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title: "Pallamano a Ruota Libera, con Gimigliano e Santino | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "La puntata vede Claudio Alunno dialogare con gli ospiti Bruno Gimigliano e Santino, protagonisti del progetto \"Pallamano a Ruota Libera\".\nIl tema centrale è l'importanza dello sport inclusivo e accessibile a tutti, come testimoniato dalla loro partecipazione a un evento a Civitavecchia su invito del Ministero delle Disabilità.\nViene presentato un video promozionale del progetto, girato dai ragazzi stessi, che mostra come la normalità possa essere un gioco di squadra, adattando l'attività sportiva alle diverse abilità.\nGli ospiti sottolineano l'impegno e la passione del team nel portare avanti l'idea che lo sport debba essere per tutti, anche attraverso l'utilizzo di mezzi improvvisati prima di dotarsi di attrezzature professionali.\nLa puntata valorizza le collaborazioni con enti e istituzioni e l'importanza del supporto della comunità per diffondere il messaggio di inclusione a livello nazionale e oltre.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova, dove ogni voce trova posto. Tra lo sport e la cultura, ogni sogno è a costo fisso. Ogni persona è una storia che ascendiamo con la luce. In salute, nel lavoro, la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito ha il suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Scivoliamo con la musica nelle vie della città. Tra i sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. In inclusione a ruota libera. Qui ogni battito al suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro. Ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Dentro ogni cuore gira il mito E buonasera a tutti e benvenuti a una nuova puntata di Inclusione a Ruota Libera. Stasera un inizio un po' frenetico con gli ospiti eh che sono arrivati proprio ora. Eh qui con noi abbiamo eh Bruno Gimigliano del progetto Pallamano a ruota libera. Io eh faccio ormai questo progetto eh da dieci anni insieme a Bruno, insieme ad altri ragazzi, eee insieme anche a Santino, che ora è qui nei meandri degli studi che a breve arriverà anche lui a farci compagnia, a parlare un attimo di-di quella che è stata eh la giornata del 31 maggio, al quale abbiamo partecipato eh a Civitavecchia su invito del Ministero delle Disabilità. Intanto voglio ringraziare Bruno di essere qui con noi stasera. Buonasera, buonasera, e di che? Eh no, è sempre un piacere anche avere un-un attimo, un punto di vista anche degli atleti. E poi eccolo qui con noi, tra un pochino prenderà posizione Santino. Tre, due, uno. Ciao Santino. Eccolo. Salve, buonasera a tutti, ciao Claudio, ciao Bruno. E niente, ho un po' anticipato di quello che andremo a trattare stasera. Parleremo principalmente del-dell'evento al quale abbiamo partecipato con i nostri ragazzi sabato scorso, il 31 maggio, a Civitavecchia, su invito del Ministero delle Disabilità, nella persona proprio dell'onorevole Alessandra Locatelli. Siamo stati lì ospiti di un evento appunto che aveva come tema lo sport, l'inclusione e le diverse abilità e le varie opportunità che ci possono essere. Allora diciamo che noi, un po' lo potrà confermare anche Santino, così come Bruno, eravamo un po' la mosca bianca eh in quelle-in quelle realtà, perché comunque in quelle realtà ci sono tante eee diciamo associazioni che ormai ehm fanno parte, più che associazioni, federazioni o comunque associazioni di un certo livello e che comunque trattano attività inclusive ma non per tutti, per un-un dato settore, no? Un dato settore. È giusto noi eee appunto, diciamo, sempre, è giusto che ci sia sempre l'opportunità, che ci siano opportunità sempre per tutti- Certo. E noi siamo andati a presentare, diciamo la nostra. Sì, no, Claudio ha fatto una presentazione corretta di quello che è stato il tema della giornata. È chiaro che fosse non conoscevano eee diciamo un po' quella che è la nostra mission, o comunque l'hanno conosciuta dopo che siamo passati dopo che siamo passati noi. È stato un momento che ci ha permesso comunque di fa- appunto di farci conoscere, di portare soprattutto i nostri ragazzi a conoscere un mondo diverso da quello che solitamente viviamo in palestra.Un mondo fatto di sport dove veramente lo sport deve essere per tutti. La nostra testimonianza è stata proprio questa: lo sport deve essere per tutti. E in quel contesto lì, dove possiamo definirlo uno sport professionistico, uno sport paraolimpico, uno sport fatto, diciamo, di professionalità e anche di particolarità. Certo, fare il giro del mondo in catamarano non è da tutti, però anche noi nel nostro piccolo abbiamo portato una nostra testimonianza che comunque lo sport deve essere di tutti, sia di chi lo fa in maniera professionale, ma anche di chi comunque ha una possibilità di stare in una squadra, di fare gioco di squadra, comunque un accesso a quelle che pos-- che devono essere appunto le realtà ludico-sportive. Certo, allora sicuramente eh noi abbiamo portato la nostra realtà per far conoscere i valori, la nostra idea di progetto, ok? Perché come diciamo sempre, il progetto palla a mano a ruota libera è partito sì da Prato, è partito sì da noi, dalle nostre famiglie, però è un-un progetto che ha voglia di-di-di farsi conoscere e-e di essere divulgato perché comunque c'è bisogno che sia un po' l'ottica comune quella del nostro progetto, no? Poi ci sarà il progetto palla a mano a ruota libera e verrà fatto a Milano, a Torino, a Roma, a Napoli, a Palermo, no? Vogliamo vedere... E appunto abbiamo aperto questo dialogo col Ministero proprio perché potrebbe essere un veicolo importante per trasmettere il nostro messaggio su scala nazionale e chissà poi se solo su scala nazionale. Magari, magari. Non-non, diciamo, non ci priviamo di-di-di nessuna... Non ci fermiamo, a ruota libera come sempre. Eee ah, vi anticipo una cosa. Allora, poco fa mi ha chiamato proprio il ministro Alessandra Locatelli eee alle 18:30 bisogna fargli un remind perché è in treno, sta raggiungendo Firenze perché questo fine settimana l'Amerigo Vespucci arriverà a Livorno, quindi eee il ministro Locatelli, insieme anche a tutto il Ministero della Difesa, perché questi eventi qua del tour che sta completando appunto l'Amerigo Vespucci, che è iniziato nel 2023 e che, eh diciamo, è in fase di completamento ora che-che sta toccando tutti i porti in Italia, appunto questo fine settimana saranno a Livorno, e quindi scenderà a Firenze, da Firenze poi andrà in auto a Livorno e m'ha detto: vediamo di beccarci che si fa una chiacchierata anche con lei. Quindi ci sta anche che ci-ci sentiamo anche col ministro che ci dà almeno anche il suo punto di vista sia sulla nostra realtà e un po' su quello che è stata la giornata del 31 maggio. Sicuramente la cosa importante e la cosa penso più, diciamo, entusiasmante, mettiamola così, è stata quella di aver fatto vedere un po' i video della nostra storia e lo spot che ultimamente abbiamo girato e del quale Bruno è stato uno dei... Diciamo, doveva essere il protagonista principale, ma a causa di un piccolo malanno di stagione, mettiamola così, un piccolo malessere, non è potuto esser presente, quindi ci è toccato trovare il sostituto di fretta e furia Ma parlaci un po', Bruno, visto che siamo entrati nel merito dello spot che poi abbiamo presentato a tutti, qual è il messaggio e come-- come è stato-- come si è svolto, appunto, eee tutto il... Quella sorta di... Poteva essere un-un set cinematografico per-no Era un set cinematografico Fatto da professionisti. Fatti da professionisti, quindi ringraziamo intanto anche Luca. Luca, Federico. Federico e Nicolò, che-che, diciamo, hanno reso questo possibile. Eh dicci un po' Bruno, come è stata quella giornata? Intanto facciamo un passo indietro e andiamo al 10 di maggio quando abbiamo fatto questo video. Sì, allora, innanzitutto loro hanno... Cioè, secondo me, anche troppo professionali, no? Cioè, avevano portato una marea di roba, Nick, appunto, veniva dal-dal nord anche. Da Brescia. Da Brescia. Da Brescia, è vero. Ha fatto un bel po' d'ore di viaggio. E poi c'è stato anche un dispendio anche economico da parte loro importante, però l'hanno fatto con-con piacere. Eee ci sono state le prove il giorno prima, dove hanno cercato di capire la luce, eee le telecamere, i punti telecamera, eh come gestire diciamo tutto il procedimento. Perché alla fine sono-- siamo-- siete stati una giornata intera e alla fine a registrare quindi per quanto? Due minuti di video? Esatto. E c'è stato parecchio lavoro. Eee... Vi dico la verità, anche meglio che alla fine non ci sono stato io, perché il protagonista era molto più, come dire, cinematografico di me. Ehm il video, secondo me, ah eee cioè ha un'idea incredibile, cioè, eppure l'ha fatto un ragazzo normale, non è che l'ha fatto chi-quale produttore cinematografico, capito? Quindi... No, secondo me- Cioè nella nostra piccola realtà è un successone. No, abbiamo, abbiamo, allora, abbiamo avuto l'op-- un'opportunità, ehm diciamo che ancora riesco, per così dire, a credere che-Poco a spiegare, no? Perché comunque aver avuto la possibilità di fare un video di quel tipo eh... è un valore non aggiunto, di più, perché quello ha un valore inestimabile. Ha un valore inestimabile. E essere riusciti comunque a comunicare in due minuti il messaggio importante che è un po' l'essenza di tutti i nostri valori, no? Perché in fondo poi ci abbiamo messo una frase che secondo me descrive in pieno quello che si vede nel video, cioè: \"la normalità è un gioco di squadra... a te la palla\". No? Perché? Perché, appunto, spieghiamo un po' in breve, poi spero che gli ascoltatori eh... riescano a vedere il video che poi presto pubblicheremo e se tutto va bene verrà pubblicato anche su un canale ministeriale, però vedremo. Comunque noi auspichiamo che riusciate a vederlo perché è un video, secondo me, mmmh... molto emozionante che ha come protagonista un ragazzo eh... che-che va a vedere appunto al campetto, quello che abbiamo eh diciamo... al quale siamo stati un po' il trait d'union tra Fondazione Decathlon e Comune di Prato, quello che è stato inaugurato alla fine del 2024. Questo ragazzo è lì fuori a vedere un po' i ragazzi che giocano nel campetto. Eh... lui chiaramente è in carrozzina. Vorrebbe con tutto se stesso entrare a giocare e a fa-- a prendere parte ai giochi. E magicamente questa sua idea, eh... diciamo, diventa realtà. Quindi lui si vede-- si ritrova nel campo con i ragazzi che adattano la propria attività con dei mezzi di fortuna, perché loro non hanno la carrozzina e quindi chi con laaa-- con una sedia da ufficio, chi con il carrello della spesa, chi con lo skateboard. E tutti iniziano a giocare alla palla a mano nostra, la palla a mano a ruota libera, non con le carrozzine, ma comunque serviva uno strumento essenziale per l'attività come lo utilizziamo noi, che è la carrozzina. E quindi passa un bel messaggio: che, mmmh, tutti esprimono le proprie abilità al meglio e vivono la propria normalità a seconda della propria condizione, ok? E quindi il messaggio è forte ed è un messaggio, appunto, la normalità un gioco di squadra, perché- perché questo messaggio bisogna essere uniti e portarlo avanti insieme. E soprattutto è importante che anche le istituzioni, chiunque vedrà quel video, si faccia messaggero, diciamo, di-di-di questa idea e-e-e di questi valori che noi continueremo a portare avanti insieme. Santino Sì, no, hai spiegato benissimo quello che-che-che è il messaggio del video. E Bruno ha spiegato molto bene anche come è stato realizzato. N-non dimentichiamo comunque l'impegno veramente di tutti nella-nella realizzazione del video. Un grazie veramente di cuore a Luca, a Federico, a Nic-Nicolò e soprattutto ai nostri atleti, perché ecco, i principali protagonisti sono appunto i nostri atleti della palla a mano a ruota libera e quel gruppetto di favolosi amici che Luca- Ha portato. Ecco, penso d'aver veramente sintetizzato eeehm... come è nata questa-questa bellissima idea, della quale noi, nostro malgrado, in qualche modo siamo testimonial, perché poi alla fine tocca a noi promuoverlo, portarlo a giro, perché rispecchia poi quello che è realmente la palla a mano a ruota libera, è quello che si vede nel video. Per questo Claudio, io, comunque tu-tu-- il gruppo, tutto il nostro gruppo, ci sente, ma ci sente veramente e ci siamo imbarcati nell'avventura di Civitavecchia, perché uno degli scopi non era tanto quanto essere presenti lì, ma proprio con tanta fatica inserire nel-- nella scaletta, nella scaletta del Ministero, anche un pezzettino del-del-del-- della nostra piccola testimonianza Certo, perché allora, appunto, come diceva Santino, eh... noi siamo stati lì invitati principalmente per fare eh... l'attività il pomeriggio, ok? Però tramite un dialogo, e-e devo dire, sono rimasto molto contento dalla disponibilità comunque della-- di tutto il comparto della segreteria de-del ministro Locatelli e del ministro stesso, perché si è rivelata veramente una persona, mmmh... umile, che si è messa in gioco anche lei e che ci ha presentato. E io dico sempre: non è scontato. Non è scontato perché tante volte quando abbiamo anche cariche istituzionali, o comunque di un certo livello, diciamo, tante volte alcune figure snobbano no? Un po' tutto il resto. Invece è stata molto alla mano, sia lei che tutto il suo staff, e ci hanno permesso di-di far vedere a tutti presenti i nostri video, anche quello di presentazione che è stato sempre fatto da Luca, l'abbiamo girato in palestra e in quattro minuti siamo riusciti un po' a racchiudere un minimo di storia e un minimo anche di attualità. Dieci anni. Dieci anni in quattro minuti. In quattro minuti siamo stati, diciamo, bravi, anche se tutto non ci stava in quattro minuti. Possibile. Però-però abbiamo fatto un bel lavoro. E poi appunto lì a Civitavecchia siamo stati per fare anche l'attività pratica nel pomeriggio. È stata una giornata diciamo eeehm... bella perché- Emozionante. Emozionante. Abbiamo avuto l'opportunità da parte della Federazione, ricordiamo, di avere eh... Le magliette di rappresentanza e penso che, diciamo, è la prima volta che la Federazione Italiana Gioco Handball, quindi di palla a mano, conferisce una maglietta eh... rappresentativa a un'associazione con un progetto inclusivo. È la prima volta che succede e noi siamo veramente fieri di questo perché siamo andati lì tutti vestiti con una maglietta a mezza manica rossa con il nostro stemma e quello della Federazione. Che è la bandiera d'Italia. La bandiera dell'Italia. Quindi rappresentavamo l'Italia, la regione Toscana, il movimento della palla a mano nella maniera più inclusiva possibile.In una sede dove si parlava di inclusione a livello istituzionale, perché ci siamo confrontati, come vi ho detto, anche con federazioni e altre realtà, Paralimpico. Quindi era importante che ci fossimo per far vedere anche il nostro punto di vista, che è diverso e che però è essenziale. È essenziale. Eee- Io direi che comunque l'appello è stato colto, anche la ministra appunto dicevi era si è dimostrata disponibile e lo ha ampiamente messo in opera quando gli abbiamo... Come sempre facciamo, invitiamo quando arrivano le cariche noi le invitiamo sempre a giocare insieme a noi. Poche volte, diciamo la verità Claudio, si sono rifiutati di giocare ma... No, no, noi su quello abbiamo sempre incluso veramente tutti e tutti si sono resi disponibili. È proprio il nostro messaggio, includere tutti, anche le istituzioni. Pertanto la ministra è stata inclusa nel nostro gioco e lei è stata credo ben felice anche di essere inclusa, infatti l'ho dimostrato giocando e spendendo un po' del tempo insieme a noi. Allora io direi Bruno. Mi dica. Mi dica? No dammi di tu, tranquillo. Una cosa buona, andiamo ascoltarci un bel brano. Avete qualche idea? Stasera non ho preparato nessun brano, quindi andiamo a ruota libera. Tra l'altro, il ministro Locatelli mi ha detto: Se posso metto un brano rock. Quindi metteremo anche un brano... È dei nostri tutto. È dei nostri, sì. Quindi ditemi un po' che brano rock cerca... Io metterei un bell AC/DC. Thunder. Thunder. Thunder. Ma mettiamo quella. Siete pronti? Ci parte col botto? Ci siamo? E rieccoci in diretta con Santino che suonava la batteria sul tavolo. Grande, grande. Ce l'ha proprio nel sangue. Ce l'ha nel sangue proprio. Grande. Allora, e niente, rieccoci qua. Allora, visto che abbiamo Bruno qui con noi, chiediamogli un po' innanzitutto. Da quant'è che sei all'interno diDel gruppo che fa la mano a ruota libera. Parecchio. Parecchio. Quanti anni? Dici un po'. Sei, sette, otto, forse. Sette, otto anni. Quanti anni hai ora, Bruno? 20 appena compiuti. Allora avevi 12 anni circa. Quindi sei cresciuto nel progetto. Ci sono stati alti e bassi, però insomma, siamo qui. Certo, ma comunque penso che faccia parte un po' di tutti i gruppi che ci sia un po' di up, down, insomma... È normale. È normale. L'anno scorso si è giocato con le carrozze dell'ASL. È vero, perché ricordiamo che noi siamo partiti veramente da zero. Siamo partiti che ognuno giocava chi aveva già la carrozzina, quindi giocava con la propria, poi abbiamo ricevuto le carrozzine, come si dice il santino di nonno e della nonna. Siamo andati avanti con quello e... Come abbiamo fatto ad andare avanti, non si sa. Eh, ma bastava spingerle, comunque funzionano uguale. Quindi se andava avanti... Il gioco, quando si gioca non si guarda nell'adrenalina, fa tutto il resto. Davvero, davvero. E invece poi pian piano, come si dice sempre, siamo andati avanti, ha aumentato il gruppo, ci sono state persone che sono entrate, uscite, come è normale che ci sia, diciamo, in tutte le realtà. Abbiamo poi condiviso con la Epos, lo ribadiamo sempre, il furgone, il pulmino delle associazioni. Perché è giusto anche ricordare tutti gli altri nostri partner, non sponsor, partner, quelli che ci stanno e ci hanno permesso comunque di essere qua oggi. Appunto la Chepos, poi aiutami Claudio. Amici di Ambra, c'è il Detron che ci sta... Il Prato di Libri, il Detron. Che ci sta sempre dietro. E poi ci sono stati anche ultimamente per farci andare là a Civitavecchia, anche dei donatori, del quale non riferiamo, non possiamo, non possiamo riferirlo perché hanno fatto delle donazioni anonime, perché volevano partecipare a contribuire a questo progetto bellissimo che ci ha permesso di andare a Civitavecchia, però senza sponsorizzarsi, senza pubblicizzarsi, l'hanno fatto proprio con il cuore. Comunque noi sappiamo chi è e li ringraziamo tutti uno per uno. Certo, certo, certo, certo. E niente. E poi da lì, oltre il furgone, siamo riusciti, tramite il comune di Prato, ad avere le carrozzine sportive grazie al Pnrr, perché, lo ricordiamo sempre, ogni carrozzina c'ha un valore di circa 2000 €, ne abbiamo 12, più qualcuna che ci era stata donata in precedenza. Quindi abbiamo un parco macchine... Un bel valore. Un parco macchine di carrozzine da 15 carrozzine. Un valore, dai. Un bel valore, dai. E con quelle sono essenziali per le attività che facciamo nelle scuole. Parentesi chiusa. E quindi, come dicevi te, Bruno, siamo partiti con quelle carrozzine lì, poi? E poi man mano, un po' la fortuna, un po' grazie a voi due, siamo riusciti ad avere queste carrozzine sportive. Che erano essenziali. Ma dicci un po' all'interno del gruppo, a parte gli alti e bassi, quelli ci possono essere, come ti trovi attualmente e cos'è cambiato dall'inizio quando sei arrivato a ora? Allora all'inizio devo dire che eravamo piccoli tutti, quindi non c'era ancora quell'idea di gruppo, di famiglia, ci si vedeva il sabato, si giocava, si stava assieme e finiva lì. Ora, da qualche anno a questa parte, ci ritroviamo anche come un gruppo normale, non è che c'è da specificare molto. Un gruppo normale, solo che ovviamente c'è chi non ha un'indipendenza totale, quindi deve o farsi accompagnare da un genitore o da un aiutante personale, richiamiamoli così. Però non importa, non è questo il centro del discorso. L'importante è ritrovarsi e condividere l'emozione che si condivide con qualunque altro gruppo. Certo, è bello vedere che all'interno di un momento ludico sportivo poi vengono a crearsi delle amicizie, queste amicizie escono anche fuori dalla palestra, quindi una pizza, un momento di stare insieme, una serata al ristorante, un compleanno, eccetera. Però non solo questo, dico bene Bruno, ci sono state anche altre iniziative che comunque la Pallamano Rosa Libera ha fatto, per esempio quando siamo andati sul catamarano, che c'eri? C'ero sì, sì, sì. C'ero perché me lo ricordo bene, come possiamo dimenticarci? Abbiamo passato un'intera giornata su questo catamarano attrezzato per chi è anche in carrozzina, che è l'unica al mondo, giusto Santino? Sì, ci siamo accorti a Civitavecchia che ce ne sarebbe un altro. Però, però, forse è l'unico... Però, forse è l'unico... Però, forse è l'unico...Fare il bagno per permettere a chi è in carrozzina di fare il bagno. Direi anche di salutare il nostro amico Silvio. Silvio, eh, della fon-- eh sì, della Fondazione Mareoltre Onlus di Viareggio. Quindi lo ringraziamo e speriamo anche di rivederlo presto perché noi una giornatina in catamarano tutti insieme si fa sempre volentieri. E anche il bagno al lago. E il bagno al lago. Madonna, poi il rotto della cuffia s'è fatto, perché ricordiamo, l'abbiamo-- ci doveva andare a luglio 2024, giusto? Però alla fine siamo andati a settembre. A fine settembre. A fine-- era il 20? Era la fine settembre. Il 20 settembre c'era l'acqua gelida, ma siccome ci aspettavamo di fa il bagno da mesi, ci siamo buttati, anche se c'era il ghiaccio nell'acqua, noi non c'ha fermato. Allora io mi sono buttato, tra virgolette, ovviamente con la pedana fornita dal grande Silvio. Eeeh, ovviamente sapevo che era troppo fredda per me. Però me la sono accollata, avevo il giorno dopo 38 di febbre. Però scusa, dopo tutto questo tempo che sei lì, che fai? Capito? Eh... Te ne privi, no? E non te ne puoi privare. Oddio, qualche d'uno raffreddore ce l'aveva il giorno dopo, ora a pensarci bene. Però insomma, non ce la potevamo perdere, dai, fa niente. Eee un'altra cosa importante, ultimamente, anche se Bruno non c'era, eeh, grazie al Lions Club, eeh, siamo stati all'aeroporto di Capannori con chi era presente. C'era, mmm, Mattia. 7 o 8 ragazzi. La Sara, la Camilla, insomma, Samu. Insomma, qualche ragazzo dei nostri e gli abbiamo fatto provare dopo il catamarano anche l'ebrezza del volo, del volo. Ed è stata una cosa entusiasmante, c'ero anch'io, Santino purtroppo aveva... Ero impegnato, ero impegnato. Aveva altri impegni. Però è stato veramente bello perché con degli aerei Piper abbiamo preso il volo e abbiamo visto la città di Lucca dall'alto. È stata una cosa bellissima. E poi, come sempre ci piace a noi, la cosa bella è quando si pranza tutti insieme. Abbiamo pranzato nell'hangar di, dell'aeroporto lì e, mmm, il gruppo degli autieri, che sono una sorta di protezione civile di Lucca, avevano portato lì le cucine da campo e ci hanno fatto un bel pranzo e poi è bellissimo proprio la condivisione. Noi tutte le uscite che facciamo anche a Civitavecchia, ci siamo fermati a mangiare da il mitico Mauro. Mitico Mauro che salutiamo. Che salutiamo e che ci ha ospitato nel centro di Civitavecchia con il suo ristorante. E siamo stati davvero bene. Eee cioè, secondo me fa proprio squadra, fa gruppo, fa spogliatoio, lo stare insieme oltre le attività che facciamo. A ruota libera, sia in campo che fuori campo. Sì. Co-con le gambe sotto il tavolo siamo ancora, forse ancora più a ruota libera noi. Più a nostro agio, sicuramente. Sicuramente. Sicuramente. Che facciamo? Ci andiamo ad ascoltare un altro brano? Ora però lo sceglie Bruno. Bruno, scegli un brano. Vai. È responsabilità. Eee, responsabilità. Un brano che ti piace, qualsiasi. Siamo inclusivi anche nella musica qui eh. E dai, mettiamooo Tiziano Ferro, via. Tiziano Ferro. Quale? Eccoci. Eee, ve-fammi un po' la lista che c'è. Allora, sere nere, ti scatterò una foto. Accetto miracoli. Non me lo so spiegare. Accetti i miracoli? Vai. Accettiamo i miracoli? Oltre a tanto, se ci sono. Vai. Allora sentiamoci Tiziano Ferro con Accetto miracoli. Non mi toccare perché ti odio. Non cancellarmi perché ho bisogno di rimanerti in testa il tempo di sfatare il sogno. E riderò finché non passa. E ti capisco perché la stessa malinconia di quando tutto torna e niente resta. Cosa ti lascio di me? E di te io cosa prendo? Prendo un tatuaggio, prendo quella sera, prendo questa lacrima. E cosa mi lasci di te? E di me tu cosa prendi? Scegli una canzone, scegli il mio silenzio, scelgo di non rivederti. Nasce dal colore di una rosa appassita un'altra vita. Poche idee, ho sempre le stesse, prometto basta promesse. E ho cambiato e ho cambiato e anche fosse l'ultima fermata. Lascio la mia vita molto meglio di come l'ho trovata. Fermo agli ostacoli, accetto miracoli. Andiamo altrove, ma torneremo. Non ti ho mai avuto, ma tu nemmeno. Non temi neanche Dio, io spero ti perdoni lui almeno. Lo avevo già previsto. Le conseguenze sono tue. Ti avevo avvisato per l'ultima volta che con questa sola.Nasce dal colore di una rosa appassita un'altra vita. Poche idee ho sempre le stesse prometto basta promesse. E ho cambiato e ho cambiato e anche fosse l'ultima fermata. Lascio la mia vita molto meglio di come l'ho trovata. Di come l'hai lasciataaa. Come l'hai lasciataaa. E con tutto ciò che ho visto è difficile capire se esistooo. E nonostante tutto ora mi guardo e poi mi chiedo dove vai? Fermo agli ostacoli accetto miracoli. E rieccoci, e rieccoci in diretta, rieccoci in diretta. Santino. Dimmi tutto Claudio. Allora, oltre Civitavecchia parlaci un po'-- ah, un'altra cosa che, al quale io non ero presente però visto che siamo a fare un po' il punto e la situazione del progetto, ricordiamo abbiamo una collaborazione anche con Inner Wheel che è un club eh diciamo eh di Pistoia e Montecatini eee al quale eee abbiamo partecipato il 28 eh di questo mese, il 28 di maggio, a una cena dii un'apericena di beneficenza, mettiamola così, al quale abbiamo avuto l'occasione e l'opportunità di presentare i nostri video- In anteprima, in anteprima abbiamo presentato il nostro spot che è... vabbè, ormai... è bellissimo, questo spot è bellissimo, è piaciuto subito, ha... è entrato subito nei, nei, nei cuori di chi l'ha visto. Però ecco vorrei-- appunto ringraziamo anche la nostra cara amica Mary presidente di Inner Wheel con la quale abbiamo fatto una bellissima collaborazione insieme a te Claudio nelle scuole e da febbraio aaa si può dire al mese scorso. Ricordalo te quanti ragazzi abbiamo fanno giocare. Allora, allora da gennaio, febbraio quando abbiamo iniziato- Sì, inizio dell'anno fino aaa, a maggio, aaa ai mese di maggio abbiamo fatto giocare quasi millecinquecento ragazzi in carrozzina. E proprio perché eee noi vogliamo che... Abbiamo due obiettivi principali: uno è quello di cambiare la visione dell'ausilio quindi vogliamo che l'ausilio diventi puramente uno strumento essenziale per il gioco e l'altro è che ognuno esprima al meglio le proprie abilità e che non si veda alcuna differenza quando siamo seduti su una carrozzina. Sì, lo sport, il gioco accomuna tutti quanti, abbatte tutte le barriere. Poi alla fine questo è un messaggio forte che stiamo cercando di trasmettere. Pertanto, appunto, siamo andati nelle scuole, abbiamo riscontrato veramente un grande interessamento da parte dei ragazzi no? Che all'inizio un po' scettici quando, sai, quando si vede là una carrozzina, dice \"ma che, che è successo?\" Non è successo niente. Ci mettiamo a sedere come tutti quanti e giochiamo. E questo è quello che poi ha accomunato questi otto, nove incontri che abbiamo fatto sulla città di Pistoia, dove abbiamo appunto conosciuto un'ottantina di ragazzi a mattinata, quindi otto per nove tira fuori un bel numero In più siamo stati alle Mantellate. In più siamo andati anche alle Mantellate. Sempre a Pistoia. Con tanti ragazzi. All'incirca, appunto, si sta parlando di circa novecento, mille ragazzi che hanno provato questo sport. Il CAINS. Ragazzi che comunque non hano diciamo patologie di nessun tipo pertanto è stato proprio vivere un momento di sport inclusivo a trecentosessanta gradi. Quindi ringraziamo l'Inner Wheel che ci ha, ci ha spronato, ci ha invitato a fare questo progetto. E a conclusione siamo stati invitati a cena la settimana scorsa, si può dire, dove abbiamo conosciuto tutto il gruppo dei soci, dove con, anche con Bruno qui presente siamo andati. Bruno, un altro atleta, Samuele, un dirigente della palla a mano, il nostro carissimo amico Paolo. Un genitore, anche, un genitore. E siamo andati dove ci siamo fatti conoscere di persona da, da, da tutti i soci, dove abbiamo proiettato per la prima volta un'anteprima al nostro spot, il nostro video anche fatto della, della palla a mano, dove si racconta un po' della nostra storia. E che dire Bruno, è stato un clima caloroso, festoso. Alla fine hanno anche rinnovato la volontà di continuare a fare qualcosa insieme. Vediamo, vediamo il futuro cosa ci riserva. No, certo, certo, certo. Perché allora, come si dice sempre, eh il progetto si fa in palestra, ma non solo. E noi vogliamo appunto portarlo nelle scuole e vorremmo anche che tanti istituti, anche della zona di Prato, si- diciamo, si muovessero in questa direzione, perché quest'anno, a parte il CAINS, c'è da dire che siamo stati coinvolti sulla parte Pistoia Pescia e su Prato solo il CAINS. Quindi-Sai come no, nessuno è profeta patria. Però non è neanche vero, perché poi alla fine siamo iniziato qui sul nostro territorio. No, in precedenza sì. No, oddio, per l'appunto quest'anno è stata molto più preponderante l'attività fatta fuori da Prato. Addirittura a Pescia. Con tanta fatica, impegno. Esatto, perché ricordiamo sempre. Anzi, tutti gli ascoltatori, se qualcuno di voi fosse interessato a un'attività di inclusione, vuole dare una mano, le porte sono aperte. Venite in via Baldanzi 18 a Prato, il sabato pomeriggio che i d'affari vi si trova. Perché è diventato un lavoro a tutti gli effetti, prende le carrozzine, cariare il furgone, le porte. Le porte ti garba tanto, Santino. Il mio amore per le reti delle porte che si impigliano dappertutto. Però, grazie al furgone, grazie a tutta questa organizzazione, a parte gli scherzi, si riesce a divulgare veramente l'attività pratica. Fammi dire una cosa che è fondamentale. Il nostro copyright, che poi non è un copyright, ovverosia non abbiamo un'appartenenza da dire il progetto è nostro. Io dico sempre: il progetto è di chi lo fa, ovverosia chiunque si vuole mettere in gioco entra a far parte della grande famiglia della pallamana Ruota Rive. Perfetto, perfetto. Allora io direi: intanto da andare ascoltarci il brano di Bruno, che tra l'altro non conoscevo. Allora... Ma cos'è? Tiziano Ferro? No, All Time Rock di Bob Seger, giusto? Certo. Bravo Bruno. Allora proviamo a mettere... È un brano rock, vero? Sì, sì, assolutamente. Come Come mai... L'hai convertito a rock? Come mai Bruno, questo brano? Perché è un brano che mi ha avvicinato a questo mondo bellissimo. Sì? Sì, certo. Ti piace? Prevalentemente ascolti musica rock. Allora, io principalmente ascolto rock and roll. Ah, bene. Sì. Benissimo. È la mia grande passione. E allora guarda, esaudiamo questo tuo piccolo desiderio. Ascoltiamoci questo brano, vai. Just take those old records on the shelf. I sit and listen to 'em by myself. Today's music ain't got the same soul. I like that old time rock'n'roll. Don't try to take me to a disco. You'll never even get me out on the floor. In ten minutes I'll be late for the door. I like that old time rock'n'roll. Still like that old time rock'n'roll. That kind of music just suits my soul. I reminisce about the days of old. With that old time rock'n'roll. Won't go to hear him play a tango. I'd rather hear some blues or funky old soul. There's only one sure way to get me to go. Start playing an old time rock'n'roll. Call me a relic, call me what you will. Say I'm old-fashioned, say I'm over the hill. Today's music ain't got the same soul. I like that old time rock'n'roll. Still like that old time rock'n'roll. That kind of music just suits my soul. I reminisce about the days of old. With that old time rock'n'roll. Still like that old time rock'n'roll. That kind of music just suits my soul. I reminisce about the days of old. With that old time rock'n'roll. Still like that old time rock'n'roll. That kind of music just suits my soul. I reminisce about the days of old. With that old time rock'n'roll. E rieccoci in diretta. Questo è proprio rock'n'roll. Grande Bruno, ragazzi. Un intenditore. Insomma, dicci un po'... Allora, io ci tenevo a raccontare un aneddoto che diciamo negli ultimi mesi mi sta perseguitando. Ho esagerato, però... Non mi incazzure. No, ho esagerato, esagerato. Io giova anche a un altro sport, a Oche, in carrozzina, dove lì però vengono utilizzate delle carrozzine esclusivamente elettriche. Quindi non puoi usare le carrozzine manuali a spinta. Tutti usano le carrozzine elettriche, anche chi ha mobilità nelle braccia e anche chi non ce l'ha, ovviamente, tramite i joystick riesce a fare tutto, diciamo.Eee allora quando sono lì mi viene spesso no, da parlà della palla a mano o mi vien chiesto anche, no? Ehm, e quando vado a spiegare le regole della nostra palla a mano a ruota libera, la gente mi guarda come di ma... Che sta dicè? Non capiscono, no? Come dire, cioè qual è lo scopo? Cioè io gli dico: guardi, lui c'ha la carrozzina elettrica e non può muovere le braccia. Allora tu tramite un rimbalzo strategico devi cercà di metterglile altre alle gambe. Sì, mi fa: sì, ma scusa, ma come fa? Fa qui- Cioè, non hanno capito lo scopo de... Cioè, capito sa- Sei lì apposta per spiegarglielo, Bruno. Mah ci provo, però è dura, perché è come se... Ovviamente hockey in carrozzina è uno sport, io secondo me, esclusivamente competitivo, ovviamente c'ha tutte le agevolazioni dello sport, cioè di fare il gruppo, amicizia e tutto, e divertirsi soprattutto. Però eh mira a vincere, a vincere, a salire di serie, a vincere i campionati, è quello l'obiettivo. E quando vado a spiegà la palla a mano nostra e mi vengono fatti gli esempi con la palla a mano normale, non... Cioè non... Non adattata. Non adattata, oppure in carrozzina, competitiva però, non come la nostra. Che ancora non esiste, però... Sì, esatto. Ci siamo lavorato. E quindi mi viene sempre... Cioè, è come se non capissero che cosa vado a fare, ecco. Questo un po' mi dispiace, ci dispiace, perché il nostro messaggio è proprio il contrario di quelli che sono, diciamo, gli sport competitivi, ovverosia dare una possibilità a tutti, a tutti i ragazzi, appunto, di esprimersi come, eee come possono. E quando non possono, li aiutiamo noi. Ci sono appunto volontari che cercano di favorire il gioco a tutti quanti. Questo è ribaltare un po' la situazione di quello che c'è adesso sul mercato, ovverosia sport competitivi che mirano ad arrivare primi. Noi siamo già arrivati primi quando giochiamo tutti insieme. Pertanto è un po' questo, secondo il mio punto di vista, come tu ben sai già Bruno, che gli va spiegato a queste persone perché l'importante è giocare tutti insieme con le proprie mmm possibilità in una, tra virgolette, normalità. Ognuno deve vivere la propria normalità anche nel gioco e attraverso il gioco. Chi ha una patologia e anche chi non ce l'ha. Questo è un po' il nostro spirito. Le medaglie, le coppe, noi nel momento in cui ci mettiamo a giocare abbiamo già vinto. Poi le nostre regole, diciamo, sono poche. Poche, essenziali eee come giustamente Claudio ricorda ogni volta, man mano che andiamo avanti, l'adattiamo in base a chi abbiamo di fronte o accanto. E quindi non... Il fatto che non ci siano delle regole base eee- La regola base è giocare tutti insieme. Esatto, sì, questo. Allora facciamo una bella cosa. Vediamo se riusciamo a contattare il ministro e nel mentre mettiamo il suo brano che è Edge of Thorns dei Savatage, che è rock anche questo. Mettiamo quello e proviamo a chiamare il ministro al volo. E rieccoci in diretta. È qui con noi anche il ministro Alessandra Locatelli. Ciao Alessandra, buonasera, grazie per aver accettato l'invito. Ciao Claudio, buonasera a tutti, grazie a voi per l'invito. È no- è un piacere, un piacere ancheee averti insomma qui come, come ospite, anche per avere la tua testimonianza in merito aaa, alla giornata che c'è stata a Civitavecchia il 31 maggio e del quale un po' abbiamo anticipatooo e all'insegna dello sport e dell'inclusione. Mmm, dicci un po' la tua che te ne è parsa insomma la giornata che è stata organizzata tra l'altro tra il ministero eh diciamo al quale fai capo che è quello delle disabilità e il ministero della Difesa perché è un- un... Diciamo c'è stato un trait d'union tra di voi, giusto? Assolutamente sì, perché noi siamo partner di questo eccezionale tour del veliero Amerigo Vespucci, organizzato dal Ministero della Difesa, che ringrazio tantissimo perché ci ha dato una bella opportunità di portare in ogni tappa il tema dell'inclusione, ma non solo, della valorizzazione delle persone con lo sport, con la musica, con tantissime altre attività, con anche momenti di convegno e anche la-la parte di visita del-del nostro storico veliero Amerigo Vespucci. Ecco, su questo aspetto ne abbiamo parlato ed è importante ribadire il fatto che state lavorando anche per renderlo visitabile anche a chi ha la carrozzina, perché ricordiamo che essendo, diciamo, un'imbarcazione del 1931 non ha l'accessibilità, però ne abbiamo parlato appunto sabato che eh sono stati fatti degli studi dall'Università di Firenze, se non vado errato, mmm, lo d-- ne parlava il sottosegretario alla difesa Rauti, che hanno mappato l'imbarcazione per far sì che venisse fatta mmm, diciamo, ora non so se una realtà virtuale o comunque una sorta di racconto per comunque far comprendere e far vedere anche a chi è in carrozzina eh, l'Amerigo Vespucci, che penso sia un'altra forma, appunto, di inclusione. Certo, assolutamente. Ma diciamo che il nostro scopo poi non è solo quello di visitare lo storico Veliero, che per carità è un orgoglio per tutto il nostro Paese. Però è soprattutto cercare in questi momenti, dove ci sono tante persone che arrivano al villaggio in Italia, magari pensano di andare solo appunto a vedere l'imbarcazione, girare per gli stand, invece fagli trovare anche le nostre realtà, il mondo del terzo settore, le associazioni, le persone con disabilità, i ragazzi che con le loro attività eh fanno anche stupire, perché insomma nello sport, nel lavoro anche perché c'erano tante associazioni che hanno portato per esempio anche il tema dell'inclusione lavorativa con la ristorazione. In quell'occasione c'erano addirittura gli spritz di- Sì, Libera Autismo, se non erro. Ecco. E-e devo dire che io più giro tutto il nostro territorio, più mi rendo conto delle straordinarie opportunità che si potrebbero dare, quelle che ci sono e che possiamo vedere se siamo disposti a-a dare, offrire appunto occasioni al mondo del terzo settore delle associazioni. È un po' quello che io vorrei, che cerco di fare normalmente girando e poi invitando come voi altre realtà a partecipare oggi al Tour Vespucci e poi ad altri eventi che facciamo il giro per tutta Italia. Anzi, colgo l'occasione per dire che nel giugno del 2026 ci sarà il prossimo Expo ID2026 a Rimini dedicato a, io dico a tutti, a tutti, perché si parlerà davvero di inclusione e valorizzazione delle persone, sicuramente di disabilità, ma anche di tanto altro. E volevo dire che quindi il momento, diciamo, della tappa dell'Amerigo Vespucci è in realtà anche un'occasione per trovarci tutti insieme e vedere oltre i limiti che spesso- Certo, certo. Ed è infatti un'opportunità che-che avete dato a tutte le associazioni che erano presenti, perché comunque abbiamo dato un bel messaggio. Nel complesso, tutti insieme, abbiamo fatto vedere anche un'altra prospettiva. Adesso non so se qualcuno, magari della zona, ma io sto andando a Livorno. A Livorno domani mattina ci sarà un incontro pubblico in comune con molte associazioni. E poi c'è sempre la tappa del Vespucci, dove si può visitare, quindi se qualcuno ancora in extremis magari vuole chiedere a me, Claudio, come fare, naturalmente ce lo fai sapere, e i ragazzi, le persone con disabilità, coi loro accompagnatori o coi familiari. Quindi c'è questa possibilità ancora. Volentieri. E insieme abbiamo un-un evento all'Accademia Militare della Marina, dove più di 15 associazioni da tutta Italia cucineranno per i marinai, per i cadetti, per l'equipaggio del Vespucci, perché vogliamo far vedere che eh, diciamo che, tutti possono donare qualcosa agli altri, soprattutto donano tantissimo i nostri ragazzi con disabilità intellettive relazionali che poi, come ricordo, su tema dell'occupazione, diciamo, sono i più svantaggiati, perché se pensiamo che in Italia la percentuale di disoccupazione è del 6,2, il 17% sono persone con disabilità e di quel 17% più del 70% sono persone con disabilità intellettive. Invece io penso che ci siano tante possibilità di scardinare alcuni preconcetti. Certo, certo. Allora-Alessandra, mi dispiace interromperti ma siamo giunti veramente al termine. Infatti ci siamo inseriti all'ultimo perché avevo veramente piacere di-di sentire anche la tua voce e il tuo punto di vista. Eee quindi allora io intanto ti ringrazio e spero di avere l'opportunità eh un'altra volta di dedicare ancora più tempo aaah-- per parlare insomma del-della materia di inclusione che ci lega insomma, e volentieri mmh ci organizzeremo per fare anche una puntata dedicata senza problemi eee quindi innanzitutto grazie per la disponibilità. Grazie a te Claudio, un bacio a tutti, un abbraccio grande a tutte le persone che ti stanno seguendo. Grazie, grazie ancora. C'è qui con me Santino e Bruno che erano presenti. Aaah Santino come stai? Come fai silenzio? Eh perché stava-stava ascoltando accuratamente le tue parole. Non mi permetto di interrompere un ministro mentre parla, però- Figurati! Dato-dato che Dato che ci hai salutato con un abbraccio io te lo ricambio con altro molto più caloroso. Grazie veramente per quello che stai facendo. Senti mi permetto solo di dire senzaaa, lo sai no come faccio, voglio... Da bravo toscano vado direttamente al sodo. Dicevo, ci sono tante tante tante belle realtà in Italia. Purtroppo il ministero che stai mandando avanti, e anche molto bene, e-ehm arrivano tante, tante lamentele e tante cose, diciamo tra virgolette, da dover risolvere. Io spero che si possa fare una mappatura di tutte le cose eh eh belle che ci sono in Italia. Tu le conosci e pertanto sarebbe belle tirarle fuori tutte quante. Questa è la mia- Eh ma lo facevamo per l'Expo, all'Expo ID, il giugno del 2026, come è stato nel '23, ma questa volta ne dovranno venire il doppio di realtà. Noi aspettiamo tutte le associazioni e potremo anche fare una sorta di mappatura di tutte quelle che saranno presenti. Sarebbe favoloso. Va bene. Un abbraccio. Grazie ancora. Grazie Alessandra. A presto. Grazie a voi, a presto. Ciao, ciao, ciao. Allora un saluto a tutti, siamo in netto ritardo e lascio la regia e buona serata. Sì, qui si chiama."
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# Pallamano a Ruota Libera, con Gimigliano e Santino

3 giugno 2025 1:03:41 

La puntata vede Claudio Alunno dialogare con gli ospiti Bruno Gimigliano e Santino, protagonisti del progetto "Pallamano a Ruota Libera". Il tema centrale è l'importanza dello sport inclusivo e accessibile a tutti, come

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## Estratto

La puntata vede Claudio Alunno dialogare con gli ospiti Bruno Gimigliano e Santino, protagonisti del progetto "Pallamano a Ruota Libera". Il tema centrale è l'importanza dello sport inclusivo e accessibile a tutti, come testimoniato dalla loro partecipazione a un evento a Civitavecchia su invito del Ministero delle Disabilità. Viene presentato un video promozionale del progetto, girato dai ragazzi stessi, che mostra come la normalità possa essere un gioco di squadra, adattando l'attività sportiva alle diverse abilità. Gli ospiti sottolineano l'impegno e la passione del team nel portare avanti l'idea che lo sport debba essere per tutti, anche attraverso l'utilizzo di mezzi improvvisati prima di dotarsi di attrezzature professionali. La puntata valorizza le collaborazioni con enti e istituzioni e l'importanza del supporto della comunità per diffondere il messaggio di inclusione a livello nazionale e oltre.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

## Navigazione tra puntate

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### Altre puntate

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    WhiteRadio 27 gennaio 2026 
    
    [
    
    ### Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-27_1.mp3#podcast)
    
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    WhiteRadio 13 gennaio 2026 
    
    [
    
    ### Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    WhiteRadio 9 dicembre 2025 
    
    [
    
    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    

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