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title: "Andrea Messia: sport e inclusione oltre ogni barriera | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "La puntata ospita Andrea Messia, vicepresidente della Polisportiva Il Sogno di Prato, che discuterà obiettivi e progetti della sua associazione. L'ospite presenta la polisportiva come un'organizzazione che propone lo sport come strumento di aggregazione, integrazione e inclusione, fondata nel 1997 nel quartiere multietnico del Soccorso. Durante l'episodio, si parlerà anche di attività come il calcio, la palla a volo e i corsi di difesa personale, oltre alla partecipazione dei ragazzi a eventi come Alter Mundi e i Mondiali Antirazzisti. Queste iniziative evidenziano l'impegno della Polisportiva nel promuovere l'inclusione attraverso lo sport, con un focus sul rispetto delle regole e la valorizzazione delle diversità. L'associazione mira a creare opportunità per giovani e adulti, soprattutto quelli provenienti da contesti socioeconomici fragili.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova Dove ogni voce trova posto Tra lo sport e la cultura Ogni sogno è a costo fisso Ogni persona è una storia Che accendiamo con la luce In salute nel lavoro la diversità non ha più croce Inclusione a ruota libera Qui ogni battito ha il suo ritmo dal campo fino all'ospedale Dentro ogni cuore gira il mito Scivoliamo con la musica nelle vie della città Tra I sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà Inclusione a ruota libera Qui ogni battito al suo ritmo dal campo fino all'ospedale Dentro ogni cuore gira il mito Scivoliamo con la musica nelle vie della città tra I sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà Inclusione a ruota libera Qui ogni battito al suo ritmo dal campo fino all'ospedale Dentro ogni cuore gira il mito Non lasciamo nessuno indietro Ogni voce avrà il suo canto Nelle piazze, nei palazzi La comunità è il nostro patto Non lasciamo nessuno indietro Ogni voce avrà il suo canto Nelle piazze E nei palazzi, la comunità il nostro parto Dentro ogni cuore gira il mito Buonasera a tutti e benvenuti a una nuova puntata di Inclusione a ruota libera. Con noi stasera è qui presente il vicepresidente della Polisportiva il Sogno, SD di Prato. Abbiamo con noi Andrea Messia. Purtroppo il presidente, Alessio Valentino, per impegni sopraggiunti non è potuto essere qui con noi, ma lo salutiamo e lo ringraziamo comunque della partecipazione della loro polisportiva. E ora piano piano entriamo nel merito e nel vivo di questa puntata e parleremo un attimo della polisportiva, di quale sono gli obiettivi, I progetti, insomma, entriamo un po' più in merito di questa associazione. Allora intanto grazie Andrea di essere qui con noi a White Radio. Grazie. E poi parleremo subito della polisportiva chiedendo ad Andrea come è nata e di che cosa si occupa. Ciao Claudio, grazie innanzitutto a te per questa opportunità che ci hai dato di essere qua oggi. Ora, come dicevi, il Presidente non è potuto venire, però porto anche I suoi saluti a te e a tutti I nostri ascoltatori. È importante per noi essere qua oggi per parlare della nostra realtà associativa che si sta avvicinando quasi al trentennale, alla sua Costituzione. Quindi siamo ormai diversi anni qui sul territorio operativi che facciamo diverse attività. Qualcuno ci conoscerà, altri magari non ci conoscono e questa è un'opportunità importante per parlare un po' di noi, delle attività e dei servizi che offriamo. Benissimo, infatti come dico sempre il programma è un po' nato per questo, perché tante volte manca una congiunzione, un collegamento tra chi ha necessità di un servizio e invece chi lo eroga. Quindi serve molto la comunicazione dei servizi che ci sono sul territorio. Come dico sempre, la polisportiva, in questo caso la polisportiva il sogno è del territorio di Prato, perché ribadisco sempre che White Radio è una web radio e quindi gli ascoltatori ci possono ascoltare anche fuori dal territorio di Prato, fuori dalla Toscana, fuori anche dall'Italia. E quindi specifichiamo sempre di dove è l'ente o l'associazione che partecipa. In questo caso siamo sul territorio pratese. Benissimo. E quindi nello specifico dove vi collocate? In che zona siete di Prato? Allora, noi siamo originari del quartiere del Soccorso, che è un quartiere a forte presenza multietnica. Siamo nati, come dicevo prima, nel 1997 all'interno dell'oratorio di una parrocchia, la parrocchia di Santa Maria del Soccorso.L'associazione si è costituita su iniziativa di alcuni giovani che frequentavano l'oratorio. Alcuni di questi giovani sono diventati adulti e sono tutt'oggi all'interno della polisportiva, quindi hanno fatto un bel percorso. È nata questa associazione proprio per dare anche risposte ad alcune esigenze che c'erano sul territorio, nel nostro quartiere. In particolare, ecco, abbiamo cercato di proporre lo sport come strumento di aggregazione, integrazione e inclusione, coinvolgendo le comunità straniere che erano presenti sul nostro territorio. E da lì siamo partiti. Siamo una realtà che ha iniziato proponendo attività sportive quali il calcio, fondando una squadra mista costituita con una comunità senegalese, partecipando a dei campionati UISP. E poi da lì abbiamo attivato altri percorsi con altre comunità. Alcuni anni abbiamo organizzato il torneo di Valeval a Prato, che è la palla a vola che giocano i pakistanini, non so se ti è mai capitato. No, ho visto il cricket perché loro sono... Il cricket è uno degli sport nazionali del Pakistan, dell'India, dello Sri Lanka, insomma dei paesi di quella zona là. Però no, il Valleevole. Valleevole, no? Sì, è una palla a vola un po' diversa dalla nostra, giovan una palla più piccola. Abbiamo organizzato anche un torneo interregionale al Gramscicane in un anno. Insomma, ci sono stati rapporti per diversi anni con questa comunità proprio all'insegna dell'inclusione, dell'integrazione. È una cosa molto interessante quella di portare, tramite una cultura, un'attività sportiva sconosciuta nei nostri territori. Quindi io penso che sia una delle forme più azzeccate di integrazione, perché comunque lo scambio, in ambito anche sportivo, culturalmente parlando, avvicina. Avvicina e penso che sia anche bello scoprire appunto usi e costumi e quindi lo sport è uno di quelli. E vedere come polisportiva il sogno abbia pensato a questa idea qua di coinvolgere una comunità per, diciamo, con il proprio know-how, conoscere qualcosa che noi non conoscevamo. Io infatti alzo le mani, non conoscevo proprio l'esistenza di questa attività e guarda, mi sarebbe piaciuto venire quanto meno a vederla. È stata una scoperta anche per noi, però è stata una bella esperienza sicuramente. Quindi voi vi occupate di sport a 360 gradi, nel senso con diverse attività immagino, a parte il calcio, so per certo la palla al volo, se non erro fate anche attività in palestra tipo corsisti? Esatto, esatto. Allora noi facciamo sport per tutti. Siamo un'associazione, tra l'altro affiliati alla UISP, come il suo motto, lo sport per tutti. Lo sport per tutti, certo. E quindi proponiamo attività a 360 gradi, come dicevi te, sia ai ragazzi, ai bambini, ma anche agli adulti. Facciamo appunto corsi di palla al volo, corsi di ginnastica finalizzati alla salute, facciamo corsi di difesa personale. Infatti, lo stavo per dire, mi ricordavo la difesa personale. Sì, sì. E poi abbiamo fatto anche corsi di palla a mano. Sì, lo so bene gli anni passati. E poi organizziamo anche manifestazioni sportive, cioè non ci occupiamo soltanto di attività corsistica e attività agonistica, perché abbiamo anche delle squadre che fanno attività agonistica, ma ci occupiamo anche di organizzare manifestazioni sportive qui sul territorio di Prato proprio con lo scopo di valorizzare lo sport come strumento di aggregazione e di inclusione. Certo, io direi che è un'ottima cosa anche il fatto di veicolare lo sport tramite un evento e con l'evento, diciamo, trasmettere i valori, i valori in questo caso della vostra polisportiva, ma penso che chi opera nel campo dello sport e dell'inclusione dovrebbe come prima cosa trasmettere i valori, far rispettare le regole del gioco, il fair play, tutto quello che è legato al mondo sportivo, anche nei casi di agonismo e competizione, perché penso che alla base ci sia il rispetto dell'altro. Come dicevamo anche nella puntata precedente con l'Associazione Scieli Aperti, che peraltro, ribadiamo come polisportiva il sogno, nascono, sono due associazioni nate dalla solita parrocchia. Esatto. La parrocchia è il soccorso e tra l'altro te mi dicevi alla Polisportiva il sogno siamo quasi a 30 anni? Sì, sì. Quindi siete nati prima? Prima, sì. Prima del Cieli Aperti perché ne ha 22. Cieli Aperti nel 2003. Eh, 22 anni, ok. Buono, buono. E loro fanno più una parte quindi educativa, mettiamola così, e voi fate tutto l'ambito sportivo, però vi accomuna l'integrazione, l'inclusione. E collaboriamo insieme per i progetti. Certo, per i progetti, benissimo. Allora io direi, intanto, di andarci a ascoltare una traccia.E poi rientriamo eee per continuare la nostra chiacchierata. Allora, come primo brano scelto, perché ribadiamo sempre in tutte le puntate che i brani che, eee diciamo facciamo ascoltare, sono scelti dall'associazione ospite. Allora, in questo caso il primo brano è-- penso che tutti gli ascoltatori lo conoscano, è Waka Waka di Shakira. Come mai questo brano? Allora questo brano, ehm che è del 2010, è legato a un'edizione di Alter Mundi che era una manifestazione che si-si è svolta dal 2008 al 2013 nella provincia di Prato, a cui noi abbiamo partecipato appunto a livello organizzativo e che è legata un po' aaa, a questa edizione del 2010 doveee era un po' la colonna sonora. Certo. Oltre a essere la colonna sonora dei Mondiali, è stata la colonna sonora un po' delle-- di questa manifestazione. Che tra l'altro dopo andiamo magari a approfondirlaaa, questa manifestazione qua, che è una manifestazione sempre in ambito calcistico? È una manifestazione di incontri diciamo di popoli e culture. Ah, popoli e culture. Sì. Quindi, ma anche a livello teorico o anche pratico? No, no, pratico. Si-si è svolta diverse volte a-presso Officina Giovani. Ok. E noi abbiamooo, ci siamo occupati dell'organizzazione degli eventi sportivi eee- Mm-mm. E da lì, ecco, abbiamo, eh conosciuto altre comunità eee attraverso la realizzazione di tornei di calcio, di calcio a cinque. Eee siamo stati presenti sul territorio appunto cercando di coinvolgere il più possibile tutte le varie comunità presenti. Quindi cioè, abbiamo offerto un po' questo servizio e per noi è stato importante anche negli anni, perché alcuni di questi ragazzi poi ci hanno seguito eee sono venuti anche con noi in alcune rappresentative successive che poi hanno partecipato ai Mondiali antirazzisti che è un'altra manifestazione. Un'altra-- quindi-comunque da una manifestazione si creano sinergie, dalle sinergie poi si creano altri eventi correlati, perché è tutto-- Comunque io penso che le sinergie e l'associazionismo in generale, perché mi immagino che un evento come Alter Mundi, eh, voi eravate uno de-delle associazioni. Però vedi, magari c'è l'associazione ASD Polisportiva Il Sogno, poi ce n'è un'altra, un'altra ancora, un'altra ancora, e poi si creano delle sinergie, dei legami che ci permettano appunto poi di sviluppare altri progetti. E poi, come-come si dice in gergo, da cosa nasce cosa. Esatto, sì, sono state occasioni importanti proprio per eh, allacciare ecco rapporti e sinergie con-con altre realtà associative e con cui poi abbiamo collaborato negli anni. Ok, ok perfetto. Allora io direi che è arrivato il momento di ascoltarci il brano e poi rientriamo in studio. Ed eccoci di nuovo in diretta. Abbiamo ascoltato volentieri questo brano di Shakira e ora ritorniamo alla polisportiva. E visto che parlavi prima Andrea dei Mondiali antirazzisti, giusto? Sì. Quindi io direi di approfondire questa cosa perché mi ha incuriosito. Quindi te mi hai detto che dei ragazzi che hanno fatto parte di questa manifestazione Alter Mundi, poi successivamente sono stati selezionati per questo evento, per quest'altra manifestazione. Dicci un po'. Sì, allora In pratica quei ragazzi, quelle comunità che abbiamo conosciuto anche durante altri mondi, li abbiamo coinvolti negli anni successivi in altri progetti. Uno di questi è un progetto che noi abbiamo fatto sul territorio di Prato organizzando dei tornei di calcio. Da questi tornei di calcio, dove hanno partecipato diverse squadre, siamo riusciti a fare una rappresentativa che ha partecipato più volte ai Mondiali Antirazzisti, che è una manifestazione organizzata dalla UISPE a livello nazionale, che si è svolta principalmente a Castelfranco Emilia, e abbiamo portato dei ragazzi fuori per qualche giorno a vivere questa esperienza e a giocare all'interno di questa manifestazione proprio un torneo di calcio a cinque. E per questi ragazzi anche uscire da Prato, andare via, magari era la prima occasione importante e sono stati molto contenti di vivere questa esperienza insieme a altri ragazzi, coetanei o no, ma anche soprattutto della stessa nazionalità, ma anche di altre nazionalità. Hanno avuto l'opportunità di conoscere tante altre persone e questo per loro e anche per noi è stato un arricchimento importante. Questa esperienza qua l'abbiamo portata dentro anche un progetto che ha avuto un riconoscimento da parte del CONI nel 2016. Siamo andati a Roma, siamo stati premiati direttamente da Malagò. Questa è stata una cosa che ci ha fatto molto piacere. È stato un po' riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto e che abbiamo portato avanti negli anni qui con noi sul territorio Certo, certo. E quindi loro facevano in primis un torneo qui su Prato. Sì. Su Prato, ma c'erano anche coinvolti nazionalità di diversi paesi, comprese comunque anche la nazionalità italiana. Certo, certo. Misto era. Si parla di integrazione. Integrazione totale. Quindi... No, perché è una cosa... Una situazione... No, no, no, perché faccio questa sottolineatura importante, no? Tante volte si parla di integrazione, ma un'integrazione, tra virgolette, non proprio totale, perché si crea magari dei gruppi di diverse etnie, ma manca poi l'etnia italiana, magari nel mezzo, no? Ci sono tanti progetti. È vero, è vero. Invece voi avete fatto un'inclusione totale che ha lavorato per abbattere le barriere del linguaggio, le barriere interculturali, cioè si sono confrontati, si sono conosciuti, ognuno ha capito l'uso e i costumi dell'altro, di diverse religioni anche, perché poi si abbattono tante barriere con un'attività così che apparentemente si vede solo il colore della pelle tante volte, però è tutto quello che è dentro la persona. È un po' come si diceva l'altra puntata con C'è le Aperti, per fare inclusione bisogna partire dall'uomo, dalla persona, e penso che sia un filo conduttore che chi lavora veramente sull'inclusione come fate voi, come fa Cele Aperti, come facciamo noi con il progetto Palla Mana Rota Libera, come fanno tutte le associazioni che bene o male fortunatamente ci sono sul territorio e lavorano per questi obiettivi comuni, però bisogna partire proprio dall'umanità, dalla persona, dall'uomo, e dal lì si può lavorare per creare una vera e propria inclusione. E voi lo fate in pieno. Ed è molto bello che diversi ragazzi di diverse culture giocano insieme e gli avete dato l'opportunità non solo di giocare qui sul prato ma di portarli fuori. Fuori e magari qualche ragazzo l'unico viaggio che ha fatto è magari per arrivare qua a Prato. E poi si è stabilizzato qua, magari credendo di avere magari maggior fortuna e poi magari si trovano in condizioni difficili e ci vogliono associazioni come Polisportiva al sogno che creano questi momenti per anche regalarli un minimo di serenità, perché purtroppo vengono qua credendo di avere una situazione magari più semplice, magari non sarà... Alcuni popoli vengono inviati alle guerre, chiaramente qui non c'è la guerra, ma non hanno di sicuro una situazione completamente serena. E quindi questa è una parentesiDi felicità di serenità di condivisione che penso per le persone che vengono e che sono immigrate qua in Italia penso che sia una cosa insomma un valore inestimabile quello che fate perché tante volte appunto si pensa che vengano qua e purtroppo per tanti sono anche scomodi eccetera no discorsi che ormai non voglio neanche più fare perché il pregiudizio è bene lasciarlo insomma da un'altra parte invece loro vengono e si trovano in un momento di difficoltà che se non ci fossero associazioni che li supportano sarebbero di molto ma di molto da soli in una situazione che magari non è paragonabile a una guerra OA situazioni di difficoltà politiche e quindi però non sono situazioni facili. Facili Noi abbiamo sperimentato appunto che tramite lo sport si riesce ad abbattere tante barriere. E come dicevi te insomma l'importanza della persona cioè bisogna conoscersi imparare a conoscersi per rispettarsi e accettare anche le diversità perché siamo diversi tutti. Tutti ognuno di noi è è unico nel suo genere no? E quindi le diversità bisogna coabitare, coesistere, convivere con la diversità perché ognuno di noi ha delle peculiarità, delle diversità siamo fatti così e quindi è bene insomma essere tutti cittadini proprio del mondo no? Bisogna divulgare questa cosa perché a volte cioè mi domando ancora come sia possibile no? Lo ribadisco sempre anche questa cosa perché non tutte le volte che ci penso non mi sembra possibile che la normalità cioè l'essere normali l'essere rispettosi dell'ambiente dell'altro cioè è una rarità no? È è il colmo no che uno magari dice oh ha raccattato la cartaccia in terra. Eh sì, ha fatto il lavoro che doveva fare un altro perché uno ce l'avrà buttata. Però sembra una rarità lui che va a raccattarla, non lo strano, cioè quello che la butta in terra e non ci fa caso che poi se la butta è insudicia, insomma, e c'è un-- su tutto questo si è creato un colmo, perché alla fine si vive in un pianeta dove chi lo rispetta, chi rispetta l'altro rimane quasi scioccati, no? Dice, che è successo? Invece è da rimanere scioccati a tutto il resto delle persone che non si comportano così, no Vero, vero E niente, quindi ricapitolando, bene, avete fatto questi mondiali antirazzisti, avete partecipato a questo progetto Altermundi, vi occupate di sport con calcio, pallavolo, eccetera. Ma ci sono altri progetti, diciamo, che vi coinvolgono e comunque tanti progetti so che si basano appunto, sono diciamo organizzati proprio per accogliere diciamo ragazzi principalmente giovani giusto? Principalmente giovani poi anche adulti però giovani e soprattutto come hai detto te prima la zona del soccorso è una zona diciamo particolare sotto un aspetto proprio di fragilità socioeconomica, mettiamola così, e quindi I ragazzi del soccorso, e non solo ragazzi in generale, che hanno anche questo tipo di difficoltà sono ben accetti e le vostre attività anzi ruotano molto intorno a queste persone quindi siete molto di supporto a chi vive una situazione di fragilità socioeconomica oppure I ragazzi stranieri che si ritrovano qua prato come immigrati e che quindi ospitate nelle attività che fate. Quali sono quindi I progetti oltre a questi che abbiamo insomma elencato e dettagliatamente descritto? Sì allora noi cerchiamo di cogliere un po' le opportunità che ci sono cercando di realizzare, ecco, questi progetti che aiutano anche le famiglie, come dicevi te, che hanno più difficoltà economiche, quindi che avrebbero, cioè che hanno difficoltà a sostenere I costi, ecco, per far fare un'attività sportiva ai propri figli. Uno dei progetti di punta che stiamo realizzando proprio adesso è il progetto Play District Soccorso. Quindi, ecco, sfruttiamo questa occasione che abbiamo qui alla radio, ecco, per promuovere le iniziative di questo progetto che ci vede come capofila, ma assieme ad altre realtà associative sempre sportive, ma anche del terzo settore, tra cui appunto Cieli Aperti, citavamo prima. Questo progetto è un progetto finanziato dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con Sport e Salute SPA. È un progetto dove vengono realizzate attività di aggregazione rivolte ai giovani dai quattordici ai trentaquattro anni. Queste sono appunto occasioni di aggregazione, integrazione e inclusione e fondamentalmente ecco fra cioè diciamo principalmente gli obiettivi sono quello di cercare di rafforzare nei giovani I valori educativi dello sport Costruire opportunità e esperienze di cittadinanza attiva attraverso lo sport e sensibilizzare, ecco, rafforzare il network tra le realtà presenti, l'associazionismo sportivo presenti, i presidi educativi per i giovani nel territorio. È un progetto che è partito da qualche mese e che durerà per due anni, terminerà ad agosto del 2026. Proponiamo non solo attività sportive ma anche extra sportive. I giovani sono al centro di queste iniziative. Cerchiamo di dare voce ai giovani, anche chiedendo a loro quali sono eventualmente le attività che vorrebbero fare. Quindi sono proprio parte attiva, nel senso che anche loro possono proporci eh cose che magari inizialmente in un'attività che magari non abbiamo pensato ma cheee rispecchiano un po' le loro esigenze. Quindi possibilmente, non so, mi viene in mente vogliono fare un corso diii musica, un corso di teatro, eh- Certo, quindi anche che non hanno a che vedere con lo sport, ma comunque una forma di intrattenimento per diciamo dei corsi legati al tempo libero. Mettiamola così. Esatto, esatto. E cerchiamo appunto di, più che altro, di attirare i giovani che ehm hanno un problema anche difficoltà, difficoltà di socializzazione, i famosi NEET. Quindi l'obiettivo del progetto è proprio quello di offrire queste attività, che sono attività gratuite, completamente gratuite, questo ci tengo a specificarlo. E in questo modo diamooo una sorta di punto di riferimento eh nel quartiere per chi ha voglia di mettersi un po' in gioco, sia a livello sportivo ma anche a livello extrasportivo. Bene. A livello sportivo, invece, in questo progetto qua, quali sono gli sport che magari fate fare? Allora abbiamo attivato due corsi di pallavolo per adulti. Ok. Sono più o meno una quarantina di tesserati, in questo caso, che non sono po', sinceramente. Tra l'altro mi hai detto un paio di mesi? Quant'è? Sì, siamo partiti... Normal, siamo partiti da ottobre. Ah ok. Un po' diciamo son sei mesi? Sì, sì, più o meno. Sei, sette mesi. Comunque in sei, sette mesi mmm riuscire a tirare su due squadre insomma, eh due gruppi da venti persone ciascuno, quaranta persone, non è poco. Esatto. E poi oltre solo la pallavolo? Poi c'è il calcio. Abbiamo ricostituito, dopo tanti anni, una squadra di calcio. Infatti sono rimasto sorpreso quando mi hai mandato le immagini eh del-- per fare il post che è uscito oggi. La cosa strana è la parte interculturale, così, sì. Ma la squadra è calcio proprio vostra? Io non-ne avevo ricordo. Cioè prima la faceva anni fa, eh ok. Anni fa. Ok, no, perché quando appunto si faceva palla a mano, qualche anno fa, la squadra di calcio c'era? No, no. Non c'era. Non c'era. Infatti io sono rimasto sorpreso, ero rimasto alla palla a Bolo Mista, difesa personale, la parte corsiste, al calcio mi mancava. E quindi con la squadra di calcio fate un campionatino? Sì, allora eee facciamo un allenamento settimanale e poi ci siamo iscritti al campionato UISP. E diciamo che per essere il primo anno ovviamente i risultati non sono calcisticamente diciamo eh dei migliori, perché è una squadra nuova, però siamo soddisfatti del fatto che comunque è un gruppo piuttosto numeroso, si parla di circa 30 ragazzi e che hanno avuto anche la costanza di partecipare a tutti gli allenamenti. È un bel gruppo, un gruppo coeso e che si trova magari anche al di fuori no, del contesto sportivo. Eh, questo è importante. E è un gruppo totalmente fatto da giovani, quindi sempre della fascia come si diceva dai 18 ai 34 anni. Tranne i due o tre fuori quota però poi il resto... Ma fanno gruppo. Fanno gruppo. Serve anche i fuori quota. È una cosa importante e penso che ehm quando si struttura una squadra di qualsiasi sport eee di squadra appunto, e penso che la prima base da gettare è proprio quella del gruppo, no? Il cosiddetto spogliatoio e quant'altro. E quindi avere 30 persone che già sono coese, che magari si trovano fuori anche eee per andare a fare un giro o a mangiare una pizza insieme, già quello è una vittoria, perché aver fatto già un gruppo che ha un'idea di questo tipo, una filosofia così, poi si lavora sulla parte tecnica. Però già avere un gruppo che si trova al di fuori, che è unito, secondo me ci si lavora poi anche bene per avere eventuali risultati futuri. Però penso che alla base ci sia la parte dell'aggregazione e del fare squadra, del divertimento anche. E poi dopo i risultati se e quando arriveranno, arriveranno. Sì, sì. Comunque il merito di questo è anche...Di chi li segue, insomma, dei dirigenti che li seguono, che hanno sposato appieno, diciamo, quelli che sono gli obiettivi del progetto e curano molto, ecco, questa parte di aggregazione. Di gruppo e di aggregazione. Ma dove si allenano? Si allenano al campo della Zenit. Ok. E quando fanno le partite? Fanno le partite una volta alla settimana, o si giocano in casa, sempre lì al campo della Zenit, altrimenti vengono ospitati dalle altre squadre. Ok, ma il campionato UISP è... Di Prato. Ah, è territoriale, quindi è provinciale. Perfetto, perfetto. Bene, eventualmente, visto che si parlava appunto di squadre in fase di sviluppo e formazione, ma se qualcuno dei nostri ascoltatori o un amico dell'ascoltatore X volesse partecipare a questi tipi di attività, può partecipare? Sì. In che modo? Come vi trovano? Come vi contattano? Allora noi abbiamo il nostro sito che è www. PolisportivalSogno.it, poi siamo su TikTok, siamo su Facebook, ci trovate, e su Instagram. Quindi polisportivalSogno. Esatto, esatto. Ok, perfetto. E comunque la nostra base operativa è presso la palestra di via Roma 188, a Prato, che è una palestra che gestiamo e dove svolgiamo regolarmente con le nostre attività corsistiche. Perfetto. Allora, visto che parlavamo poco fa di calcio, ora ci ascoltiamo un altro brano sempre scelto da voi, ed è quello della leva calcistica della classe '68 di De Gregori. Come mai questo brano? Allora, ha scelto questo brano perché ci parla appunto di non aver paura di tirare un calcio di rigore. Certo. È un momento delicato, che può andare bene o può andare male, che ci può anche condizionare l'andamento di una gara o di un campionato. Esatto, di un campionato. Siccome l'abbiamo vissuto in prima persona, a volte è andata bene e quindi successivamente ci sono state delle vittorie perché siamo stati bravi, però in altre occasioni calci di rigore purtroppo non sono andati bene e sono state per noi una piccola delusione sportiva, però andiamo oltre, siamo andati oltre questa delusione sportiva. Lo leghiamo un po' a quella che è stata la nostra attività calcistica di questi anni. Certo, io penso che sia essenziale il fatto che va benissimo il rigore segnato, l'esultanza, la vittoria. Però bisogna essere bravi, e si riparla sempre di gruppo, a accettare anche l'errore e quindi penso che sia uno dei valori, no? Accettare la sconfitta, accettare l'errore del compagno, no? Perché comunque anch'io dalla palla a mano tutte le volte che uno sbagliava, insomma, anche se si perdeva la partita e l'errore del calcio, insomma, del rigore, nel caso della palla a mano dei 7 metri, anche se l'aveva sbagliato una persona, quando si perdeva, si perdeva di squadra. Quindi la colpa è di tutti e il merito è di tutti. Un vero sportivo sa sempre che si vince e si perde. E si perde. Benissimo. Allora, ascoltiamoci il brano e poi rientriamo in diretta. Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte sul campo di pallone e terra e polvere che tira vento, e poi magari piove. Nino cammina che sembra un uomo con le scarpette di gomma dura, dodici anni e il cuore pieno di paura. Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia. E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro il bar. E sono innamorati da 10 anni con una donna che non hanno amato mai. Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai. Nino capì fin dal primo momento, l'allenatore sembrava contento, e allora mise il cuore dentro alle scarpe e corse più veloce del vento. Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato. Entrò nell'area, tirò senza guardare ed il portiere lo lasciò passare.Ma Nino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è certo da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vede dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia. Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette. Questo altr'anno giocherà con la maglia numero sette. Allora rientriamo in diretta, rientriamo in diretta, la sfumiamo un po' e ce la teniamo un po' in sottofondo per continuare un po' a parlare delle attività della polisportiva. Anzi, io direi se hai qualche altro aneddoto o dettaglio su Play District Soccorso. E poi niente, poi si parlerà anche di un altro tassello importante che sono anche gli obiettivi futuri. Però partiamo da Play District Soccorso, anche magari approfondiamo un po' quali sono le attività che non sono proprio sportive, quelle extra scuola. Sì, allora tra le attività extra sportive che proponiamo con questo progetto, ovviamente come dicevo prima, non siamo da soli, ma ci sono altre realtà associative che ci supportano e che hanno in carico la gestione di queste attività, c'è il ci sono dei percorsi di orientamento professionale. Quindi cerchiamo di accompagnare alcuni giovani nella ricerca, più che altro, nell'orientamento lavorativo. Lavorativo, bello. Questo è importante. Tra l'altro, ora stiamo valutando l'opportunità di fare, ad esempio, anche con la UISP, che è uno dei partner del progetto, dei corsi di arbitri. Ah, bello. Sì, corsi di segnapunti, insomma, cerchiamo anche di dare queste opzioni, diciamo, queste possibilità ai ragazzi che magari amano lo sport ma lo si vogliono avvicinare anche in maniera diversa, non praticandolo proprio come attività sportiva. Certo, però è una cosa importante anche questa. Tipo l'attività che faccio io, no? Della palla in mano in carrozzina. In maniera diversa ma si lega a quello che hai detto ora. Ci sono dei ragazzi che magari trovano la propria dimensione, mettiamola così, nel fare l'arbitro piuttosto che i segnapunti, perché magari anche soltanto il confronto in ambito sportivo magari non gli piace e preferiscono altro. Però il tassello importante è quello di mantenere comunque vivo la vicinanza allo sport, no? Per evitare comunque un abbandono, comunque trovare un alternativa. E nella nostra attività che facciamo noi appunto cambiamo, riadattiamo le regole, perché a volte noi abbiamo ragazzi con patologie anche gravi, degenerative, che se noi non adattassimo le regole o trovassimo delle alternative, i ragazzi non sarebbero più parte attiva del gioco. E quindi voi avete fatto un po' la stessa cosa, cioè avete trovato un'alternativa, magari al gioco del calcio piuttosto che della palla a volo, trovandoli un inquadramento sempre all'interno di un'attività sportiva, Un ruolo diverso. Un ruolo diverso, però sempre in maniera attiva. Quindi anche qui è molto lungimirante come cosa, no? È molto... Ci vuole anche flessibilità quando siamo a fare attività sportiva, quando siamo a organizzare, quando siamo a progettare, serve una flessibilità e servono idee e penso sia ottimo trovare sia un inquadramento lavorativo ma anche un inquadramento all'interno delle attività sportive per chi non è interessato a fare la sua parte, a tirare un calcio, un pallone o a fare una battuta di palla a volo, a trovare la sua dimensione il segnapunti e nell'arbitraggio. Bellissimo. Poi altra cosa, visto che si parla di giovani, vorremmo proporre degli incontri di sensibilizzazione all'uso corretto del digitale e la prevenzione del bullismo. Bene, lì Prenoto un posto per il mi figliolo, quello più grande, perché appunto sia la parte bullismo, cyberbullismo e soprattutto la parte digitale, quei telefonini, ci stanno distogliendo lo sguardo dalla realtà ed è un'arma veramente... E allontanano dallo sport. Dallo sport, sì, ma perché io dico sempre, prima si vedeva tanti ragazzi a gioare nei giardini a pallone, ora sempre meno, sempre meno, e quelli che magari vanno nei giardini, li trovi magari che comuniano con il telefono o sono sempre un telefono in mano per vedere video, vedere... Cioè, si attivano sole esclusivamente.Con qualcosa di digitale davanti. E quindi io e la mia moglie sta facendo di tutto, penso in tanti lo stanno facendo, la vostra associazione sta lavorando per questo, quindi... Però è molto interessante, quindi... Poi dammi maggiori dettagli perché è interessante questo. Poi ci saranno degli incontri di promozione del benessere e della prevenzione delle dipendenze. Bellissimo. Pensiamo sia importante da promuovere con i giovani. Poi ci saranno dei seminari su stili di vita, parità di genere e testimonial sportivi. Stiamo cercando di organizzare degli eventi a cui invitare anche testimonia sportivi che parlino ai ragazzi e che stiano anche con loro magari durante un allenamento, insomma, potrebbe essere questa Interessante. Una bella occasione. E poi abbiamo previsto degli hub, cioè degli spazi di socializzazione, quindi dei momenti settimanali in cui i giovani si ritrovano e che ne so, fanno dei laboratori piuttosto certo. Che cineforum, piuttosto che attività ludiche, insomma, giochi da tavoli. Giochi da tavoli, sì sì sì. Questo... Ok, perfetto. E poi animazione sportiva dei giardini pubblici, degli spazi pubblici. Ah, bello. Tipo in via Carlo Marx mi viene in mente. Sì, sì, sì. Quindi più che altro, ecco, sì, sono gli spazi pubblici del nostro quartiere. Benissimo, benissimo. E visto che abbiamo parlato di tutte le attività, abbiamo parlato di come fare a contattarvi, quanti tesserati ha la Polisportiva? Allora, oltre 200 tesserati. Benissimo. E poi una cosa importantissima: quali sono gli obiettivi futuri? Allora, sicuramente uno degli obiettivi è quello di consolidare e potenziare le attività che stiamo realizzando in questo momento e ci piacerebbe dare l'opportunità a più persone di avvicinarsi allo sport, di fare sport senza grosse difficoltà. In particolare, ecco, nei nostri propositi c'è quello di aiutare il più possibile le famiglie che hanno difficoltà economiche nel poter far fare attività, svolgere attività a prezzi calmierati. Certo, quindi aumentare, amplificare un po' quello che state facendo e portare avanti quello che state facendo, aumentando ancora di più, riuscendo sempre di più a sostenere i ragazzi delle famiglie menogiate e lavorando immergi, immagino, anche sempre sulla parte interculturale di integrazione degli immigrati e dei ragazzi stranieri. Sì, sì. Benissimo. Io direi di ascoltarci il brano Echo di Joan Till, che questo l'ha scelto Alessio, che non è qui con noi, ma spieghiamo come mai ha scelto questo brano. Allora, la spiegazione è questa. La canzone esorta ad andare al di là delle proprie paure e superarle. E questo un po' si può riportare questa cosa anche nello sport. Certo. Quindi non fermarsi alle proprie paure ma andare oltre. E soprattutto in caso di caduta rialzarsi e ripartire. Rialzarsi sempre, sì. Allora ascoltiamoci questo brano, poi rientriamo in diretta per i saluti. E ti giuro non ho più bisogno di fingere questa mia vita, il mio viaggio ed io traccio da sola le scelte che faccio, ma se ci sei tu ho più coraggio. E ricordo quando eri bambino e restavamo ore abbracciati nel letto per sentirci grandi alla musica che poi ci baciava, per farci sentire un po' meno soli. Forse sarà l'insicurezza, sarà che per noi la famiglia non è mai la stessa, sarà che siamo figli dell'indifferenza, cresciuti da una donna più pura della bellezza. E se potessi dirti che qui la paura non è età, tu fissala forte dentro gli occhi, spara al centro qui la notte, non ci fa... Bang, bang, wow. E ti giuro se il tempo è una linea che cambia, sarà la tua eco e poi ormai la distanza che corre tra il mondo e le cose, ma se ci sei tu, sì, resto calma. Forse sarà l'insicurezza, sarà che per noi la famiglia non è mai la stessa, sarà che siamo figli dell'indifferenza, cresciuti da una donna più pura della bellezza. E se potessi dirti che qui la paura non è età, tu fissala forte dentro gli occhi, spara al centro qui la notte, non ci fa... Bang, bang, uoh. E ti giuro se il tempo è una linea che cambia, sarà la tua eco e poi ormai la distanza che corre tra il mondo e le cose, ma se ci sei tu, sì, resto calma. Forse sarà l'insicurezza, sarà che per noi la famiglia non è mai la stessa, sarà che siamo figli dell'indifferenza, cresciuti da una donna più pura della bellezza. E se potessi dirti che qui la paura non è età, tu fissala forte dentro gli occhi, spara al centro qui la notte, non ci fa... Bang, bang, uoh. E ti giuro se il tempo è una linea che cambia, sarà la tua eco e poi ormai la distanza che corre tra il mondo e le cose, ma se ci sei tu, sì, resto calma.Ehm... Non posso far altro che ringraziare Andrea, eh a nome anche di White Radio, per essere venuto qua a presentare, eeeh, la polisportiva e a spiegarci un po' nel dettaglio le attività che fanno, i progetti nei quali sono coinvolti. Quindi grazie ancora di essere venuto qui da noi a parlare della vostra realtà. Grazie, grazie a te Claudio per questa opportunità. Eee insomma spero che sia stata veramente un'occasione per farci conoscere un po' di più ecco, e magari raggiungere qualcuno che potrebbe essere interessato poi ad avvicinarsi alla nostra realtà. Perfetto, perfetto. Allora ascoltiamoci al volo tuta gold di Mahmood. Giusto un pezzettino perché siamo veramente agli sgoccioli. E niente, buon ascolto e alla prossima puntata di Inclusione a ruota libera. Ciao e grazie a tutti gli ascoltatori. Se partirò a Budapest ti ricorderai dei giorni in tenda quella moonlight fumando fino all'alba non cambierai e non cambierò fottendomi la testa in un night soffrire può sembrare un po' fake se curi le tue lacrime ad un rave maglia bianca oro sui denti blu jeans non paragonarmi a una bitch così non ero abbastanza noi soli sulla Jeep ma non sono bravo a rincorrere cinque cellulari nella tuta gold baby non richiamerò"
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# Andrea Messia: sport e inclusione oltre ogni barriera

20 maggio 2025 57:08 

La puntata ospita Andrea Messia, vicepresidente della Polisportiva Il Sogno di Prato, che discuterà obiettivi e progetti della sua associazione. L'ospite presenta la polisportiva come un'organizzazione che propone lo spo

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## Estratto

La puntata ospita Andrea Messia, vicepresidente della Polisportiva Il Sogno di Prato, che discuterà obiettivi e progetti della sua associazione. L'ospite presenta la polisportiva come un'organizzazione che propone lo sport come strumento di aggregazione, integrazione e inclusione, fondata nel 1997 nel quartiere multietnico del Soccorso. Durante l'episodio, si parlerà anche di attività come il calcio, la palla a volo e i corsi di difesa personale, oltre alla partecipazione dei ragazzi a eventi come Alter Mundi e i Mondiali Antirazzisti. Queste iniziative evidenziano l'impegno della Polisportiva nel promuovere l'inclusione attraverso lo sport, con un focus sul rispetto delle regole e la valorizzazione delle diversità. L'associazione mira a creare opportunità per giovani e adulti, soprattutto quelli provenienti da contesti socioeconomici fragili.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

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    ### Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-27_1.mp3#podcast)
    
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    WhiteRadio 13 gennaio 2026 
    
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    ### Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    WhiteRadio 9 dicembre 2025 
    
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    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    

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