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title: "Lorella Paolieri: Sport e inclusione per onorare Lorenzo | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova dove ogni voce trova posto. Tra lo sport e la cultura, ogni sogno a costo fisso. Ogni persona è una storia che accendiamo con la luce. In salute, nel lavoro, la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota liberaaa. Qui ogni battito ha il suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mitooo. Scivoliamo con la musica nelle vie della città. Tra i sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito al suo ritmo, dal campo fino all'ospedale. Dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro. Ogni voce avrà il suo canto. Nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Dentro ogni cuore gira il mito. Buonasera e benvenuti a una nuova puntata di Inclusione a Ruota Libera. Stasera qui con noi è presente Lorella Paolieri, presidente dell'associazione Il Donache. Innanzitutto grazie Lorella di essere venuta qui da noi a parlare della vostra associazione, dei vostri progetti. Grazie davvero. Grazie a te Claudio, grazie a te. È un piacere. Allora, iniziamo subito, entriamo in merito proprio della vostra associazione. Come mai è nata, quando è nata? Parlaci un po', insomma, dell'associazione. Io sono sì presidente dell'Associazione Il Donache, però in realtà sono semplicemente la mamma di un ragazzo che si chiamava Lorenzo Donati, come si dice a Firenze, si chiama per cognome, quindi il Dona. E Lorenzo è mancato il 19 dicembre del 2015, quindi a dicembre saranno 10 anni che non è più con noi. Mancato per un incidente stradale, quindi una morte di quelle cosiddette violente, perché mi esce di casa dicendo Mamma ci si, invece non ci si, perché la mattina dopo l'ho vista all'obitorio. Quindi è evidente, sono quelle situazioni in cui lo strazio prende il sopravvento, però appena si riesce a riacquistare un pochino di lucidità, non è semplice perché ancora la nostra raggiunta e forse non si raggiungerà mai, appena si riesce a capire che cosa è successo, la drammaticità del fatto che lui non c'è più, allora bisogna ingegnarsi per restare vivi, bisogna ingegnarsi per pensare come fare a non essere morti noi insieme a lui, perché veramente era la soluzione più semplice, e cosa si potrebbe fare per cercare di tenerlo con noi, per provare a dare un senso a questa cosa che è un senso, come direbbe Vasco Rossi, era un suo grande idolo, un senso a volte davvero non ce l'ha. E lì abbiamo pensato cosa possiamo fare, facciamo qualcosa che ricordi Lorenzo, facciamo qualcosa che riporti il nome di Lorenzo in atti benefici, in situazioni che ci possono portare a ricordarlo con gioia, perché Lorenzo era gioia di vivere, era... Poi diventa scontato, quando uno muore automaticamente diventi più bravo di tutti, più bello di tutti, più miracoloso di tutti. Lorenzo lo era, e non perché sono la sua mamma, ma perché ne ho riprove ancora a distanza di tanti anni, del bene che gli vogliano tuttora tutti gli amici e tutti quelli che sono coinvolti nell'associazione. E niente, partimo con questa cosa, prima di tutto il nome, il Donaché, e poi lo scopo, l'obiettivo, cosa si potrebbe fare per ricordarlo. Lorenzo è sempre stato un grande tifoso della Fiorentina. Ha vissuto non soltanto per il suo lavoro e per le ragazze, perché effettivamente era un po' un viveur. Comunque era bello, ma sai, sono la sua mamma, sicché non faccio testo. E il gioco del calcio è sempre stata la sua passione. Quindi perché non creare con il gioco del calcio qualcosa che avrebbe potuto darci dell'..Risultato legato appunto al gioco del calcio. Nacque l'idea da un amico di Lorenzo, Italo Colombiano, che aveva fatto le scuole con lui fin dall'asilo, eee e lì questa cosa fu eee diciamo condivisa con la mamma di questo ragazzo che era colombiana, che è colombiana, e che aveva vissuto un problema eee che gli avevano ucciso un fratello mentre era ancora in Colombia, perché questo ragazzo aiutava i ragazzini di strada a uscire, a fuggire dalle mani di quelli del cartello di Medellin. Eee perché no, Lorenzo era già morto, quindi Lorenzo non ce lo potevano uccidere. Facciamo qualcosa per questi bambini. E lì è nata questa associazione. Abbiamo fatto tramite i Lions, ma poi ve lo spiego dopo se volete, che faccio parte dei Lions e che ci danno un grande aiuto, e di-dell'organizzazione familiare di questa signora, questa mamma di questo amico in Colombia, abbiamo messo insieme, già da sei mesi dopo la morte di Lorenzo, questo gruppetto di bambini, una trentina di bambini, con situazioni difficilissimi alle spalle e gli abbiamo dato la possibilità con l'obiettivo del gioco del calcio, perché era per quello che loro venivano da noi a giocare a pallone, ma li abbiamo fatti studiare, gli abbiamo dato de-del cibo e sicuramente il fatto di giocare a pallone è una prospettiva di vita che forse gli avrebbe-- gli ha aiutati, anzi lo posso dire per certo, li ha aiutati a vivere meglio. Certo. Allora, sicuramente eh lo sport eh aiuta nelle condizioni più difficili anche al coinvolgimento dei ragazzi. Penso che lo sport in generale, poi il calcio, penso che accomuni tutti gli abitanti del mondo, perché comunque i ragazzi basta dargli un pallone, metterglielo ai piedi e iniziano a giocare, fanno gruppo. E quindi voi con-- avete veicolato diciamo una cosa importantissima che era anche l'educazione piuttosto che il sostentamento, anche Dargli comunque il cibo Di poter mangiare Di poter vivere, perché non avevano-neanche quella possibilità lì. Quindi con la scusa tra virgolette del calcio, l'avete coinvolti e avete fatto una pianificazione anche de Educativa Importantissima. Questa signora colombiana, questa mia cara amica Nubia, la mamma di uno dei migliori amici di mio figlio, Maurino, eee lei è una psicologa. Quindi queste problematiche se ne occupa giornalmente anche qui da noi. Però conosceva questa realtà colombiana, dice: Perché in Colombia? Perché lì sappiamo che effettivamente queste creature sono tante e sono facile preda della malavita, perché per lo spaccio della droga, per tutto quello che c'è poi di brutto nel mondo. E se anche se ne salva uno, perché magari gli sta insegnando a leggere e a scrivere, oltre che a sperare di avere un avvenire migliore grazie al gioco del calcio, perché tutti quando sono piccoli pensano di essere Pelé, anzi in Colombia, che era Sanchez che era colombiano, non me lo ricordo neanche perché... Chi c'era? Mi sembra Valderrama, Valderrama. Sì, ma questi magari, forse sono un po' più vecchi, ma ora ti dicolo, ce n'era uno che giocava nella Fiorentina, tra l'altro, tutto riccioluto. Non me lo ricordi? Non mi ricordo. Figurati, io sono proprio un po' rimbambita per queste cose. Comunque eee la speranza che ti dà il gioco del calcio, han detto, sei bambino, è una cosa bellissima perché tu pensi di poter poi diventare qualcuno, capito, e soprattutto in Sud America. Eee però non ci siamo fermati al Sud America, perché siamo-- abbiamo voluto continuare. Abbiamo fatto la scuola calcio Lorenzo Donati qui a Calenzano, che Lorenzo ha giocato fin da piccolo nel Calenzano, non soltanto nel Calenzano. Comunque lì mio marito è sempre stato molto attivo e ci siamo dedicati a questi bambini di queste famiglie che purtroppo anche in Italia ce ne sono tante che non possono permettersi di mandare i figli a fare sport. Ok. Quindi tutti gli anni ci sono un tot numero di bambini, una ventina, venticinque bambini per i quali provvediamo noi con l'associazione e con la Fondazione di Lorenzo a pagare sia la retta del calcio che anche magari gli indumenti, le cose che la famiglia non si può permettere. Quindi quando mi dicono: Ma perché in Colombia? No, non è soltanto in Colombia, è anche qui da noi, perché ci stiamo ingegnando per fare anche cose sul territorio e tu Claudio lo sai già. Ce-Certo. Come ribadisco ormai in tutte le puntate, mmm io faccio parte del progetto Palla a mano a ruota libera, eh sono un po' il tecnico della squadra, il referente. Eee con questi ragazzi, oltre a fare palla a mano inclusiva, facciamo anche delle attività extra e a settembre del 2024, l'associazione Il Donace ci ha permesso di portare i ragazzi sul catamarano adattato, cheee ne ho già parlato nelle puntate precedenti, ma lo ricordo volentieri, è una cosa abbastanza unica perché ehm è un catamarano di 18 metri interamente percorribile da poppa a prua con le carrozzine e-ed è sotto la guida di una fondazione di Viareggio che si chiama Fondazione Mare Oltre Onlus, che si occupa sia di eee fare dei viaggi appunto in mare aperto con i ragazzi disabili e non, comunque un coinvolgimento totale, perché comunque vanno anche magari familiari piuttosto che altre associazioni con gli accompagnatoriE in più fanno anche tutta una parte di ricerca dei delfini, perché Silvio, che è a capo un po' di questa fondazione, è un biologo marino, e quindi c'è tutta una parte anche di ricerca dei delfini, di studio. Quindi è una cosa anche molto accattivante e dico sempre: uscire in catamarano non è banale per nessuno, ma uscire in un catamarano adattato, eh diciamo un'uscita in questo modo per chi ha difficoltà a entrare in un esercizio commerciale è una cosa- Esatto, stupenda, fuori daaa, da ogni logica e noi l'abbiamo fatta grazie a voi, grazie alla vostra associazione A noi questa cosa ci ha riempito di gioia perché le foto che ci avete mandato effettivamente sono stupende. E sapere che Lorenzo, nel suo non esserci più, ha contribuito a dare gioia a questi ragazzi- Ecco, lui era con voi in barca perché effettivamente, come, come dal primo momento, da quando ci fu il funerale, i suoi amici presero la chitarra in chiesa e cominciarono a suonare vivere e a cantare vivere, Lorenzo in qualche modo davvero vive con noi E allora, proprio visto questa citazione musicale che hai fatto e visto che Lorenzo era un fan di Vasco Rossi, direi di ricordare Lorenzo con questa canzone che è Vivere proprio di Vasco Rossi. Ascoltiamocela. Bene. Vivere è passato tanto tempo vivere è un ricordo senza tempo vivere è un po' come perder tempo vivere e sorridere Vivere è passato tanto tempo vivere è un ricordo senza tempo vivere è un po' come perder tempo vivere e sorridere dei guai così come non hai fatto mai e poi pensare che domani sarà sempre meglio oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Vivere e sperare di star meglio vivere e non essere mai contento vivere come stare sempre al vento vivere come ridere Vivere, vivere anche se sei morto dentro vivere, vivere e devi essere sempre contento vivere, vivere è come un comandamento vivere o sopravvivere senza perdersi d'animo mai e combattere e lottare contro tutto contro oggi non ho tempo oggi voglio stare spento, vivere e sperare di star meglio vivere, vivere e non essere mai contento vivere, vivere e restare sempre al vento a vivere e sorridere dei guai proprio come non hai fatto mai e pensare che domani sarà sempre meglio.E rieccoci in diretta, rieccoci qua. Eh allora abbiamo un po' parlato quindi di come è nata, dell'amore per Lorenzo, di... Diciamo il filo conduttore è Lorenzo, è la vita- È lui senz'altro. Però abbiamo anche allargato poi questi nostri scopi perché, ripeto, il fatto per esempio di aver voluto fare-offrire aaa alla tua associazione, alla vostra associazione questo svago, questo momento di gioia è sempre legata a Lorenzo, al fatto che in ogni caso noi organizziamo degli eventi, abbiamo uti-riceviamo degli aiuti da parte del cinque per mille, i tanti amici che lo versano a favore di Lorenzo, e l'aiuto del comune di Calenzano che ci sostiene con ehm sostiene la fondazione con quasi quattromila euro l'anno. Di contributi. Perché noi siamo operiamo non soltanto sul territorio ma anche eh in Colombia quindi per interventi che facciamo benefici anche all'estero, il Calenzano aveva questa possibilità di chiedere questo aiuto e ce lo forniscono e poi facciamo cose che ci ricordano lui. E quindi abbiamo fatto scene, abbiamo festeggiato il suo trentesimo compleanno e lui non c'era già più ma tutti i suoi amici lo festeggiavano quindi abbiamo fatto un trentesimo meraviglioso e abbiamo raccolto dei soldi perché tutto poi viene fatto da noi. Certo per i progetti e per- E progetti ce ne sono anche altri perché abbiamo abbracciato ultimamente il discorso della disabilità perché Lorenzo probabilmente se non fosse morto sul colpo come è successo lui sarebbe sicuramente rimasto disabile. Quindi sono già tre anni che partecipiamo a una manifestazione lionistica e io faccio parte dei Lions, come ti ho già detto, e come tu sai perché- Sei venuto anche da noi Sì, e in precedenza in un appuntamento qui in radio è stato presente Lore-Lorenzo Fini. Dei Leo. Lui è dei Leo, quindi... Leo Sherman, eh. Eh, eee però ci ha, ci ha appunto parlato sia dei Leo che dei Lions- Esatto. E te ne fai parte e- Ne faccio parte da-- sono addirittura coordinatore distrettuale-distrettuale della fondazione dei Lions, LCIF, quindi anche lì è un-- quello che raccoglie fondi per fare opere di bene in tutto il mondo, per cui sono un po' votata anche a questa-a questo obiettivo. E da lì sono tre anni che partecipiamo a Scatta le Cascine come sponsor della manifestazione. Eee... E quest'anno nel corso della maratona di Firenze è stata donata proprio una carrozzina per i maratonabili, i ragazzi quelli che spingono ragazzi disabili a fare la maratona proprio con il logo di Lorenzo e quello fu una cosa bellissima perché è stata comperata dall'associazione, ma ieri sono state donate, ieri a Scatta le Cascine che era la tredicesima edizione, sono state donate due carrozzine eh dei maratonabili dal mio club, dal club al quale appartengo che è il Lions Club Prato Curcia Malaparte e che nell'annata della mia presidenza aveva accantonato questi denari per poter acquistare delle-delle carrozzine. Come ti ricorderai, avrei voluto comperarle per voi, ma voi avete avuto il grande Matteo che aveva-ci aveva battuto sul tempo, Matteo Piffoni, ve le aveva comperate lui per cui ho dovuto dirottare l'obiettivo e darle per i maratonabili. Allora specifichiamo per non creare- Per non creare misunderstanding allora chiaramente Matteo era sindaco del comune di Prato e il comune di Prato ehm qualche anno fa col PNRR ci ha donato appunto dodici carrozzine sportive a noi del progetto Pallamano a Ruota Libera, eee grazie anche all'Associazione Pallamano Prato del quale facciamo parte, perché noi ricordiamo sempre, siamo un progetto all'interno di un'associazione sportiva dilettantistica. E quindi sì quando Lorella aveva in mente di fare un service con il proprio club Lions, noi avevamo già ricevuto appunto le carrozzine sportive e quindi era inutile diciamo prenderne altre due e quindi siamo ben contenti di Che siano date a- Aver ceduto questa opportunità ad altri du-due-altre due persone che sicuramente eh ne faranno- Altre tre alla fine, perché quella di Lorenzo, una più quelle due donate ieri- Esatto, quindi tre persone che avranno l'opportunità insomma di avere le carrozzine per fare attività e quindiii un bel-una bellissima cosa. Una bellissima cosa. Poi fra gli scopi dell'associazione là è anche quella di-di far capire ai ragazzi che non siamo eterni, perché effettivamente non siamo eterni. Succedono queste cose. Io-- mi capita sempre di più di-di sentire di ragazzi che-che muoiono per-per incidente stradale eccetera, e questo è di per sé devastante perché tutte le volte si riapre una ferita importante. Quindi è andata-- sono andata nelle scuole, sono andata nelle piazze, sia quando c'è stato la sicurezza stradale anche con i Lions, sono stata a spiegare che effettivamente ehm non siamo-- si-si deve aver paura di quello che è la strada perché non siamo immortali. Eee guardare il telefonino, il colpo di sonno se sei stanco, aver bevuto troppo. Tutte queste cose qui sono la principale causa di morte nei ragazzi, nei giovani. E da mamma vi posso dire che non c'è niente di più devastante. Quindi-Vorrei veramente lanciare un appello se c'è qualche giovane che ci sente. Pensateci quando siete in macchina, quando uscite, quando-- abbiate sempre giudizio. A volte Lorenzo era anche un ragazzino giudizioso. A volte il giudizio non basta perché c'è... Basta una distrazione. Basta una distrazione. Io tuttora non so se lì è morto per un colpo di sonno, perché gli ha guardato il telefonino, perché forse le aveva bevuto un mezzo bicchiere in più, perché fra l'altro non era la sua macchina eee non doveva guidare, lui avrebbe-- era la macchina del suo amico, doveva guidare lui. Ma non lo so, le cause ancora non le ho sapute, onestamente non mi interessa neanche di approfondirle. Solo che mi si-- mi interessa di dire ai ragazzi, state attenti, perché quando a casa non si torna e suona la polizia per dirti: signora, suo figlio è morto, non è una bella cosa. No, e penso che questo messaggio che te stai dando Lorella è importantissimo perché mentre parlavi mi viene in mente che a volte si-si pecca anche di... Eh, siamo superflui, superficiali. Anche quando, anche cioè quando guidiamo abbiamo una superficialità che pensiamo che comunque rispondere a un messaggio, distrarsi tanto con un occhio si guarda la strada, no Sì sì. E poi però... Un sorpasso azzardato, una velocità più folle, un... Certo. Purtroppo.. Sottovalutiamo un po' diciamo quando siamo alla guida a volte siamo forse un po' troppo sicuri Sì sì. E sottovalutiamo tutto quello che può succedere per una distrazione. Soprattutto da giovani, perché da giovani ci si sente veramente immortali. Immortali, è vero. Fuori dalla discussione. Questa è una raccomandazione che mi sento di fare a tutti. Benissimo, benissimo. Io direi di ascoltarci un altro brano. Un altro di quelli che piacevano a Lorenzo. A mano a mano di Rino Gaetano. Dicci un po'... C'hai qualche ricordo che... Come mai questa canzone gli piaceva Un ricordo ce l'ho nitido del fatto che una volta mi dette un passaggio con la sua macchina, che se avesse avuto quella, probabilmente non sarebbe successa nemmeno la disgrazia. Vabbè, ma questo è un altro discorso. Mi dette un passaggio, montai in macchina e partii dal-dal cd che aveva, che ascoltava a mano a mano di Rino Gaetano. Asché gli fo: \"Lorenzo, ma questa è la musica dei tempi della mamma, non è mica musica tua\". Dice: \"Mamma, ma lo senti quella che è questa canzone?\" Effettivamente non si può dargli torto, è una canzone stupenda. E quindi ascoltiamoci a mano a mano di Rino Gaetano. A mano a mano ti accorgi che il vento Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso La bella stagione che sta per finire Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore. A mano a mano si scioglie nel pianto quel dolce ricordo, sbiadito dal tempo, di quando vivevi come in una stanza, non c'erano soldi, ma tanta speranza. E a mano a mano mi perdi e ti perdi, e quello che è stato mi sembra più assurdo di quando la notte eri sempre più vera. E non come adesso, nei sabato sera. Ma dammi la mano e torna vicino, puo nascer un fiore nel nostro giardino che neanche d'inverno potrà mai gelare, può crescere un fiore da questo mio amore per te. E a mano a mano vedrai con il tempo lì sopra al suo viso lo stesso sorriso che il vento crudele ti aveva rubato che torna fedele l'amore è tornato ma dammi la mano e torna vicino Può nascere un fiore nel nostro giardino Che neanche d'inverno potrà mai celare Può crescere un fiore Da questo mio amore per te.E rieccoci qua, rieccoci qua dopo questa bellissima canzone che, eeeh, sì, sono d'accordo con Lorenzo, nonostante sia una canzone di altri tempi, è sempre recente eee è una canzone bellissima. Eterna, una canzone eterna davvero- Eterna, sì. Eee allora parliamo di una passione folle, sfegatata per la Fiorentina di Lorenzo e parliamo anche degli aficionados, che è una parte, un gruppo ultra, giusto, della curva, della curva Fiesole. Gli scappa da ridere quando si chiamano ultras, perché sono dei ragazzi meravigliosi. Cioè uno li guarda quando li vede in televisione eee dice: Ma come è possibile? Ma che ce l'avranno i babbi e la mamma quei ragazzi? Addirittura c'è una foto di Lorenzo a-cavalcioni della balaustra che fu pubblicata su La Nazione in prima pagina, non mi ricordo che gli era successo, eee e la misi sulla mia pagina Facebook dicendo: tutte le volte che guardo gli ultras dico: ma questi ragazzi ce l'hanno genitori? Ecco vi dico, ce l'hanno genitori, perché io sono una di loro. Effettivamente, guarda, gli aficionados, eeh, di nome e di fatto, perché noi ci siamo veramente afficiana-af-fe-afficionados, affezionati a loro, al loro presidente che è Marcello Valeri, quello dei Tortelli de Mugello, che è una persona stupenda eee come tutti quei ragazzi lì e son loro che hanno coniato questo motto un po' \"Sempre contigo\", sai, perché quando è mancato Lorenzo hanno voluto ricordarlo in questo modo, tant'è vero che è stato fatto mmm in occasione di un anno dalla morte di Lorenzo, è stato fatto uno striscione che ha coperto tutta la curva Fiesole, si giocava contro il Napoli, mi ricordo, eee avevano fatto proprio il logo, quello di Lorenzo, perché l'avatar di Lorenzo del quale non abbiamo parlato, è proprio Lorenzo a cavalcione della balaustra della curva Fiesole che è stato trasformato in una specie di fumetto che, eee, effettivamente parla tanto di lui e di questa sua incrollabile fede che era quella viola. Pensa che l'anno che è morto, lui quando è morto, la Fiorentina, il diciannove dicembre duemila quindici, era prima in classifica. Lui gli era convinto, lui gli è morto con la convizione che quello gli era l'anno dello scudetto. Poi, chiaramente, per noi che siamo della Fiorentina si sa bene che quelli sono tutti Io dico sempre: se volevo sta' tranquillo- Non ti favolo la Fiorentina Di come ci garba di fatire? Ci garba un pochino di fatire alloraaa- E allora sì, ti fa più la Fiorentina. Però anche questi ragazzi sono fantastici perché lo ricordano sempre eee si sbatacchiano quando si va lì alle loro cene, alle loro manifestazioni, ci buttan per l'aria perché il Dona c'è, il Dona l'è con noi e \"Sempre contigo\" e via e via e via e via. Io direi una cosa importantissima allora per chi fosse in ascolto eee e fosse interessato a vedere comunque eh i vostri progetti, vedere un po' di foto, visto che abbiamo parlato anche dell'avatar, abbiamo parlato eh della curva- Della curva Fiesole- Della curva Fiesole e quant'altro. Allora, sicuramente su Facebook- Certo, Il Dona c'è. Il Dona c'è. E troverete appunto la pagina con tutte gli aggiornamenti de-dei vari progetti in corsooo, tutte le cose che hanno fatto anche in passato e tutte le foto Anche adesso, anche l'ultima volta, il 25 aprile, abbiamo fatto il memorial perché tutti gli anni c'è un memorial di calcio Lorenzo Donati, anche quest'anno è stato fatto e ora ci sono belline le foto dei-dei nipoti del Dona, perché tutti gli amici di mio figlio, Lorenzo, ripeto, è morto a ventisette anni, tutti gli amici di mio figlio, che adesso ne hanno trentasette, si sono alcuni sistemati, alcuni no, ma comunque quelli sistemati c'hanno dei bambini e quindi questi sono automaticamente i nipoti del Dona che erano lì al memorial a tifare per lui, a dare le medaglie a questi ragazzini che giocavano. Eh no, è stato veramente carino. E tutto questo ci porta a lui e a noi ci dà-- fa stare un pochino meglio Io penso che sia una-una chiave importantissima per continuare a vivere con un senso, perché appunto c'è da trovarlo il senso, dopo mmm una- Una disgrazia. Diciamo un avvenimento, una disgrazia di questo tipo eee- È obbligatorio- Perché se vuoi restare vivo ti devi motivare e questo èèè una spinta importantissima che poi ho tanti aiuti, ripeto, anche nel Lions, non soltanto il mio club, ma insomma eee è proprio s-- uno stimolo per poter fare qualcosa di buono, qualcosa di bello, qualcosa che sappia di Lorenzo. Ecco, queste cose che facciamo sanno di Lorenzo, perlomeno per me che sono la sua mamma. Poi lui magari era un pochino più schivo. Mmmh forse gli avrebbe detto: mamma, manca alla radio, tu vai a ragionare di me. Ecco, forse mi avrebbe brontolato per questo, maaa io in cuor mio sono contenta, sono sicura che gli faccio piacere No, ma poi comeee, come hai detto prima, secondo me lui, eee se fosse ancora qui, sarebbe fiero del lavoro che state facendo e sare-- Lo spero. Sì, sicuramente, perché io dico sempre quando uno lo fa con il cuore, e voi lo state facendo con il cuore, sicuramente non può essere disprezzato, visto male. Cioè sicuramente, anzi, come hai detto te prima, se lui anche fosse stato magari in una condizione di disabilità a seguito dell'incidente, fosse ancora qui con noi, sarebbe il primo magari a motivare i ragazzi, a essere... Sì. Sarebbe stato veramente un uomo Era solare, era... E quindi, e quindi io penso che quello che state facendo, ehm...Non ha cioè non ha prezzo è una cosa fantastica grazie perché state aiutando i bambini in Colombia che hanno problemi proprio a tirare avanti proprio a dare un senso alla vita e voi gli state dando un'opportunità di anche fossero venti bambini su tutti i totali bambini che ci possono essere a Bogotà avete preso venti ragazzi di strada e gli e gli date una prospettiva. Noi abbiamo già la seconda nidiata perché in questi dieci anni ne abbiamo tirati su trenta, la prima volta. Trenta più? Più trenta, quindi sessanta bambini ai quali nel nostro piccolo diamo una piccolissima prospettiva. Che senza un'associazione come la vostra non avrebbero avuto una prospettiva. Esatto! Quindi, nel senso, avete già permesso a sessanta bambini di non essere per strada, di non essere in strada senza mangiare e invece di essere coinvolti in un progetto, diciamo, educativo di vita che altrimenti non avrebbero avuto. Certo. E la stessa cosa bellissima è quello di dare opportunità a chi non se lo può permettere qui da noi a Calenzano a Firenze. E son tanti, guarda credimi son tanti. Inizialmente erano soltanto extracomunitari, devo dire la verità. Con questo non facciamo discriminazioni, anzi è un po'... Però la condizione socioeconomica, secondo me, sta diventando sempre più difficoltosa per tutti. Esatto, devo scegliere se mangio o se mandi i figlioli a fare sport. Ecco, allora se si mandi i figlioli a fare sport, se non ci arrivi te, ci arrivo io e questo ci riempie veramente di gioia. E un meccanismo simile lo sta sfruttando, ora mi ricollega a una puntata precedente, il Centro Giovanile di Formazione Sportiva, che grazie anche a qualche contributo, tipo mi viene in mente, i Pubblia Aqua, stanno facendo una cosa simile qui su Prato perché appunto tanti bambini hanno bisogno di entrare all'interno di attività sportive e le famiglie purtroppo non possono permetterselo e loro grazie a finanziamenti e fondi vari riescono a far partecipare gratuitamente i ragazzi in un'annualità, chiaramente faranno un po' aggirare, un anno uno, un anno un altro, però danno l'opportunità quantomeno di anno in anno ai ragazzi di entrare a fare sport anche se effettivamente non potrebbero avere questa opportunità. Quindi dare opportunità a chi non l'avrebbe secondo me è già... Di per sé una bella cosa. È vincente. È vincente. Quindi ritornando alla Fiorentina, Io direi che è arrivato il momento che se ascolta sempre volentieri. Ma c'è tanti juventini, c'è tanta gentaccia fra. Ma che, allora se c'è qualche ascoltatore che è di qualche altra... Un po' viola. Allora aspetta che passi la canzone e poi si ricollegherà. O che si deve fare? Oppure con un buon fair play se l'ascolta. Eh sì. Allora ascoltiamoci l'inno della Fiorentina di Narciso Parigi. E il vostro amico Baglini, che insieme a Narciso Parigi, vi invita ad aiutarci con tutto il vostro entusiasmo a sostenere la nostra squadra nei momenti favorevoli o no per condurla a sempre maggiori successi. Garrisca il vento in là, mano viola, sui campi della sfida e del valore. Una speranza viva ci consola. Abbiamo undici atleti e un solo cuore. Oh, Fiorentina! Di ogni squadra chi voglia regina. Oh, Fiorentina! Combatte ovunque e ritma con valor. Per loro di conforto e di vittoria ricorda che del calcio è tua la storia. Ma la Viola lotta con vigore per esserti di Firenze panto e gloria. Sul suo vessillo scrivi forza e cuore e mostra sarà sempre la vittoria. Oh, Fiorentina! Di ogni squadra chi voglia regina. Oh, Fiorentina! Combatte ovunque e ritma con valor. Per un'ora di conforto e di vittoria ricordati del canto e tua la storia. E rieccoci qua dopo l'Inno della Viola che è sempre un piacere ascoltare e che tra l'altro quest'anno ora speriamo che si riesca a ribaltare il risultato contro il Siviglia Boh, vediamo. Vediamo. Speriamo. Ci sono anche casa, dai. Comunque un due a uno fuori casa, guarda, anche perdere due a uno lì a Siviglia.Alla fine con l'uno a zero si va a supplementari. E poi si perde a rigori. No, speriamo di no, dai. No, siamo positivi, buoni e messi positivi. Dai, siamo positivi, siamo positivi. Non è che come mio marito e i ragazzi gli hanno disfattista, lui non gli va ma bene nulla, gli allenatori gli ammazzerebbe tutti, non hanno visione di gioco. Ecco, una cosa a volte dei tifosi viola, siamo un po' lunatici, nel senso, se si vince... Ci si innamora. Che bello, Madonna, siamo i migliori. Se si perde si vorrebbe mandare via la presidenza eee tutti, allenatori, giocatori. Calzo l'ite, ricordate quando c'era... Quando c'era Della Valle: Calzo l'ite maledetti. Ma siamo così, ma fa parte un po' della fiorentinità che noi di Prato, e io mi ritengo fortemente di Prato, nonostante sia 46 anni che sto a Calenzano, ma a noi di Prato non si capiscono tanto bene queste caratteristiche dei fiorentini. Però ce l'hanno un po', cioè sono proprio così loro. È così, è così. Che tu vuoi fare? Allora, visto che abbiamo ancora un po' di tempo, io direi di parlare un po' eh di altri progetti, anche di quelli che eventualmente avete un po' in mente, se c'è qualcosa che bolle in pentola per il futuro, se c'è qualcosa prossimamente. Nell'immediato non abbiamo niente se non organizzare delle cose che potranno servire a racimolare denari, perché quelli fanno sempre bi-. Grazie a Dio il bisogno non manca mai, come si diceva, no? Certo. E quindi hanno previsto gli amici di mio figlio di fare una serata tipo apericena, che è almeno meno impegnativa di una cena, perché una cena dove normalmente abbiamo sempre avuto due o trecento persone significa far la spesa per due o trecento persone, far da mangiare per due o trecento persone, perché sono tutte autogestite le nostre cose. Serve anche un gruppo di volontari importante. Un gruppo di volontari importante che c'è, perché comunque questo suo gruppo di amici di Lorenzo, tutti singolarmente convinti di essere il suo miglior amico, in realtà erano tutti i migliori amici e sono rimasti i migliori amici di tutti, eee danno una grande mano per fare queste cose e producono anche effettivamente quello che è la nostra benzina, quella per poter mandare avanti questi progetti. Quindi loro organizzeranno un'apericena appena ci sarà un po' di caldo con della musica, un DJ set, quindi magari te lo farò sapere se tu vuoi per partecipare o per divulgare questa cosa. Eee poi niente, ci sta prendendo, stiamo veramente prendendo a cuore il discorso della disabilità, perché è una situazione nella quale c'è tanto, tanto, tanto bisogno. Disabilità intesa anche come autismo, non soltanto come disabilità fisica, perché, ripeto, mi riallaccio a un discorso di Lions, per noi lo scopo di questa annata, il tema di studio di questa annata è l'autismo e l'inclusione. Eee nell'autismo e l'inclusione ci sono anche tante situazioni un po' particolari. Stavo pensando di contribuire con una sponsorizzazione o con qualcosa a una situazione che ho visto, che ho avuto modo di toccare con mano che è Pizza Out, quella pizzeria di Milano che è balzata agli onori della cronaca perché effettivamente è una persona stupenda lui, eee padre di un figlio autistico che insieme a Elio de- de- delle Storie Tese, che anche lui ha un figlio autistico, hanno trovato il sistema di fare questa pizzeria a misura di ragazzo disabile, impiegando ufficialmente questi ragazzi disabili, facendogli fare proprio un mestiere reale, iii di cameriere piuttosto che di cuoco, e assumerli, dargli uno stipendio regolare, una vita dignitosa e abituarli anche a quello che potrebbe essere un futuro senza di noi, cioè quando i genitori non ci saranno più questi ragazzi. Quindi orientata un pochino più verso l'autismo che non... Cioè la disabilità in genere, l'inclusione, perché è importante mmhh ricordare Lorenzo anche con le persone più sfortunate Certo. E tra l'altro c'è una realtà qui a Prato, al circolo La Libertà di Viaccia, che fanno un servizio simile, ora non ai livelli di Pizza Out, che è una vera e propria azienda diciamo che... Infatti io mi riferivo a una situazione come quella, non di sponsorizzare loro, cioè fare una cosa un pochino più- Allora qui su Prato, so che il Circolo Libertà Viaccia tutti i giovedì includono nel servizio sia a livello di pizzaioli, camerieri, ragazzi autistici. E fanno una cosa simile e dice sia veramente anche... Tra l'altro vorrei andarci, c'ero l'altra sera a cena al circolo, però non era di giovedì perché se non erro lo fanno tutti i giovedì. Quindi bisognerebbe andare a provare, andare una sera a mangiare lì e vedere. Bello, siccome noi con il nostro Lions Club ci ritroviamo il giovedì, mi fecerà proporre al club eventualmente di farci- Potrebbe essere una cena lì. Una cena lì eee potrebbe nascere qualcosa di interessante Di interessante Molto. Allora, andiamo a ascoltarci un altro brano. Gli angeli. Sì. Perché abbiamo questo angelo che ci sovrasta. Benissimo, benissimo. Allora ascoltiamoci Gli angeli di Vasco Rossi. C'è una sorpresa che neanche te lo immagini. Dietro non si torna, non si può tornare giù. Quando ormai si vola, non si può cadere più. Vedi tetti e case e grandi le periferie. E vedi quante cose sono solo fesserie. E da qui, e da qui, qui non arrivano gli angeli con le lucciole e le cicale. E da qui, e da qui, non le vedi più quelle estati lì, quelle estati lì. Qui è logico cambiare mille volte idea ed è facile sentirsi da buttare via. Qui non hai la scusa che ti può tenere su. Qui la notte buia e ci sei soltanto tu. Vivi in bilico e fumi le tue Lucky Strike. E ti rendi conto di quanto ne maledirai. E da qui, e da qui, qui non arrivano gli ordini a insegnarti la strada buona. E da qui, e da qui, qui non arrivano gli angeli. E rieccoci di nuovo in diretta. Rieccoci qua. Siamo giunti al termine di questa puntata interessante che ci ha fatto conoscere in maniera approfondita, mettiamola così, la realtà dell'Associazione Il Donace, soprattutto ci ha fatto conoscere Lorenzo. Quindi Lorella, grazie. Se anche vi si fosse venuta noia perché siamo stati un po' melensi nel ricordo di una povera mamma orfana di figlio, perché così sono, eee spero vi sia piaciuta la selezione musica che vi abbiamo scelto perché fa veramente rabbrividire la bellezza di queste canzoni. Grazie davvero a tutti, grazie a te Claudio, perché tutte le volte che rammento Lorenzo mi sento meglio. Grazie davvero. Io ho pensato alla vostra associazione perché comunque, come dico sempre, noi qui in questo programma si cerca di coinvolgere le associazioni territorio, e non solo, tutti coloro che si occupano di inclusione. E voi lo fate e lo fate con il cuore. E quindi..Penso che insomma era il minimo ospitarvi, e anzi è stato un piacere. È un piacere per noi. È stato un piacere. Eee io direi di andare ad ascoltarci l'ultimo brano, proprio quello di chiusura, che è Guardami amore, che è diii, di Francesco Renga. Che a Lorenzo non piaceva e ren- Spiegaci un po' ormai questo aneddoto. È stata una cosa stranissima. Arrivò a un certo punto, in questi dieci anni quasi dalla sua morte, eh una veggente aveva avuto un messaggio da parte di Lorenzo, io poi non ci credo neanche a queste cose, però in questo messaggio c'era scritto che mi suggeriva di ascoltare la canzone, questa canzone di Renga, eee che io non-conoscevo e che l'ho ascoltata. E che fra l'altro è uscita post-mortem, cioè Lorenzo era già morto quando è uscita questa canzone. Quindi questo suggerimento della medium mi sembrò anche abbastanza strano, perché c'era tutta una serie di discorsi assurdi, tipo supercazzo, che sarebbe stato tipico di Lorenzo, fra l'altro, farci uno scherzo così. Però ecco, ascolta questa canzone di Renga. E a un certo punto il ritornello dice: \"Di notte no, di notte non si muore mai\". E questo mi fa sperare, forse, che magari non sia neanche morto, che sia qui a leggi' insieme a noi nel-nell'atmosfera che ci circonda. E allora- Allora grazie a te, ascoltiamoci questo brano e alla prossima puntata "
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# Lorella Paolieri: Sport e inclusione per onorare Lorenzo

6 maggio 2025 58:42 

L'ospite di questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera" è Lorella Paolieri, presidente dell'associazione "Il Donaché". Il tema principale è l'inclusione attraverso lo sport, commemorando il figlio di Lorella, Lorenzo,

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## Estratto

L'ospite di questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera" è Lorella Paolieri, presidente dell'associazione "Il Donaché". Il tema principale è l'inclusione attraverso lo sport, commemorando il figlio di Lorella, Lorenzo, scomparso prematuramente. L'associazione supporta progetti in Colombia per bambini disagiati e in Italia per famiglie che non possono sostenere lo sport per i figli. Lorella sottolinea anche l'importanza della sicurezza stradale, rivolgendosi ai giovani per sensibilizzarli sui rischi della guida.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

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    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-27_1.mp3#podcast)
    
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    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    

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