. Poi mi viene in mente una fotografia, immagini sbiadite della nostra allegria. Sono solo attimi, ah-ah-ah, proprio difficili. Ti cerco nei miei mille pensieri, ricordo com'eri, ti perdo e non ti ho avuto mai. Senza te sento che la mia vita è difficile, ma non è finita. In salita lo so, penso che ce la farò. Senza te o con te io volerò. E rieccoci di nuovo in studio e rieccoci di nuovo qua e continuiamo a parlare eh del tema dell'inclusione ma ora cambiamo un po' scenario. Eee Claudia te sei anche, se non erro, portavoce del Fon- della Fondazione Museo della Shoah di Roma? Io collaboro con la Fondazione certamente da tanti anni. Ok, come è partito lì il tuo percorso? E poi ti volevo fare appunto una domanda relativamente a quello che è stato proprio eh la Shoah eee e un po' anche di riflesso le persecuzioni che ci sono attualmente e che magari a volte non sentiamo neanche parlare nei telegiornali o comunque non ne siamo a conoscenza. Quand'è partito il tuo percorso all'interno della Fondazione? Il mio percorso è partito appunto interessandomi di Shoah fin da bambina ehm e ritenendo di avere una responsabilità sociale, quella di promuovere l'importanza della memoria. La memoria di ciò che è stato. Io sono stata ad Auschwitz due volte con i viaggi organizzati dalla Fondazione Museo della Shoah, l'anno scorso, proprio in occasione della-del centesimo anniversario eh di Auschwitz, alla presenza di-di tutti i capi di Stato. Abbiamo avuto questo bellissimo emozionantissimo momento, nonostante il periodo storico molto molto difficile, perché oggi purtroppo eh parlare di Shoah è sempre più difficile, come dice la senatrice a vita Liliana Segre, la Shoah rischia di diventare un rigo sbiadito sui libri di storia, perché dopo anche il 7 ottobre e la guerra in Medio Oriente, c'è stata una grandissima confusione. E tutto quello che è stato oggi, la critica legittima al governo di Netanyahu a Gaza, ha finito però per diventare un'arma molto potente per quanto riguarda la diffusione dell'odio, dell'intolleranza, dell'antisemitismo nei confronti delle comunità ebraiche. Quindi sono tanti, purtroppo le persecuzioni che ancora oggi in tutto il mondo avvengono atti gravi di violenza. Comunque si avvicina il 27 gennaio.Che è il giorno della memoria. Certo. Ricorrenza internazionale per commemorare tutte le vittime eh dell'Olocausto. E segna l'anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, appunto del 1945, rivelando al mondo gli errori del genocidio nazista. È proprio un paio di mesi fa abbiamo presentato con la Fondazione Museo della Shoah l'anterima europea del film eh Norimberga, proprio per attenzionare su il processo di Norimberga che quello che portò a processo eh tutti i gerarchi nazisti che furono responsabili del genocidio. Questo perché è importante? Perché solo attraverso la conoscenza profonda della storia, non superficiale ma profonda, ehm e solo attraverso la memoria di ciò che è stato, oggi si potrebbe evitare di cadere negli errori in cui si sta cadendo, nella sovrapposizione dei piani, che anche il linguaggio ha una sua importanza. Quindi se si conosce che cosa significa, ad esempio, la parola genocidio, che è nata proprio grazie al processo di Norimberga, la definizione di genocidio, come anche di crimini di guerra e di diritto internazionale, oggi non accadrebbe. Tutta questa mistificazione, questa propaganda antisemita che è in atto. Ehm e quindi il linguaggio è mol-molto importante. Eeh quindi il giorno della memoria eee fu istituito ehm dallaaa, dalle Nazioni Unite nel 2005 e per proprio vuole ricordare la Shoah, le leggi razziali, le perseguzioni degli ebrei e di tutti coloro che hanno subito laaa deportazione fino alla morte e anche però di coloro che hanno rischiato la propria vita per salvare le vite e per proteggere i perseguitati Certo. Quindi è anche un modo per invece eh ricordare, ad esempio, i giusti tra le nazioni, eh che sono tutti coloro che hanno salvato tante vite umane. Dice il Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero. Quindi anche oggi, quando vediamo eh del-- anche nel linguaggio, lo dicevamo prima parlando di bullismo, i sintomi dell'intolleranza, dell'antisemitismo sono evidenti. E purtroppo sono diffusi anche nella politica, anche nei sindacati. Perché se un segretario generale del primo sindacato italiano eh parla di genocidio, parla di rivolta sociale, è evidente no, che va in qualche modo a propagare ignoranza, pregiudizio e violenza. Mm-mm. Quindi purtroppo, soprattutto le figure guida della nostra società dovrebbero essere più preparate e più consapevoli. Certo, certo, perché comunque quando si parla di questi temi ci vuole eh tanta consapevolezza e bisogna evitare l'ignoranza, perché purtroppo l'ignoranza porta a fare anche degli errori di comunicazione importanti e soprattutto, come hai detto te, se sei una figura anche comunque di riferimento che può essere il segretario generale di un sindacato, piuttosto che comunque una figuraaa della politica nazionale o comunque di un'istituzione che comunque viene presa in considerazione per quello che sta dicendo, bisogna stare molto attenti. Anche perché dico sempre io, eh come hai detto te prima, la memoria è importantissima e tante volte sembra a me che eh non ci si ricordi di quello che è stato veramente, mmm perché non è possibile ritrovarsi- È per quello che occorre ancora oggi promuovere delle iniziative. Eh, per esempio con la Fondazione Museo della Shoah, abbiamo eh organizzato nel corso degli anni delle mostre di altissima valore scientifico, eh per esempio la razza nemica, la propaganda antisemita, nazista e fascista. Ogni anno, ogni due anni abbiamo delle importanti mostre, ma anche dei film. Per esempio è stato coprodotto il film Liliana di Ruggero Gabbai, che è il film che è dedicato alla senatrice a vita Liliana Segre. Ma ci sono anche tanti altri film, quello dedicato a Shlomo Venezia, che è anche il papà di Mario Venezia, che è il presidente della Fondazione Museo della Shoah. I viaggi della memoria, perché ecco portare gli studenti, le scuole ad Auschwitz, nei campi, fa capire che non, che non è un ricordo sbiadito sui libri di storia, ma che è un fatto storico di una gravità incredibile. Il più orrendo crimine contro l'umanità che sia mai esistito, 6 milioni di ebrei sterminati. Sì sì. Quindi la volontà specifica di distruggere un popolo, questo è il genocidio. Sicuramente. Io porto sempre nel cuore, anche nella mia mente, io ho fatto il viaggio nella memoria nel 2006. Nel 2006 perché fa- feci tutto un-Ehm, diciamo una sorta di formazione e studio della Shoah, insieme anche al Museo della Deportazione che abbiamo qui a Prato, nella zona di Figline di Prato, dove appunto parlavi prima te di persone che hanno provato aaa... A tutti i costi a difendere e a proteggere le persone che erano in quei momenti di guerra, eeehm, potevano essere attaccate o comunque rischiavano la vita. E loro, eeehm, furono 29 i martiri, no, che persero la vita a Figline proprio per proteggere, insomma, il territorio e tutte le persone che erano lì sul territorio, no? E io ho un ricordo forte di come... Proprio lo feci in treno, arrivammo a Birkenau che nevicava, tra l'altro, c'era una bufera di neve e noi eravamo tutti comunque coperti con i giacconi. E pensare che i deportati venivan tenuti pressoché quasi nudi o anche nudi, in delle condizioni atroci, dove ancora si respira, purtroppo... È come essere veramente catapultati indietro nel tempo e percepire nell'aria tutta quella paura, tutta quella sofferenza che c'è stata. È una cosa indelebile che porto dentro di me. Eee ed è per quello che mi meravigli- Te devi ispirare però anche un senso di responsabilità. Sicuramente, sicuramente. E-un'altra cosa che mi ha ferito profondamente, perché mmm mi interrogo sempre di come è possibile che le persone e che il genere umano sia arrivato a tanto. Tanti campi di concentramento, tra cui Birkenau, insomma, erano comunque in zone sì magari un po' più periferiche, ma alcune avevano comunque delle abitazioni vicine o comunque a qualche chilometro di distanza. Cioè, le persone che erano all'epoca lì vicino è come se avessero fatto finta di niente. Io ho questa percezione. Cioè, che sia stato tutto... Cioè, avere laaa... Come dire, mmm, far finta di niente, perché quello è stato oltre... Eee, io penso che siano responsabili anche chi non ha mosso un dito per cercare di fare qualcosa, no? Perché chi lo ha fatto sì è colpevole, ma anche chi ha visto e magari chissà per paura o per altro. Però vedere che comunque le persone che erano intorno hanno fatto finta di nulla e anche dopo che è stato, diciamo, delineato quello che era stato fatto, no, continuavano a negare l'evidenza. Perché c'è stato anche questo atteggiamento qui, è orribile. Oppure mi viene in mente tipo Mauthausen, hanno ricostruito un intero villaggio o un'intera cittadina tutta ora con le villette e i fiori, ma lì c'è stato veramente la morte. E io dico: come può il genere umano far finta di niente? Assolutamente sì, la memoria è proprio il vaccino contro l'indifferenza, perché l'indifferenza è complice come la violenza. E quindi tutti coloro che anche oggi sono indifferenti di fronte alla violenza eh, no, devono essere in qualche modo risvegliati. Sicuramente. Dalla violenza cerchiamo di difenderci, eeehm, ma combattere l'indifferenza eeehm, è qualcosa che dobbiamo iniziare a fare anche noi, eh. Sempre. È una nuvola grigia che incombe e non sai dov'è il nemico. Perché alla fine, in fondo non è un tuo nemico e quindi non fa nulla. Ma è terribile non fare nulla, voltare la faccia dall'altra parte. Sì, sì, infatti io dico abbiamo la stessa- Non è innocente. Esatto, chi fa l'indifferente nei confronti di queste tematiche e nei confronti di questi episodi è colpevole come chi sta commettendo quel reato. Quel... Sta commettendo que... Boh, non mi viene neanche le parole per descrivere quello che è stato, no? Nel senso, è stata una cosa orribile. E quindi chi commette questeee cose orrende e chi è indifferente a questo ha la stessa colpa, perché non mi capacito di come sia possibile questo. Veramente. Sì. C'è una responsabilità civile che ad oggi bisogna rimettere al centro. Quindi bravo Claudio che-hai voluto parlare di questo tema. Grazie, grazie a te Claudia insomma. Una volta tutti, soprattutto oggi, che ripeto, va più di moda parlare in maniera diversa, no? No, no, ma bisogna essere schietti, trasparenti e diretti, perché è l'unico modo per far capire mmm, dei concetti chiave e far capire i valori, anche i valori e i diritti, no? Del genere umano, perché di questo si sta parlando. Cioè, mmm, quello che è stato fatto, eeehm, cioè sterminare un'intera popolazione, no? Si parlava prima di 6 milioni.Di ebrei. Cioè, mmm, non è una cosa-- è impensabile quello che è successo. E la cosa preoccupante, come si diceva prima, è che di riflesso tuttora queste persecuzioni, questo antisemitismo c'è sempre ed è preoccupante, ed è preoccupante. Comunque bene parlarne, è bene che-- insomma noi bisogna essere delle gocce che trasmettiamo in questo mare deeeel buono, no? Dei valori positivi e-e far capire insomma qual è il giusto comportamento e atteggiamento nei confronti di questo terrore che è stato e che bisogna evitarlo, evitarlo anche in minima parte. Sì, perché guarda, ehm, per esempio mi riferisco a uno dei casi di antisemitismo recenti, no? La strage avvenuta in Australia. Quello è proprio uno dei segnali del crescente antisemitismo violento. È anche il fatto che l'antisemitismo in realtà non è mai uscito dalla nostra storia, è sempre stato subdolo, incito dentro di noi. Certo. E adesso si è-- c'è stato un rigurgito dopo ovviamente il 7 ottobre e tutto ciò che il governo Netanyahu ha fatto, eh, a Gaza, di cui tutti noi siamo mmm, come dire, parliamo anche degli errori del governo Netanyahu, ma questo non deve mai diventare odio verso gli ebrei. No, no. Colpiti in quanto ebrei. Chiunque lo faccia con le armi o con le parole è un antisemita, da individuare e da condannare. Tollerarlo non è accettabile, perché significa avallare anche il terrorismo, significa debbolire-- debbolire le basi della democrazia, della convivenza civile. Sicuramente, sicuramente. Allora, rimanendo in tema della Shoah, io direi di andare ad ascoltarci un brano che è Gum Gum, che penso sia un po' un brano simbolo dee-della Shoah. Dicci un po' due parole su questo brano e poi andiamo ad ascoltarlo. Guarda, è un brano a cui tengo molto, perché è una canzone composta da uno psichiatra, Elly Botsbol, nel 1958. Ehm, e quindi è una canzone che l'ha portato al successo ehm, e ad essere anche la colonna sonora del film Giona che disse nella balena, diretta da Ennio Morricone, che vuole lasciare comunque la speranza, la speranza di una luce fuori dal tunnel dell'orrore e della, eh, del male. Insomma, il bene che prevale sul male. Certo. Allora andiamo ad ascoltarci il brano e poi torniamo di nuovo in diretta. La, la, la, la, la, la. La, la, la, la, la, la. La, la, la, la, la, la. La, la, la, la, la, la. E rieccoci di nuovo in studio, rieccoci di nuovo qua. Ora, eh, invece con Claudia, visto che tra le tante che fai scrivi anche tanti libri e tutti i tuoi libri un po' mi sono documentato, hanno sempre comunque, eh, parlano sempre comunque della parte sociale, a volte anche molto introspettivi, eee, proprio hanno-hanno proprio a che fare con l'umanità.Parlaci un po' dee... Dei tuoi libri, diii ehm qualche libro che hai scritto, anche giusto per f-far capire un po' agli ascoltatori, anche insomma, questo aspetto qua che curi. Sì, certo. Allora, ehm iniziamo dall'inizio. Il primo libro è Soffi Vitali - Quando il cuore ricomincia a battere, un romanzo epistolare, eh un romanzo d'amore. Quindi ehm ho voluto riprendere un po' i grandi epistolari amorosi no? Che appunto erano scambi di epistole piene, piene di sint-sentimento. E in una società in cui spesso i sentimenti sono superficiali, sono un optional, sono ai margini no? Vengono prima altre dinamiche che sono il business, il lavoro, la carriera, il denaro, il potere. Eh, i sentimenti vanno rimessi al primo posto, perché la rivoluzione d'amore, che poi è la rivoluzione di cui parla anche Gesù Cristo, è un qualcosa che porta poi a sua volta anche a migliorare la società. Eh, perché il benessere economico, eh per esempio, una società funziona meglio anche dal punto di vista economico quando c'è la pace. E sentimenti di come l'amore, il rispetto, la fratellanza umana, eh sono alla base di una convivenza fra esseri umani anche pacifica. E poi, eh sono invece approdata al secondo libro che è La legge del cuore, storia di assassini, vigliacchi ed eroi per Armando Curcio editori, che è un libro invece dedicato a Falcone e Borsellino, eh in occasione dei 30 anni dalle stragi di Capaci e Via D'Amelio. Quindi è uscito nel 2022, ricordando la strage del '92, eh anno in cui nascevo io. E in qualche modo io sono nata in questo anno che è stato profondamente segnato da queste stragi eh drammatiche no? Che hanno visto due grandi eroi, eh che hanno sempre ispirato la mia vita, che sono esempi ancora oggi... Eh, sono vivi più che mai ehm e che hanno come dire, sono promotori di valori in cui io credo fortemente, che sono i valori della legalità, della responsabilità sociale. Loro si sono sacrificati per combattere la mafia, la criminalità organizzata che è colpevole di reati contro l'essere umano, contro il patrimonio, contro davvero la democrazia. E quindi ho voluto raccontare una storia per combattere la mafia e anche qui riportare la memoria degli eroi, dei veri eroi. Oggi i giovani hanno bisogno di punti di riferimento e li devono intercettare nelle figure che davvero sono state esemplari, fino al punto di sacrificare la propria vita per lasciare una società più libera, più sana. E sono sicuramente loro, ancora oggi, gli eroi cui appellarci piuttosto che personaggi che propri eroi non sono, che però hanno miliardi e miliardi di follower e sono considerati dei miti dai-dai ragazzi Purtroppo è vero. Poi è arrivato Il vino e le rose, che è invece un saggio romanzato che attraverso la storia di tre donne, tre amiche, ehm va-vado poi ad approfondire dei temi sociali importanti, dalla tossicodipendenza alla violenzaaa sulle donne, aaa alla fede. E quindi un po' riprende i dialoghi di Platone, no? Perché queste ragazze, attraverso i dialoghi su ciò che accadeva nella loro vita, erano poi pretesti per parlare di-di tematiche universali. Poi è arrivato, eee La voce di Iside. La voce di Iside, che è il grido di una generazione che ha bisogno di essere ascoltata. Bene, abbiamo parlato lungamente prima. Il disagio giovanile, che dopo il Covid sono aumentati tantissimo i casi di disagio mentale, anche dei giovani. Pensiamo il caso più estremo, no? Gli ichimōri, ragazzi che per anni si chiudono nelle proprie camerette senza interagire con nessuno, neanche con i propri genitori. E sono sempre più diffusi, io presentando questo libro che nasce proprio per dialogare con i giovani, per ascoltare le loro voci, le loro testimonianze, eee mi rendo conto che ci sono questi casi. E quindi eh dobbiamo prendere in mano la situazione prima che sia troppo tardi. Senza pensare poi ai tanti casi di violenza, pensiamo alle baby gang, i maranza, che se ne parla tantissimo. Pensiamo tanti ragazzi che fanno uso di droga, spacciano e questo lo fanno molto spesso perché le agenzie educative hanno fallito e perché come punti di riferimento della vita dei ragazzi non sono le figure positive, parlavamo di Falcone e Borsellino, ma sono i protagonisti di Gomorra o chi fa musica trap, che esempi non sono perché parlano di violenza, parlano di successo facile, parlano di... Anche trattano male le donne, hanno un linguaggio assolutamente eee sessista oltre che violento Sì, è vero, è vero. E poi, tra l'altro, si sta sempre di più abbassando, anche probabilmente proprio con l'avvento dei social network, di-di questi brani appunto che eh trattano di appunto vite...Spregiudicate, sregolate, che però portano, come dicevi te, a un guadagno facile, magari, nonostante sia tutto abbastanza poco legale e poco idoneo, mettiamola così, si sta abbassando proprio anche l'età per l'uso appunto di stupefacenti. Cioè io vedo che anche nelle scuole medie, purtroppo, sempre di più, c'è Per non parlare delle sigarette che quello ormai tra un pochino si arriverà alle elementari, se non facciamo un correttivo, perché si sta sempre di più abbassando l'età e stanno bruciando l'età per i ragazzi. Cioè a 13 o 14 anni hanno fatto un sacco di cose impensabili che magari, boh, io a volte ripenso, non avevo fatto neanche Mai ci avevo pensato 18 o vent'anni. Sta diventando veramente difficile anche gestire queste situazioni qua con i ragazzi. I ragazzi che si ritrovano a vivere nel giorno d'oggi, purtroppo per i genitori è difficile, lo dico in prima persona, perché uno dei miei figli ha 13 anni ed è difficile gestirli Lo smartphone, i social, metti blocchi, metti... Però è difficile perché poi lui si confronta con magari i ragazzi che ruotano intorno alla sua cerchia di amici eccetera, ma lui magari la sua famiglia fa diversamente, quindi ti devi scontrare anche su differenze che vengono fatte da una diversa educazione data dalle famiglie, no? Perché se ne parlava prima, appunto la famiglia ha un ruolo centrale e qualcuno magari a volte o se lo dimentica o per ignoranza. Però poi noi stiamo creando coloro che poi dovranno far parte del futuro della nostra società, no? Quindi bisognerebbe averne la massima cura per non fare errori madornali che poi sfociano in tutte queste situazioni che abbiamo trattato oggi. Sì sì, sicuramente. Allora, io direi che noi siamo quasi arrivati in fondo al programma e che abbiamo trattato di tematiche profonde, importanti. Io ti ringrazio veramente tanto Claudia di essere stata qui con noi stasera perché questi valori, queste situazioni qua che abbiamo trattato vanno trattate sempre di più, vanno divulgate nella maniera corretta, come dicevi te. Però bisogna che l'attenzione sia sempre alta e bisogna cercare un po' di aiutarsi per far sì che determinate situazioni non si ripresentino. Certo Sì, grazie a te Claudio, veramente la tua sensibilità mi colpisce davvero tanto. Grazie. Anche il tuo impegno con tutte le attività straordinarie che porti avanti con lo sport per i disabili. Sei un esempio, veramente. Complimenti. Allora io direi di lasciarci con un brano che è Shallow di Lady Gaga, visto che terminiamo in bellezza con un brano che personalmente a me piace un sacco. Come mai l'hai scelto questo? A me piace così tanto che ho voluto dedicare la mia... Io ho una società che si occupa di comunicazione e di responsabilità sociale, di progetti di sostenibilità, promuovendo gli obiettivi dell'agenda ONU 2030, e lo faccio con questa società che si chiama Shallow, appunto, perché ho amato tantissimo il film A Star is Born, è un film emozionante, commovente. E poi amo Lady Gaga, perché a parte che ha origini italiane, ed è una donna anche lei che ha dimostrato tanto, no? Quindi io credo molto nella forza delle donne, nel talento e nella capacità delle donne di brillare, brillare sempre di più. E allora direi che dopo queste tue parole bellissime e anche non sapevo che avessi questa società qua e gli avessi dato appunto questo nome Shallow per questo legame che hai particolarmente con questa canzone e con la figura anche di Lady Gaga. Niente, io ti ringrazio veramente tanto, ti saluto e niente. E ringrazio tutti gli ascoltatori che hanno seguito la puntata e ci vediamo alla prossima puntata di Inclusione a Ruota Libera. Grazie ancora a tutti. Grazie a te Claudio, un saluto a tutti. Ci sei Claudia? Tell me something good."
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# Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah

13 gennaio 2026 57:38 

In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Cont

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## Estratto

In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

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    ### Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
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    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    
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    ### Amici di Ambra: speranza e supporto con Claudio Corsinovi
    
    ](/eventi/podcast/2025-11-25-parte-1)
    
    Nella prima parte del podcast “Inclusione a Ruota Libera”, Claudio Alunno dialoga con l'ospite Claudio Corsinovi, vicepresidente dell'Associazione Amici di Ambra ODV. Il tema principale della puntata è la nascita e l'operato di questa associazione, fondata nel marzo 2016 in memoria della figlia Ambra, scomparsa a causa di un tumore ovarico. L'Associazione Amici di Ambra supporta famiglie con disabili e la ricerca oncologica, erogando borse di studio e finanziando mezzi di trasporto per disabili e ambulanze. L'Associazione si finanzia tramite stand gastronomici, vendite natalizie del 5 per mille e opera sia in Toscana che in Calabria.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-11-25-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-11-25_1.mp3#podcast)
    

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