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title: "Vorrei prendere il treno: intervista a Carlo Tempesti | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "Claudio Alunno e Santino Sidoti accolgono Carlo Tempesti, presidente dell'Associazione \"Vorrei prendere il treno\".\nIl tema principale della puntata è l'inclusione delle persone con disabilità, con focus sull'abbattimento delle barriere fisiche e culturali.\nTempesti illustra progetti innovativi come un giardino inclusivo a Calenzano e la \"scarrozzata\" a Prato, per sensibilizzare sull'abbattimento delle barriere architettoniche.\nViene presentato anche il progetto \"Pass\" per strutture ospedaliere, volto a creare ambienti più accoglienti e familiari per le persone con disabilità.\nLa Toscana si propone come capofila in Italia per l'attenzione alla disabilità, con l'associazione che ha investito in questi anni circa mezzo milione di euro in progetti.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova, dove ogni voce trova posto. Tra lo sport e la cultura, ogni sogno è a costo fisso. Ogni persona è una storia che accendiamo con la luce. In salute, nel lavoro, la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota libera. Qui ogni battito ha il suo ritmo, dal campo fino all'ospedale, dentro ogni cuore gira il mito. Scivoliamo con la musica nelle vie della città, tra i sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. In inclusione a ruota libera, qui ogni battito al suo ritmo, dal campo fino all'ospedale, dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Dentro ogni cuore gira il mito. Buonasera a tutti e benvenuti a una nuova puntata di Inclusione a ruota libera. Stasera con noi, a breve, telefonicamente, sarà presente il presidente dell'Associazione Vorrei prendere il treno, Carlo Tempesti, sarà, come ho detto poco fa, un collegamento telefonico. Invece qui con noi presente un nostro caro amico e collega, mettiamola così, del progetto Palla in mano a ruota libera, Santino Sidoti Ciao, buonasera a tutti, ciao Claudio, grazie per questa opportunità per stare un'oretta insieme per raccontarci un pochino. E chi lo sa, forse anche per tirar fuori qualche nuova idea da poter mettere in pratica come è stata appunto la Palla a mano a ruota libera. Allora, stasera, come accennato poco fa, parleremo, vi faremo conoscere da vicino l'associazione di Vorrei prendere il treno, che è una realtà molto importante che nasce in Toscana e che poi se ne parlerà, appunto, a breve il presidente. Però è una realtà che lavora molto sui progetti, sulla progettualità, finanzia tantissimi progetti in Toscana e non solo. E quindi siamo veramente curiosi di capire quello che bolle in pentola, anche qui nelle nostre vicinanze. Intanto poi faremo anche successivamente insieme a Santino un po' il punto della situazione invece del nostro progetto che male non fa. Domani saremo in una scuola a Pistoia, dove faremo appunto palla in mano a ruota libera a scuola. Ormai è un appuntamento che sta diventando quasi fisso perché per noi è diventato quasi un secondo lavoro. È un lavoro, è un lavoro. Perché ci prende del tempo, lo facciamo con passione, però in effetti è anche fatica. Comunque io direi di andarci a ascoltare subito un brano. Almeno si prova a sentire se il Presidente ti vorrei prendere il treno è disponibile per questa chiacchierata. Intanto ci diamo un po' di carica, un po' di energia con Eye of the Tiger e ascoltiamocela e nel mentre proviamo a sentire se il Presidente ci risponde. Non lasciamo nessuno indietro.Carlo, eccoci qui. A breve saremo in diretta, ti sto chiamando in anticipo. Ok, mi senti tutto a posto? Eee benissimo? Sì sì ti sento forte e chiaro. Allora, niente, andiamo in diretta tra un minutino e ora mi stanno sentendo una canzone che ti presento e niente, come ti dicevo, un po' il punto e la situazione dell'associazione visto che ha fatto dieci anni e i progetti qui in zona, quindi quello di Calenzano e poi la scarrozzata che farete a Prato, un po' fai un cappello, poi si dialoga insieme. Qui presente c'è anche Santino. Aspetta, eh no, dopo te lo sentirai, perché ora senti solo me, dopo sentirai anche Santino quando apro il microfono. Va bene? Va bene? È tempo di entrare e ti do il via io, ok? E rieccoci in diretta. E allora, ve l'avevo promesso, con noi in diretta c'è anche Carlo Tempesti, presidente di Vorrei prendere il treno. Ciao Carlo. Ciao, salve. Ciao, ciao, Carlo. C'è anche Santino, ora ti sente anche lui. Allora, innanzitutto grazie ancora di essere qui con noi e di aver ritagliato questo pezzetto di tempo per parlare di una realtà a mio avviso veramente importante nell'ambito dell'inclusione, nell'ambito proprio dei progetti, dell'aggregazione direi, perché poi parleremo di tanti progetti che sono in ponte e anche nel breve tempo diciamo e progetti che avete fatto. Insomma, parlaci un attimo che cos'è l'associazione Vorrei prendere il treno, come è nata, da chi è nata e quali sono insomma i progetti che sono in ponte e i progetti che già avete diciamo fatto e finanziato. Bene, buonasera a tutti. Colgo l'occasione per fare una brevissima presentazione della nostra associazione perché altrimenti non si capisce quali sono le sue finalità. L'associazione è nata ormai dieci anni fa da un'idea del di Jacopo Melio, che oggi è consigliere regionale in Regione Toscana, che ha lasciato in parte l'associazione dopo la sua elezione. Ma l'associazione è nata da una sua idea e tutta la prima parte dell'attività dell'associazione è riconducibile a lui, alla sua lungimiranza e al suo intento di affrontare il tema della disabilità in un modo diverso rispetto a come si affronta normalmente con il sorriso, parlandone in modo scanzonato, affrontando un tema molto complesso con parole molto semplici. E Jacopo ha avuto per questo dei riconoscimenti particolari. Vorrei ricordare la nomina a cittadino europeo da parte del Parlamento Europeo, la nomina a Cavaliere al merito della Repubblica da parte di Mattarella ormai qualche anno fa. Tutto questo per la sua attività di divulgazione e di sensibilizzazione al tema della disabilità, ma soprattutto al tema dell'abbattimento delle barriere. Barriere che sono spesso barriere fisiche, ma di più lo sono barriere culturali, perché vorrei prendere il treno, cerca di parlare a chi le disabilità non le ha. E quindi il diverso mondo che bisogna che convinta che deve trasformarsi il mondo in un modo tale che le disabilità piano piano possano scomparire. Perché è sempre l'ambiente che crea le difficoltà per le persone con disabilità. Se l'ambiente fosse costruito in un modo adeguato, questo non ci sarebbe È quello sicuramente, diciamo, l'ambiente è anche le barriere architettoniche, ma non solo le barriere architettoniche, ma anche quelle mentali.E diciamo tutto quello che diciamo ha a che fare con l'ambiente che circoscrive il posto in cui eh si abita e si vive, eh diciamo che influenza molto e crea molte difficoltà appunto a chi eh ha delle difficoltà già di per sé dovute a una diversa abilità. Quindi sono pienamente d'accordo con te. Ma io ritengo che quando si affronta il tema della disabilità, la si deve affrontare soprattutto parlando di persone con disabilità, mettendo al centro... Le persone Scusami Carlo, ti si sente a tratti. Dicevo un disabile non è la sua disabilità, ma un disabile è una persona che momentaneamente o per tutta la sua vita, ha una condizione particolare. Certo, certo, certo, sicuramente. Ehm facendo un po' un excursus da quando siete nati a ora, quali sono stati i principali traguardi, i principali progetti finanziati? Eh giusto per far capire e soprattutto visto che la White Radio è una white radio e quindi viene ascoltata non solo a Prato, in Toscana, ma può essere ascoltato ovunque, quindi circoscriviamo anche quando parliamo di progetti o di enti o di associazioni dove siamo e per far capire anche agli ascoltatori insomma dei posti coinvolti. Vorrei prendere il treno a Cerreto Guidi. La sua sede legale è a Cerreto Guidi, è nato a Cerreto Guidi, però ha avuto uno sviluppo di livello nazionale. Noi abbiamo una struttura operativa, soprattutto per quanto riguarda la divulgazione e la pubblicità, diciamo, rispetto al tema della disabilità che è curata da una persona particolare, Giovanna Nones, particolare nel senso che è particolarmente competente e che abita a Monaco di Baviera. Quindi noi abbiamo una possibilità di poter parlare a tutta Italia di questo tema e abbiamo collaborazioni complessive su tutto il territorio nazionale. Quindi ci crediamo di avere un pubblico molto ampio e che ci ascolta e questo è molto importante. Il fatto che ci ascolti probabilmente deriva anche dalla qualità dei progetti che stiamo portando avanti. Sicuramente. E mi permetto anche di salutare Giovanna, che so che era impegnata in un webinar appunto stasera, relativamente alle scuole, se non erro. Sì, il tema della scuola e dell'inclusione scolastica. Esatto, esatto. Tema molto, molto spinoso e che dovrebbe essere garantita dallo Stato in ogni istituto scolastico. Questo non avviene. E noi abbiamo moltissime segnalazioni di famiglie, di ragazzi che non vengono accolti colte all'interno delle scuole e dobbiamo ricorrere anche a sistemi coercitivi, cioè i TAR sollecitati applicano la legge e dicono che ci sarebbe, c'è, esiste l'obbligo dell'accoglienza e dell'inclusione delle persone non disabili all'interno delle scuole e non si può farne a meno. Questo diritto è disatteso, è disatteso. Sì, anch'io tante volte mi interrogo su questi fatti, nel senso su il fatto che siamo nel 2025 e ci sia ancora tantissime difficoltà nell'includere anche proprio all'interno delle scuole un ragazzo, perché comunque, come hai detto te prima, ci sono le barriere linguistiche, ci sono tanti tipi di barriere e un organismo come la scuola che è alla base dell'educazione e della crescita delle persone, dovrebbe accogliere tutti e avere gli strumenti e mettere in atto tutti gli strumenti per far sì che nessuno rimanga indietro. E invece purtroppo c'è da fare delle guerre, anche appunto come dicevi te, all'interno dei TAR eccetera per vedersi riconosciuti dei diritti che di base uno dovrebbe avere di default, diciamo. Sì, sì, sicuramente. Garantiti dalla stessa Costituzione. Certo. Sicuramente. È lo stato che deve... E questo non avviene molto... Ti sentiamo di nuovo a tratti. Particolarmente favorevoli e va bene. Comunque noi siamo qui per questo.Noi siamo qui anche per cercare di costruire dei progetti che abbiano la pretesa di essere dei progetti pilota, anche perché le nostre risorse non sono infinite e quindi possiamo fare da volano per realizzare alcuni progetti, salvo poi far vedere che si possono fare, che quelli sono dei risultati positivi e che gli altri li possono riprendere e realizzare nei propri territori. Una domanda che ti faccio- Penso per esempio proprio al progetto del Giardino per tutti che verrà realizzato, anzi, verrà inaugurato il giorno 10 a Calenzano, che è sostanzialmente terminato come lavori. È un progetto molto, molto bello. Noi abbiamo diciamo recuperato una disponibilità da parte dell'amministrazione di Calenzano a metterci molte risorse a fronte di un progetto che noi avremmo ceduto al Comune. È un impegno anche per acquistare alcuni giochi che poi sono stati installati nel giardino, ma è un progetto del valore di 350.000 € complessive. Non sono pochi, ma soprattutto è un progetto che è assolutamente innovativo, in Toscana non ce ne sono, è un giardino dove tutti i ragazzi possono fare tutti i giochi. Ok, ma quindi si parla di un giardino dove sia, diciamo chi può avere una disabilità, sia tutti gli altri, cioè aperto a tutti, anche in carrozzina. Ogni gioco può essere fatto... Non ti abbiamo sentito Carlo perché è andata via la voce. Ogni gioco? Carlo mi senti? Ti sento. Ora ti sento anch'io perché ti avevamo perso. Siamo rimasti a ogni gioco? Allora, ogni gioco può essere fatto da tutti ragazzi. Quindi in qualsiasi condizione il ciefo, così come il non deambulante o siccome quello della carrozzina eccetera eccetera. Ok. Questo perché è strutturato in un modo tale con percorsi fatti particolari, con piantumazioni particolari, con giochi particolari, anche molto semplici, con un gioco che è quello che generalmente è il più esclusivo, nel senso di escludere che è lo scivolo. Quel giardino ha uno scivolo dove i ragazzi o le ragazze con la carrozzina possono salire e scivolare. Ok, quindi uno scivolo dove si può accedere con la carrozzina. È il drago, è lungo 22 metri e la sua coda praticamente è il percorso della carrozzina. Si arriva fino alla testa e poi si può scivolare. Bellissimo. Tra l'altro ribadiamo, allora 10 maggio alle ore 10, che è un sabato, vero? 10 maggio, alle ore 10 a Calenzano. C'è l'inaugurazione a Calenzano. Perfetto. E visto che siamo a parlare di insomma, ora un'inaugurazione, abbiamo detto, di un progetto, ma parliamo anche di un evento che si terrà proprio qui nella nostra città, a Prato, il 4 maggio. Settimana prima. Esatto. E quindi il 4 alle ore 16. Perfetto. E quindi si terrà la scarrozzata. Parlaci un attimo, insomma, di questo evento. Quali sono gli obiettivi? Insomma, dicci un po'. La scarrozzata è un evento particolare. Ne abbiamo già realizzate parecchie nelle città toscane, soprattutto ad Empoli, a Fucecchio, a Castelfranco, quindi delle città vicine, insomma, anche alla nostra sede. E diciamo che Prato è quella che è la più importante città nella quale si realizza una scarrozzata. Vedrà la presenza all'evento di un animatore che è Paolo Ruffini, che conoscerete tutti, che ci ha dato la sua disponibilità a partecipare insieme a Jacopo, che sarà presente per i saluti, insieme alla Maria Logli, l'assessore alla città contemporanea di Prato, che è stata organizzatrice insieme a Vorrei Prendere il Treno. Le finalità della scarrozzata sono quelle di andare a...Ehm, aprire un-un faro sulla situazione generale del-del centro storico di Prato, quindi percorreremo alcune strade del centro storico fino alla stazione del Serraglio e poi ritorneremo, eee, in piazza Santa Maria delle Carceri. Ma il tema non è tanto verificare quali barriere architettoniche si trovano in quel percorso, quanto piuttosto fare un'altra cosa, e cioè aprire un faro sul tema della barriera architettonica, perché la città di Prato, di barriere architettoniche sicuramente in tutto il complesso cittadino ne avrà innumerevoli. Quello che vogliamo fare è sensibilizzare l'amministrazione della città a fare in modo che queste barriere progressivamente possano essere abbattute. E nello stesso tempo utilizzare tutte le associazioni che parteciperanno all'all'evento per essere una sorta di, diciamo eee, un faro sul territorio, delleee segnalazioni che possono essere fatte e inoltrate all'amministrazione, in modo tale che ci sia una facilitazione per l'amministrazione a intervenire sulle barriere più importanti. E questo è la finalità, perché chiaramente troveremo delle cose da fare in quel percorso, ma non è questo il tema. Il tema è trovare un sistema attraverso il quale si sensibilizza all'abbattimento della barriera in termini generali. Certo. Quindi questo è la nostra... Il nostro intento. Benissimo, benissimo. E poi, eee non so se vuoi anche raccontarci qualche altro progetto che avete, eh, diciamo, portato avanti in questi ultimi periodi... Eh... Ce ne sono alcuni che sono specifici, dì, che riguardano il territorio, ma ce n'e- ce n'è uno in modo particolare, realizzato assieme alla Regione Toscana, che ha un valoreee, diciamo, più ampio, che va a incidere sugli ospedali. Ok, è quello che si chiama Pass? Eh, gli ospedali della Toscana sono quattordici, dove ci sono i Pass, cioè i percorsi per persone speciali, per facilitare l'accesso alle persone con disabilità. In realtà poi, eh, all'interno dell'ospedale ci sono i... Diciamo, i luoghi di degenza, ci sono i luoghi per fare gli esami, ci sono gli ambulatori, eccetera. Però sono tutti identici rispetto agli altri. Mm-mm. Noi abbiamo progettato su idea di Jacopo un luogo fisico che è una serie di stanze, diciamo una dietro l'altra, tre stanze una dietro l'altra, che hanno la finalità di creare una piccola casa all'interno dell'ospedale. Quindi la persona con disabilità, si parla anche di-di disabilità mentale, quindi di disabilità molto più difficile da trattare, possono essere ospitate all'interno de-di questo ambiente insieme ai congiunti, ai familiari, in modo tale che poi tutte, tutti i medici dell'ospedale che devono lavorare su quel paziente, che devono assistere quel paziente, si sposteranno in quell'ambulatorio e lui non se ne uscirà da lì. Quindi l'idea è quella di creare un ambiente familiare più fa- che facilita la permanenza delle persone con disabilità e è un percorso particolare, eee, dal quale, diciamo, si esce con un day hospital che ha fatto il check-up complessivo di tutte le problematiche per le quali i disa- le persone con disabilità erano entrate in ospedale. Quindi, come si vede, è un'evoluzione molto significativa del percorso dei Pass. La Regione Toscana lo ha finanziato su tre ospedali pilota. E quali sono? Lo ha finanziato suuu Pontedera, suuu Careggi CTO, che è già stato inaugurato. Ok. Il progetto era nostro e quindi noi siamo particolarmente soddisfatti. C'erano le Scott e a Siena che poi non hanno realizzato questo progetto, ma si è candidata Santa Chiara a Pisa, quindi Civanello, e abbiamo già fatto un incontro. Dirotteremo le risorse che avevamo destinato a Siena su Pisa e Pisa realizzerà questo-questo intervento nel modo identico rispetto a come è stato fatto a-a Careggi. A Careggi, ok. Questa è una cosa importantissima perché la Regione ci punta su questo e una volta realizzati questi tre progetti, li vuole realizzare su tutti i quattordici ospedali Pass. È tanta roba, perché se noi si considera che interventi di questo genere in Italia non ci sonoForse ce n'è uno in Trentino, ma esperienze di questo genere non ce ne sono. La Toscana si candida ad essere capofila in Italia di un'attenzione particolare al mondo della disabilità, alle persone con disabilità. Un fiore all'occhiello della Toscana e noi siamo particolarmente soddisfatti del fatto di essere stati la startup di questo fiore all'occhiello. Una cosa importante: di che tipo di investimenti si sta parlando? Visto... Sono progetti da quanto? E soprattutto tutti i progetti- Sono progetti che complessivamente... La Regione aveva disposto trecentocinquanta mila euro e cinquantamila l'associazione, quindi quattrocentomila euro il complessivo dei progetti da realizzare. Ok, perfetto, perfetto. Chissà se non tornerà anche a Prato. Noi siamo un'associazione che ha investito in questi anni circa mezzo milione di euro e abbiamo attivato però progetti per oltre un milione di euro di finanziamento equivalente, considerando ciò che ci hanno messo gli altri dopo di noi. Certo, certo, certo. Ti stavo ascoltando Carlo, ciao, sono Santino. Sono veramente dei progetti innovativi, futuristici e penso che bisognerebbe essere orgogliosi noi di averli qui per la prima volta e poterne poi fare anche un capofila appunto per gli altri. Dicevo solo una cosa, perché il mondo purtroppo della disabilità, che coinvolge non solo i ragazzi, ma io parlo di famiglia, quando si parla di disabilità, si parla di famiglia perché a qualsiasi persona c'è dietro tutta la famiglia. Dicevo, il percorso questo del... Non è il pass quello classico che è venuto fuori, che comunque finalmente dopo tanti anni l'abbiamo avuto anche qui a Prato, e devo dire che con il pass sarebbe poi il percorso quello diciamo con precedenza quando succede qualche cosa al pronto soccorso. Noi intendiamo questo qui a Prato come pass. Però quello che state realizzando voi è proprio un percorso strutturato che mira a risolvere un problema che, un problema medico presumo, visto che si tratta di un ospedale, che in quel momento il ragazzo, la persona comunque ha in quel momento. Quindi le domande che vengono spontanee e che ti voglio fare sono due: uno, è un percorso per qualsiasi tipo di patologia per la quale uno si presenta in ospedale? E la seconda è: c'è un limite di età per poter accedere a questo percorso? Perché quando si parla di disabilità, il mondo, lo sai benissimo, è stravario. Si parla di un bambino, si parla di un adulto, si parla di un anziano. No, non c'è un limite di età e questo percorso è alternativo al pronto soccorso. Cioè si entra in questa stanza, in queste stanze, non passando dal pronto soccorso. Già questo, voglio dire, è tanto. E questo è il punto fondamentale, perché è un percorso privilegiato che bypassa il pronto soccorso e invece crea le condizioni perché tutti i servizi che vengono- che sono necessari vengano fatti in un unico posto e sono i medici che ruotano intorno al loro e alla persona. Quindi mi dice che è per tutti, quindi fa mi capire da un anno a cent'anni? Chi ha comunque una certificazione centoquattro. Saranno le strutture ospedaliere che poi creeranno le condizioni dell'accessibilità a questo particolare situazio- in questa particolare situazione. Ho capito. Sì, ci sarà una discrezionalità sulla base anche dei bisogni. E delle caratteristiche della persona. Certo, certo, certo. Però comunque è veramente un passo in avanti. E essere noi, diciamo, toscani, a essere privilegiati in questo, perché comunque siamo la prima regione, hai detto, in Italia, a parte quella piccola parentesi in Trentino. Ci stiamo qualificando come una regione all'avanguardia su questo punto. Ok, ok, quindi è una cosa molto direi molto importante questo progetto e speriamo che si possa davvero concretizzare in tutte le realtà ospedaliere principali della Toscana, tra cui anche Prato. Sì. Vedremo, vedremo. Niente, Carlo. Io intanto a nome di White Radio e a nome anche del nostro progetto Palla mala Ruota Libera, che peraltro direi che avete finanziato per due anni anche il nostro progetto, quindi è un- E cercheremo di farlo anche nei prossimi anni. E guarda, noi siamo- Visto la qualità del progetto. Noi siamo veramente, veramente contenti, siamo stati felicissimi di venire ai vostri dieci anni, perché comunque è un traguardo importante e quest'anno li abbiamo fatti anche noi. E però noi ancora non abbiamo pensato a come festeggiarli, ma noi li festeggiamo, diciamo, noi festeggiamo tutti i sabati in palestra, quindi per noi- Non è necessario festeggiare, anzi io sono restio a festeggiamenti.Invece bisogna- Però comunque è un traguardo importante e penso che a volte ricordarlo insieme alle persone vicine al progetto e quant'altro è sempre importante farlo. E anche noi nel nostro piccolo c'avevamo pensato, ora poi rimetteremo un po' le idee in chiaro, qualcosa faremo anche noi e sicuramente se quando faremo qualcosa sarete ben coinvolti e saremo ben felici di ospitarvi. Bene, noi saremo là. Innanzitutto, ci vediamo sicuramente il 4 maggio, noi saremo presenti con il progetto alla scarrozzata e quindi ci rivedremo nuovamente dopo la volta che ci siamo visti a Cereto Guidi per i vostri 10 anni. Come hai detto, ti ringrazio davvero della presentazione della vostra realtà che una cosa importante: chi avesse necessità dei servizi da voi erogati o comunque anche tesserarsi alla vostra associazione, fanno riferimento al sito internet, ai social? Dici un po'. Basta andare sul nostro sito, dove ci sono tutte le spiegazioni per poter far tutto. Ok, quindi vorrei prendere il treno punto it, giusto? Una cosa importantissima che facciamo e che ha grande riscontro è la... Diciamo, noi abbiamo un servizio di psicologhe online che è praticamente finanziato fino a 10 incontri dall'associazione. Quindi ci sono tantissime persone con disabilità che usufruiscono di questo servizio. Poi, chiaramente, se c'è da proseguire, chiaramente ognuno diventa in un contratto privatistico con le persone con cui eventualmente si sta interfacciando. Però la parte dell'avvio è finanziata dall'associazione. È un servizio che ormai ha sette anni e che sta trovando un grande riscontro. Abbiamo persone da tutta Italia che ne usufruiscono. Quindi se ci fossero dei problemi o delle cose per le quali questo servizio può essere utile, potete usufruirli senza problema. Ok, e poi visto che ci siamo, voi fate anche una parte di susela legale eventualmente. Sì, per quanto riguarda le scuole. Ok, per quanto riguarda le scuole, ma anche in altri ambiti, sempre riguardante la disabilità, nel senso se uno- Ne abbiamo due. Ok, spiegaci un po'. -di associazioni che si occupano di questo. È una avvocatezza, Laura Andreao, che diciamo gratuitamente offre il primo, diciamo, l'avvio del problema. Il primo incontro, insomma- Il primo parere. Il primo parere, certo. Poi, chiaramente, se le cose prendono una certa piega legale, bisogna poi aderire a cose diverse, insomma, a contratti diversi. Però all'inizio lei lo fa gratuitamente, anche per capire, rispetto al problema che mi viene sottoposto, quali sono le prospettive. Mentre per quanto riguarda la parte della scuola è l'Osservatorio 182, che sono siciliani e stanno lavorando benissimo sul discorso della scuola. Insieme a loro abbiamo già fatto diverse cause, purtroppo, però tutte vinte. I ragazzi hanno avuto la possibilità di accedere alle scuole alle quali si erano iscritti e dalle quali erano stati rifiutati. Ok, e questo servizio qui, invece, funziona che è sempre il primo parere è o funziona in maniera diversa? No, no, questo servizio è un servizio gratuito. È totalmente gratuito, ok, perfetto. Totalmente gratuito per gli associati, però essendo Vorrei prendere il treno associata a l'Osservatorio 182, basta contattare Giovanna e lei vi mette in contatto e si sta già facendo comunemente con ottimi risultati. Perfetto, comunque tanto l'abbiamo detto, i canali sono o il sito internet www.vorreiprendereiltreno.it oppure sui social che tanto vi trovano sempre un Vorrei prendere il treno, giusto? Certo. Ok, perfetto. Carlo, veramente grazie di averci permesso insomma... Io ti ringrazio, vi saluto, è stata una bella chiacchierata e ci vediamo il 4 maggio a Prato alle ore 16. Bene, ci vediamo il 4 maggio alla Sciarrozzata. Io che ho detto do un appuntamento a tutte le persone di Prato è un po' paradossale, ma... No, ma tanto ci ascoltano... Faccio molto volentieri. No, ma ci ascoltano anche fuori Prato, quindi coinvolgiamo tutti gli ascoltatori. Il 4 maggio alle ore 16 tutti presenti alla Scarrozzata, insieme a noi. Grazie ancora Carlo. Buona serata. Grazie Carlo, ciao. Salve.Un piacere è stato arrivederci. Ciao a tutti. Ciao, ciao. Allora, rieccoci qua. Rieccoci qua. È stato veramente un piacere parlare con Carlo che ci ha presentato appunto in maniera direi esaustiva e chiara la realtà che rappresenta Ora che dici, Santino, che si fa? Si ascolta un altro- Mettiamo un disco, poi dopo si riprende il discorso, perché di argomentazioni in punta ce ne sono state veramente tante, come vedi. È un mondo che si apre, quello delle associazioni, quello delle idee, quello per migliorare un po' la situazione, appunto, l'inclusione, diciamo in questa maniera, e questa trasmissione è proprio l'ideale per poter parlare di queste cose. Benissimo. Allora, sempre per rimanere in tema, per dare un po' di carica, scegli te i Queen o gli Europe? I Queen, dai. I Queen? I classici. We will rock you? È chiaro. E allora mettiamo quella, vai. Buddy, you're a boy, make a big noise, playing in the street, gonna be a big man someday. You got mud on your face, you big disgrace, kicking your can all over the place. Sing it! We will, we will rock you. We will, we will rock you. Buddy, you're a young man, hard man, shouting in the street, gonna take on the world some day. You got blood on your face, a big disgrace, waving your banner all over the place. We will, we will rock you. Sing it! We will, we will rock you. Body, you're an old man, poor man, pleading with your eyes, gonna make you some peace some day. You got mud on your face, big disgrace, somebody better put you back into your place. We will, we will rock you. Sing it! We will, we will rock you. Everybody, we will, we will rock you. We will, we will rock you. All right. E rieccoci, rieccoci qua. Ora invece con Santino si fa un po' il punto della situazione del nostro progetto Palla a mano a ruota libera. Intanto, come dicevamo prima, domani staremo all'istituto Enaudi di Pistoia. È il terzo e penultimo incontro, perché come- Di una lanca serie di incontri che abbiamo avuto. Sì, perché siamo stati ben quattro volte a Pescia, poi tre volte con quella di domani alle abbiamo poi l'ultima il 15 di maggio. E poi abbiamo, per l'appunto, un nuovo evento il 20 maggio, molto probabilmente al KENS. A proposito del 20 maggio, che è venuto fuori stamattina, una carissima amica professoressa del KENS, ci chiama e dice Ragazzi della palla a mano, venite, venite, entro maggio, trovate un modo di venire e ho detto va bene, proviamo a organizzare. In questo momento, la nostra carissima amica Tamara della Kepos, che ci impresta il furgone, ha detto: Va bene, il furgone è libero, quindi Claudio, preparati il 20 maggio. C'è da andare. Il 20 maggio, pomeriggio che è un martedì. È martedì di pomeriggio, saremo lì di pomeriggio E che cosa andiamo a fare Claudio? Spiegiamolo un attimino. Sì, Allora noi di solito facciamo giocare appunto tutti i ragazzi che partecipano all'attività in carrozzina. Portiamo noi le carrozzine che ci sono state donate dal Comune di Prato, dall'amministrazione comunale grazie al PNR. Ci sono state donate 12 carrozzine sportive. Qualcuna c'era stata donata in precedenza, però noi ne portiamo 10 perché nel furgone più di quelle non ci entrano. Non ci stanno. E portiamo anche le porticine perché una cosa importante è che noi giochiamo, oltre che con le carrozzine, ma anche con misure del campo diverse, le adattiamo un po' su misura, un'attività su misura a seconda di chi gioca. E quindi facciamo, diciamo, giocare i ragazzi delle scuole, principalmente stiamo lavorando su quelesistiti superiori. Però devo dire una cosa, lo voglio aggiungere, questa volta facciamo giocare anche i professori, perché non è solo per i ragazzi, dico bene Claudio? No, sicuramente. È una cosa positiva vedere quello che succede in campo quando i ragazzi giocano, ma mettere anche a confronto anche i professori, perché comunque la nostra attività mira a cambiare visione dell'ausilio, che diciamo sempre, l'ausilio non è più la carrozzina vista come un mezzo ortopedico-sanitario, bastaViene visto come lo strumento essenziale per giocare tutti insieme e fa bene sia ai ragazzi che ai professori. È un punto e uno spunto importante per tutti. E poi vedere i sorrisi alla fine e vedere che i ragazzi non vogliono più scendere o anche i professori che si fanno prendere daaa- dall'euforia del gioco eee ci si dimentica un po' tutti di essere seduti su una carrozzina. È adrenalina, adrenalina che gira su una novità, su un modo di divertirsi insieme e veramente abbattere tutte le barriere, ma proprio tutte, ecco, le b-- soprattutto quelle mentali, come dicevi giustamente te, quando uno si fa delle idee che rimangono quelle, cioè la carrozzina è solamente un ausilio ortopedico, invece no, carrozzina ci si può anche divertire insieme tutti quanti. Sicuramente sì, sicuramente sì e lo dimostra la nostra attività perché i nostri ragazzi ne vanno fieri e tantissimi di loro hanno iniziato 10 anni fa che erano bambini piccoli, ora sono maggiorenni, quindi vedere comunque il gruppo sempre ben nutrito e che partecipa sempre significa che abbiamo trovato la chiave insieme a loro e soprattutto la chiave principale sono loro stessi, perché il progetto, diciamo, è fatto dai ragazzi, è fatto dai ragazzi, è fatto da chiunque partecipa, quindi chiunque vorrà partecipare il benvenuto i sabati pomeriggio, siamo alla palestra eh dell'Istituto Corso Malaparte qui a Prato in via Baldanzi 18, quindi dalle 15:30 alle 17:00 tutti i sabati di base, magari su Google trovate i riferimenti per contattarci, eh Pallamana Ruota Libera, c'è anche il sito, quindi contattateci prima perché a volte il sabato, ora che le giornate son belle, andremo a giocare anche ai campi all'aperto perché... Il famoso campetto all'aperto che abbiamo inaugurato sabato scorso. Eh, è vero, perché l'inaugurazione è stata il 30 di dicembre 2024 del campetto, ma noi con la squadra siamo andati, anzi io non c'ero, meno male c'era Santino con i ragazzi, il 26 di aprile. E adesso sono successe quelle cose, quelle dinamiche si sono ripetute tutte le volte che noi ci presentiamo a giocare con i nostri ragazzi e con le nostre carrozzine, ovverosia c'erano-- era, il campetto era già occupato da altri ragazzi che faceva pallacanestro, chi faceva calcio. Siamo arrivati noi e abbiamo giocato tutti insieme a carrozzina, ovverosia si sono alternati i ragazzi che erano fuori, stiamo parlando dei ragazzi che solitamente il pomeriggio si ritrovano per la classica partitella, li abbiamo invitati, si sono messi in gioco insieme a noi, abbiamo passato un pomeriggio in allegria, un pomeriggio sportivo, un pomeriggio di sport inclusivo soprattutto. Bellissimo, bellissimo. E sapere che comunque i ragazzi che erano in campo non gli è parso il vero insomma di montare in carrozzina e di giocare insomma- Questo te lo garantisco, è come dicevi prima te, come spesso avviene, poi non scendono più dalla carrozzina. Non volevano neanche più tornare. No, tocca a me, no tocca a me. Insomma, le carrozzine sono quelle che sono. Alla fine comunque abbiamo accontentato tutti come sempre Poi facciamo un piccolo spoiler. Prossimamente faremo anche un video lì nel campetto che poi trasmetteremo in ogni dove. E ringraziamo anche Luca- Luca. Tempestini che si sta occupando della parte video e lo sta facendo insieme al suo amico Federico, eee proprio anche lui molto vicino al progetto, lo sta facendo proprio per la bontà di farlo- E noi lo ringraziamo perché lo sta facendo di cuore e abbiamo già fatto una video intervista che a breve pubblicheremo sui nostri canali Guarda, mi dai il spunto Claudio per ricordare una cosa importantissima. Eh come sempre noi diciamo non cerchiamo sponsorizzazione, ma cerchiamo partner. Noi abbiamo dei partner, tra cui quello che avete sentito prima, Vorrei prendere il treno, che anche adesso vogliamo ringraziare. Perché crediamo che facendo una rete, mettendo insieme tutte le-- creando una sinergia a fin di bene, diciamo in questa maniera, creando del bene, creando delle opportunità sul nostro territorio, ci possiamo arricchire tutti. Colgo l'occasione per ricordarne alcuni. Facciamo un po' per uno? Io veramente vorrei prendere il treno della Kepos. Amici di Ambra, amici di Ambra, poi Decathlon- Decathlon. Decathlon che è un po' tramite la fondazione, un po' Decathlon stesso, lo store di Prato- Che ci è sempre stato vicino dall'inizio, ma anche un prato di libri Un prato di libri con l'associazione Geranio e la Giulia Benelli che ci ha sostenuto fin dall'inizio. E il nostro partner, anche l'oratorio di Prato Sant'Anna, che insomma collabora in qualche modo anche-- collaborano anche loro in qualche modo, ogni tanto andiamo a giocare in oratorio, qualche ragazzo ci viene a trovare insomma, è una bella rete Claudio, dai. Certo, certo, certo. Allora, Santino, sembra strano ma il tempo è volato via. Siamo giunti alla conclusione di questa puntata che è stata, come tutte le altre finora, interessante e spero che lo sia stata anche per chi era in ascolto con noi. Eh... Ci salutiamo e ascoltiamo il brano di chiusura che è The Final Countdown degli Europe. Lo dedichiamo ai nostri ragazzi della squadra. Lo dedichiamo a tutta la squadra, a tutti gli ascoltatori. Io ringrazio nuovamente la sp-- Vorrei prendere il treno e...Carlo Tempesti per essere stato qui con noi in linea a spiegare un po', eh, la loro realtà. Ringrazio Santino, che è venuto, si è reso disponibile per condividere con me questa puntata e per fare un po' il punto della situazione. Grazie a te Claudio per quello che fai con questa bellissima iniziativa di inclusione a Guadalivora. Alloraaa, non ci resta che ascoltare il brano di chiusura The Final Countdown degli Europe. Buon ascolto. "
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# Vorrei prendere il treno: intervista a Carlo Tempesti

29 aprile 2025 58:39 

Claudio Alunno e Santino Sidoti accolgono Carlo Tempesti, presidente dell'Associazione "Vorrei prendere il treno". Il tema principale della puntata è l'inclusione delle persone con disabilità, con focus sull'abbattimento

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## Estratto

Claudio Alunno e Santino Sidoti accolgono Carlo Tempesti, presidente dell'Associazione "Vorrei prendere il treno". Il tema principale della puntata è l'inclusione delle persone con disabilità, con focus sull'abbattimento delle barriere fisiche e culturali. Tempesti illustra progetti innovativi come un giardino inclusivo a Calenzano e la "scarrozzata" a Prato, per sensibilizzare sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Viene presentato anche il progetto "Pass" per strutture ospedaliere, volto a creare ambienti più accoglienti e familiari per le persone con disabilità. La Toscana si propone come capofila in Italia per l'attenzione alla disabilità, con l'associazione che ha investito in questi anni circa mezzo milione di euro in progetti.

## Trascrizione

Trascrizione completa 

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    ### Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026
    
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    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-27_1.mp3#podcast)
    
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    ### Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
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