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title: "Equitazione Inclusiva: Cavalli per l'Integra(zio)ne | Podcast Inclusione a Ruota Libera"
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      "description": "La puntata ospita Irene Marino (presidente di APS Artax ASD), Stefania Vannucchi (vicepresidente di APS Artax ASD e formatrice didattica inclusiva) e Vanina Lerici (amazzone e volontaria APS Artax), con il tema principale dell'equitazione come strumento educativo e inclusivo. L'associazione Artax ASD, nata un anno fa e ospitata dalla Fondazione Fabrizio Moretti, offre corsi di equitazione base, scuola pony e riabilitazione equestre, promuovendo l'interazione tra ragazzi con e senza disabilità. L'educazione equestre, non solo terapia, mira a stimolare attenzione e memoria a soggetti con bisogni speciali, come dimostrato da uno studio con le Università di Firenze e Roma, che hanno riscontrato un miglioramento nel comportamento dei bambini, inclusi quelli autistici. Il programma \"Un cavallo per amico\", svolto in collaborazione con le scuole, permette ai ragazzi con disabilità di frequentare il maneggio per attività pratiche e laboratori creativi, favorendo la loro integrazione e la trasmissione di valori nelle piazze e nei palazzi. L'episodio sottolinea l'importanza di un approccio inclusivo effettivo, dove tutti partecipano alle stesse attività, favorendo l'empatia e la comunicazione tramite il canale unico e speciale del cavallo.",
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      "transcript": "C'è una strada tutta nuova dove ogni voce trova posto tra lo sport e la cultura, ogni sogno è a costo fisso. Ogni persona è una storia che accendiamo con la luce, in salute nel lavoro la diversità non ha più croce. Inclusione a ruota libera, qui ogni battito ha il suo ritmo dal campo fino all'ospedale, dentro ogni cuore gira il mito. Scivoliamo con la musica nelle vie della città, tra I sorrisi nell'abbraccio ogni angolo è libertà. Inclusione a ruota libera, qui ogni battito ha il suo ritmo dal campo fino all'ospedale, dentro ogni cuore gira il mito. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto nelle piazze nei palazzi la comunità è il nostro patto. Non lasciamo nessuno indietro, ogni voce avrà il suo canto nelle piazze, nei palazzi, la comunità è il nostro patto. Dentro ogni cuore gira il mito. Benvenuti a tutti a una nuova puntata di Inclusione a ruota libera. Eee anche questa sera abbiamo qua con noi un'altra associazione che è la APS Artax ASD. E qui con noi in studio abbiamo Irene Marino, che è un'istruttrice ed è la presidente dell'associazione. Buonasera. Poi abbiamo Stefania Vannucchi, che è formatrice didattica inclusiva, istruttrice e vicepresidente dell'Associazione. Buonasera. E poi abbiamo Vanina Lerici, Amazzone e volontaria APs Artax. E loro, tra l'altro, fanno parte di questa fondazione, giusto? Che è la Fondazione Fabrizio Moretti e del quale parleremo appunto, oltre che dell'Associazione, parleremo anche della Fondazione e di tutte le attività che fate. Allora, innanzitutto, grazie di essere qui con noi e di far conoscere anche la vostra realtà, perché, come ribadisco sempre, questo programma è nato proprio per questo, per far conoscere le attività del territorio di Prato e non solo, per soddisfare un po' i bisogni che ci possono essere nelle famiglie. Allora, eh ditemi un po', intanto come nasce l'associazione Artax e di che cosa si occupa L'associazione Artax si occupa di equitazione, a un po' tutti i livelli. Facciamo la scuola base, quindi si parte da zero, a chi anche non ha mai avuto approccio con il cavallo. E abbiamo la scuola Pony con i bambini dai tre anni e poi facciamo riabilitazione equestre con i ragazziii con disabilità. E nasciamooo un anno fa praticamente e siamo all'interno di questo maneggio a Prato, a Tavola, che ci è stato dato in gestione dalla Fondazione Fabrizio Moretti, che ringraziamo sempre e che rende possibili tante attività e tanti e tanti progetti. Siamo una squadra di tutte donne, nel bene e nel male . Eee niente, cerchiamo di portare avanti giorno giorno, di dare la possibilità a tutti di far parte di questo bellissimo mondo che è il mondo dei cavalli. Bene, bene. Io direi che è molto bello anche l'abbinamento proprio del cavallo, di un animale, quindi anche con la disabilità, no? Perché immagino, mi posso immaginare che abbia..Dei benefici importantiii eee per quanto riguarda insomma... Benefici sia a livello psicologico- Fisico, certo. Sì, sì il cavallo, l'approccio al cavallo da parteee di-di tutte le disabilità sia cognitive che motorie o anche per le persone con autismo rende, diciamo, l'approccio al mondo in maniera più dolce e più serena e quindi cerchiamo all'interno di Artax di lavorare sempre insieme alle persone a sviluppo tipico. Questo è un po' quello che-che è il nostro valore aggiunto, perché ci sono tanti centri ippici che fanno quella che si chiama appunto riabilitazione equestre, ma la fanno esclusivamente quando il centro ippico è chiuso e questi ragazzi rimangono sempre mmh per conto loro, insomma è come se si guardassero uno specchio e di conseguenza non hanno stimoli da quello che si dice, anche se c'è una linea sottile, la normalità anche se non mi piace dirlo. Noi si cerca invece di lavorare sempre insieme e si insegna anche ai ragazzini a sviluppo tipico ad approcciare l'accettazione serena e costruttiva delle diversità, ma delle diversità di tutti, non solo del bambino che è magari in carrozzina o che ha-- è con autismo. Quindi siamo tutti diversi, siamo tutti unici e speciali. Ecco, quello che vogliamo fare un po', e lo stiamo facendo anche con le università, di non-non mettere più la parola terapia insieme al cavallo, perché tutto quello che si fa per la disabilità diventa terapia: arteterapia, mototerapia, eh acquaterapia Quindi noi vogliamo un po' portare avanti questa dicitura nuova che è educazione equestre, perché nell'educazione e nell'equestre ci si sta dentro tutti, ok? Quindi questo ci si tiene molto. Dico due cose io su Fabrizio. Fabrizio è uno dei più grandi mercanti d'arte. Eeehm, io lo conosco da quando era piccolo. È una persona con una disabilità motoria che è sempre andata a cavallo e lui dice sempre che il cavallo lo ha salvato da tante cose e lo ha aiutato a superare anche tanti limiti. Lui mmh, faceva gare, Vanina se lo ricorda Ha gare a livello importante. A livello importante. Salta a ostacoli. Salta a ostacoli, e gareggiava con le persone a sviluppo tipico. E quindi lui e il suo babbo Alfredo avevano questo terreno a tavola che eee già dagli anni novanta e hanno costruito questo bellissimo maneggio che invitiamo tutti... Bellissimo Fatto proprio senza barriere architettoniche mmh, propriooo inclusivo E accessibile. E accessibile, bravo, non mi- non veniva la parola. È accessibile e quindi ecco Fabrizio e Alfredo, il suo babbo, che purtroppo è morto, e la sua mamma, la Ketty, hanno proprio cercato di dare in mano a noi ora in questo momento di Artax questo bellissimo corso perché tutta Prato ne potesse usufruire e-e quindi noi stiamo lavorando per questo. Ecco, facciamo tanti progetti, tanti percorsi individuali e lavoriamo tanto con le scuole. Per fare il lavoro con le scuole e con i ragazzini abbiamo bisogno di volontari. Questa è molto importante, ecco, perché è un lavoro che si fa in squadra, come ha detto l'Irene, proprio in collaborazione mmh giorno dopo giorno. Infatti io mi- io che sono volontaria in questo caso, e mmh, diciamo che mi sono riavvicinata a... Per quanto io conosca Stefania e Irene da tantissimi anni eee io avevo una scuderia loro... E quindi... L'altra con- che facevano appunto le-le- facevano montare questi ragazzi con delle difficoltà, ho avuto sempre modo di vederli, però non così da vicino. Facendo la volontaria mi sono resa conto di-di quello che è realmente il cavallo, che è il mezzo di comunicazione con questi ragazzi. Io, mmh, diciamo questa esperienza che ho da-da qualche mese l'ho notato soprattutto con i ragazzi autistici, no? Che magari non parlano, non comunicano, non ti seguono, non seguono quello che gli dici. Il momento che loro sono a cavallo ti seguono, fanno esattamente quello che tu gli dici e questa è una cosa pazzesca, nel senso, no? Se tu da terra gli dici una cosa, non ti st- proprio non... Sembra che non ti ascoltino quasi. No, lì invece tu gli dici di fare determinati movimenti a cavallo, loro li fanno, ti guardano, come dire, fatto bene? Entrano in connessione. È-un- e-il mezzo è il cavallo. Probabilmente il cavallo riesce a empatizzare molto con il ragazzo o la ragazza e quindi il ragazzo si sente a suo agio nella sua dimensione e riesce anche a-ad essere diciamo eh sicuro di quello che fa e riesce a star dietro anche a delle indicazioni Ma perché crea interesse Perché l'interesse a quel punto, perché quella cosa lì a loro interessa e automaticamente interessa quello che tu gli stai dicendo e quindi ti seguono. Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina eeeh fanno dei lavori, no? Hanno dei lavoretti da che gli vengono Dei laboratori creativi. E quindi loro fanno le- sono bravissimi. Ecco, loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare Ecco, loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare. E quindi ti seguono. Certo. Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina eeh mmh, fanno dei lavori no, hanno dei lavoretti da che gli vengono Dei laboratori creativi. E quindi loro fanno le- sono bravissimi. E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare. E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare. E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti seguono. Certo Io ho notato, per esempio, anche questi ragazzi, soprattutto delle scuole, arrivano la mattina e fanno dei lavori, no Dei laboratori creativi E quindi loro fanno le- sono bravissimi E quindi loro fanno le cose che gli piacciono, che è quello che vuoi fare E quindi ti segCioè, i loro insegnanti sostengono che a scuola... È vero, è vero, non sono così attivi. Ribaltano i banchi fanno... Non hanno... Non mostrano interesse o sono, ehm, si mettono in un angolo. Lì sono tutta un'altra cosa e sono contenti di venire, li vedi, sono felici di venire. Tra l'altro ho visto nelle immagini che sono state condivise anche sui social, c'erano appunto, avevano fatto dei cavalli, ci sta. Sì, con i calzini. Con i calzini, eh no, ma è rimasta impressa sta cosa perché l'ho condivisa proprio perché mi è piaciuta. Sì, perché questo progetto di cui parlava Vanino si chiama \"Un cavallo per amico\" e l'abbiamo iniziato l'anno scorso con tredici ragazzini, quest'anno sono il doppio. E praticamente è stato un progetto che è stato veicolato dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Prato, proposto a tutte le scuole tramite l'Ufficio Scolastico e l'Istituto Gandhi, che è centro, eeh, territoriale di supporto del Ministero e Sportello Autismo. Quindi noi, l'Istituto Gandhi è il capofila degli sportelli autismo della Toscana. E praticamente, mmh, mmh, cosa abbiamo proposto? Abbiamo proposto che questi alunni una volta alla settimana, in questo caso il venerdì, eeh, siano da noi in maneggio con i loro professori. Quindi fanno un tempo-scuola dentro il maneggio una volta alla settimana e imparano a pulire le scuderie, a togliere le cacche, a pulire i cavalli, a montare e imparano anche... Abbiamo... Ci siamo inventati tutta una serie di laboratori a tema cavallo. I calzini, si è fatto pupazzi a cavallo, facciamo i cavalli, abbiamo fatto gli origami, abbiamo tinto i ferri di cavallo, eccetera, eccetera. E loro gli piace molto e si applicano tanto. E abbiamo visto, perché li stiamo monitorando con una scheda vagliata dall'università, che i problemi comportamentali, la memoria e l'attenzione, veramente i problemi comportamentali sono diminuiti, la memoria e l'attenzione in questo caso sono molto aumentati, cosa che non hanno sul banco di scuola. Ecco, questo è veramente importante. Ci stiamo facendo una ricercazione con la dottoressa Marianna Piccioli dell'Università di Firenze e dell'Università Roma quattro, Foro Italico, che ha fatto una protocollo di convenzione con la Fondazione Moretti e noi di Artax, ok? Quindi è molto importante insomma No, è importante sapere, appunto, avere un feedback, un riscontro di queste particolarità no? Che riuscire, con un'attività di questo tipo a creare un ambiente inclusivo. Sì. Cioè è- Assolutamente. È quello... Cioè l'inclusione è il far sentire al proprio posto ognuno, no? Tutti devono sentirsi al proprio posto e si vede che nella vostra realtà, con l'attività che fate, con proprio, eh, i cavalli che magari aiutano anche in questo diciamo importante obiettivo, però viene fuori un'attività inclusiva al cento per cento. Sì. E la cosa che la rende inclusiva al cento per cento, mi avete detto voi, è il fatto che le attività vengono svolte non settorializzando il ragazzo tipico da quello, eh, diciamo- Atipico. Atipico, ma vengono svolte le attività insieme. Cioè, e quindi è lì che è l'inclusione, perché tante volte, eeh, è-- cioè è una linea sottile no? Inclusione tante volte è: bene, si prende il ragazzino, si fa fare qualcosa, si include nell'attività ma non nel gruppo. Nel gruppo. Quindi l'inclusione è fare l'attività con tutti, trattandoli tutti nel solito modo e dando a tutti la sto- la stessa opportunità. Sì. Poi, soprattutto una cosa, eeh, loro all'ultimo, siccome adesso sono... Questo è il secondo gruppo. Il gruppo precedente, l'ultima giornata, dovevano scrivere come era stato la-l questa esperienza per loro, ma piangevano. Mmh. Piangievamo anche noi, eh, devo dire la verità, perché era l'ultimo giorno è stata una- Non volevano andare. E quello che hanno scritto... Ognuno di loro ha scritto qualcosa- Come poteva ovviamente. Sì, però hanno tirato fuori dei sentimenti, quelle emozioni, quello che loro avevano provato. E questo è bellissimo, no? Perché comunque è stata un qualcosa che loro hanno riconosciuto come una cosa importante per loro. Poi fra l'altro- È arrivata proprio, è arrivata dentro. Sì. Una delle loro insegnanti a scuola diceva di uno di questi bambini che era molto agitato e che dice, che lei gli diceva: \"Ma pensa a-\" diceva Rombo, che era il nome di un cavallo che lui montava sempre. E lui si calmava. Diceva: \"Scrivi qualcosa, disegnalo, coloralo, fa qualca-...\" E questo bambino immediatamente si calmava. Allora io appunto che non sono, diciamo, del mestiere del... Noto, quindi vuol dire che si può migliorare. Certo. Ma tanto. Sicuramente. Ma tanto. Sicuramente. Con questi ragazzi che dice: \"Ma non comunicano.\" Non è vero, non è vero. C'è il modo di farli comunicare. Esiste, eh, ci vuole la volontà, la pazienza e bisogna trovare quello che a loro- I canali giusti anche bisogna trovare. È stato anche un tempo, il tempo in maneggio se lo sono portato dietro anche a scuola, perché ha migliorato poi anche il tempo degli altri quattro giorni di scuola. Certo, perché-perché vivendo un buon momento, diciamo all'interno Esatto. Cioè a livello anche, eeh, emotivo, cioè, era un sollievo che si sono portati e-e quindi va a migliorare la condizione della settimana generale, del periodo, no?È un fatto anche che se aumenta l'autostima. Sì. C'era un bambino che diceva no, io non mi avvicino. Ah forse, forse monterò un pony, forse, forse, ma non lo so, non lo tocco. Poi, ehm, poi lo toccava, poi lo puliva. La volta dopo è montato sul cavallo più grande, non se n'è neanche accorto che non era un pony, che era un cavallo grande. Poi faceva: ma lo guido da solo, ma lo porto da solo. Ecco, e questo-- allora pensiamo già, diciamo, a una persona che arriva, monta a cavallo e già si sente fighissimo perché è sopra un cavallo. Beh, gestire un bestione di 500 kg. Insomma, pensiamo a questi bambini che montano sopra e da soli si rendono conto di quanta autostima, quanta sicurezza in più. E questo è un miglioramento per tutto. Come, come, come possiamo averlo noi? Come noi certo, certo. E quindi questa è... Io sono... Cioè, sono veramente entusiasta di questa cosa. Una cosa anche che riscontriamo tanto è anche un benessere da parte delle famiglie di questi ragazzi con disabilità, perché hanno trovato nel maneggio un luogo di inclusione, ma anche un luogo dove ci si può confrontare e parlare con altre famiglie, perché le famiglie sono soli nell'extra scuola, cioè non ci sono posti di accoglienza. Quindi già quello è un posto veramente bello, è un-è un giardino e ci si può venire a passeggiare, c'è le panchine e tutto, a vedere i cavalli, a star con noi. Quindi anche le famiglie si sono resi conto che quello è un luogo dove si può star bene insieme. Ora, per esempio, il 6 aprile domenica abbiamo l'open day per la-- il mese dell'autismo. Perché domani è la giornata... Domani il due aprile è la giornata internazionale sulla consapevolezza dell'autismo e noi, sempre in aprile, facciamo questo open day e verranno un sacco di persone. E in più abbiamo anche aderito a un progetto in carrozza con l'associazione La Ciompa, che sono amanti delle carrozze, degli attacchi, si dice nel gergo di abitazione, e quindi porteremo dei ragazzi con autismo con le famiglie. Il 12 aprile partiremo dal nostro maneggio con cinque carrozze e andremo a Poggio a Caiano. Il sindaco di Poggio a Caiano ci aspetta, ci fa mangiare e poi si ritorna indietro. Ok. Quindi... E si porteranno anche i genitori, quindi una bella esperienza. Allora, una cosa importante, no? Parlando proprio delle famiglie, eh, io lo riscontro nell'attività che- Che fai te- Che faccio io de- della palla a mano inclusiva. Abbiamo i valori quando si dice viaggiare sulla stessa frequenza, no? Viaggiamo sulla stessa frequenza perché è importantissimo vedere anche, mm, l'atteggiamento che può avere un ragazzo autistico, no? Con un cavallo. Io l'ho, l'ho riscontrato con la carrozzina. Mm. La stessa cosa, stessa cosa all'inizio, eh, la guardava, eh poi iniziava a toccarla. Io gli ho lasciato la carrozzina lì, no? Un po' come voi, no? Con il cavallo, ci prende lui contatto. E, e pian piano poi aumenta sempre di più la consapevolezza da parte sua e la partecipazione. E anch'io ho riscontrato, appunto, mi ritrovavo perché ho avuto in una scuola a Quadrata ma anche in altre realtà ragazzi autistici che, eh, con il modo che usate anche voi, che è quello più corretto di tutti- Perché anche questo, eh, è una cosa-- serve molto anche il modo giusto, no? Come si diceva Certo. Perché tante volte, tra virgolette, passatemi il termine, l'ignoranza ci fa fare, diciamo, ci fa avere degli atteggiamenti poco idonei, no? Ma sarebbero poco idonei, io dico sempre, con qualsiasi persona, no? Perché prendere una persona per un braccio e metterla su una carrozzina... Cioè chiunque- Si irrigidirebbe e non ci vorrebbe montare, no Ce- Mm. Allora dico, tante volte manca la consapevolezza e, e manca anche un minimo di basi su queste cose, perché tante volte anche i docenti nelle scuole, oppure... Io ho riscontrato veramente tantissime mancanze, tantissime mancanze. Poca formazione, anche. Poca formazione. Poca formazione. E, e quindi, eh, è anche difficile dire che le scuole purtroppo sono inclusive. Non sono inclusive. Non sono inclusive. Non sono inclusive né le strutture né la formazione dei docenti lo permette di esserlo. Perché vai, le-le strutture non sono accessibili tante volte. Non sapiscenti delle cose. Sono stato in delle scuole dove la palestra nel mezzo c'ha le colonne- Cioè, oppure i docenti non sono formati, però gli fanno fare il sostegno. Cioè, penso che tutto il mondo sia palese No, lo so. Io ho fatto 40 anni di insegnante sicché ne-so bene. Eh. Ecco, quello che si sta cercando di fare anche come Artax è formare le persone per l'accettazione della disabilità, per l'approccio naturale e sereno e costruttivo de-de-delle disabilità. Ma, lo ripeto, non solo le disabilità visibili, partendo dal presupposto che siamo tutti diversi. E questa è una cosa difficilissima, proprio... Mmm, però ci si sta tentando di-di farla. Abbiamo già fatto diversi corsi e quindi continueremo, ecco. Bene, ultima cosa e poi passiamo alla prima canzone che ha un-un senso importante per voi- E quindi poi me lo spiegate. Però un'altra cosa fondamentale è-è il momen-- le attività inclusive creano un momento, eh, di svago e..Eee un momento un sollievo, mettiamola così per le famiglie. Mmm. Cosa importante perché io lo vedo anche con la mia attività il momento che ricreo in palestra con mmm, la massiccia presenza anche dei familiari. Che si uniscono tra di loro, vanno a prendersi un caffè, si prendono un momento perché noi non ci pensiamo mai ma avere appunto accudire un ragazzo, una ragazza, un familiare insomma con determinate necessità è eh Faticoso. Diciamo, è un cambio vita- È un cambio vita e dare queste opportunità di queste attività anche alle famiglie, secondo me è un beneficio Sì. Per la persona che fa attività e per- Le famiglie che hanno un momento sereno diciamo come è sereno per i ragazzi che magari nelle restituzioni vedete la gioia nei cuori e nei volti, anche le famiglie. Sono felice per l'attività che fanno i loro figli e per il momento di serenità che riescono a ritagliarsi grazie alle attività come le vostre, come la mia E come tante altre, ringraziando Dio che esistano No, no, meno male esistano. Una cosa che la Fondazione mette a disposizione anche è stata la presenza all'interno della Fondazione di una neuropsichiatra che dà la possibilità ai genitori che hanno bisogno di parlare di qualcosa, eee, gratuitamente lei viene una volta, due al mese così e i genitori che ci vogliono parlare ci possono parlare. Anche questo è una cosa che è stata voluta dalla Fondazione che noi di Artax abbiamo accettato bene perché sai bene l'ASL e le liste di attesa per avere anche i tempi d'attesa per avere un aiuto, un consiglio o cose di questo genere. Ti passa la voglia, brava, bravo. Io dico sempre speriamo di non aver mai bisogno, perché chi ne ha bisogno è da farci veramente il segno della croce, purtroppo. Questo sì, questo sì. Purtroppo. Allora, passiamo alla prima canzone che è Never Ending Story. Mmm-hmm. Allora, come mai questa canzone? Spiegatemi un po'. È la colonna sonora della storia infinita, del film, eee viene il nostro nome che è Artax, che era il cavallo appunto di Atreus. E quindi è la nostra colonna sonora. È la vostra colonna sonora perché appunto il cavallo, diciamo della storia infinita, si chiama come la vostra associazione. Artax, sì. E allora.. Ehm no, aggiungo anche questo a quello che ha detto Irene. Siccome Artax si abbandona alla palude della tristezza e Atreus non ce lo fa tirarlo fuori, è una-- la scena più straziante di tutto il film e del libro, però dopo quando il nulla, e quindi è stato sconfitto, Artax continua a vivere e a galoppare con Atreus, perché anche noi siamo usciti da un periodo della vecchia associazione che ci ha creato un sacco di problemi e quindi abbiamo messo una riga grossa come una trave e siamo ripartiti con Artax e questo ci ha dato la forza giusto di ripartire, insomma. Quindi questo ci si tiene a dirlo, eh Irene Sì, sì, sì. È stata dura ma ce la stiamo facendo, anche con l'aiuto della Fondazione, ma ce la stiamo facendo insomma. Quindi siete partiti, avete galoppato forte. Forti, forti, forti. Si galoppa sempre forte. E siete ripartiti a 2000. Bene, allora ascoltiamocela. Show no fear, for she may fade away-y-y-y in your hand, the birth of a new da-a-a-ay. Rhymes that keep their secrets, but I'm called behind the clouds. And there upon the rainbow, is the answer to our never-ending story-ry-ry. Ah-a-a-a. Never-ending story-ry-ry. Ah-a-a-a. Never-ending story. E rieccoci in diretta, rieccoci in diretta. E ora parliamo di una cosa importante. Eeh, parliamo anche un po' di quanto costa, una curiosità, mantenere in piedi un maneggio, un maneggio? Costa. Galoppiamo sempre molto perché i costi sono tanti, i cavalli comunque hanno bisogno di... mangiano. I cavalliii hanno bisogno del veterinario, si spera il meno possibile, però purtroppo c'è anche quello. È una struttura bella che comunque però ha bisogno di manutenzione. E quindi c'è molte persone che se ne occupano. Eee abbiamo dodici cavalli, quindi non sono tantissimi, però comunque appunto mangiano tutti i giorni, bevono e vanno mossi, quindi non c'è sabati, non c'è domeniche. Noi per risparmiare anche un pochino le domeniche facciamo i turni per andargli a dare da mangiare. Abbiamo tanti inserimenti socio-terapeutici che ci vengono a dare mano. Ok. Per dare appunto soprattutto da mangiare, dare una pulita eh cose base. Eee niente, mmh, cerchiamo di tenere le attività a un giusto costo per dare, perché come si sa l'equitazione è uno sport, è lo sport dei ricchi, è sempre stato, lo continua ad essere. Noi si sta cercando di tenere i costi accessibili a tutti e ci stiamo provando il più possibile. Eh, una cosa importante, eeh... So che la fondazione comunque vi ha dato, eeh, il maneggio in gestione, ma a livello una concessione gratuita. Esatto, siamo lì, non paghiamo affitto. La Fondazione sappiamo di avere le spalle coperte nel momento del bisogno, si spera di non averne, però sappiamo che ci sono. Ehm, però il resto, la gestione, le spese ordinarie, tutto è tutto a carico nostro. Una cosa importante, a parte i costi delle attività insomma che chi viene... Anzi, una cosa importante: come si fa intanto a accedere ai vostri servizi e se avete dei recapiti, sia può essere il sito piuttosto che i contatti telefonici, comunichiamolo. Eeh, come, eeh, dico sempre, eeh, chi ci ascolta magari, eeh, può essere anche che non sia di Prato, quindi noi ribadiamo che l'associazione è a Prato. Siamo a Prato. Sì, in... Località Tavola, esatto. Eeh, siamo sia su Facebook che, eeh, su Instagram, a Artax, APS Artax ASD, e su Google comunque trovate i recapiti di riferimento, in primis il mio numero, Irene. Ehm, niente, poi siamo sempre lì dalla mattina alla sera, quindi chiunque comunque può venire anche a fare una visita e prendere informazioni anche sul posto, insomma Ok. Poi anche dal sito della Fondazione Fabrizio Moretti c'è tutto il-i contatti nostri e tutto, insomma, siamo collegati anche, eeh, con loro, quindi ci-ci potete trovare. E poi da Facebook ci sono tutte le attività che facciamo, tutte le-anche le-gli eventi che facciamo, lo-lo scriviamo sempre. È tutto pubblicizzato. È tutto pubblicizzato, insomma, ecco. Ma anche solo una bella giornata di sole, venire a fare una bella passeggiata lì è bello anche per respirare un po' d'aria fresca. Bene. E quali sono però tutti i servizi? Cioè, facciamo-- elenchiamo un po' i vari servizi che fate, anche per-perché va bene, siamo nell'ambito, eeh, dell'equitazione eccetera, ma nello specifico? Allora, facciamo, ehm, percorsi di educazione equestre in generale, individuali, che consistono nel, ehm, la persona con vari ti-di-disabilità che viene, fa la lezione e poi va a casa, fanno una o due lezioni alla settimana. Poi abbiamo, come diceva Irene, il-i piccini da tre anni. Da tre anni con i pony, e questi ci sono praticamente due o tre volte la settimana Tre volte la settimana. Poi abbiamo la-il reparto primi passi, giusto La scuola sì, di equitazione base, dei primi passi, doveee...Tutti possono accedere, anche chi è alla prima esperienza. Quindi si parte da zero e... Quindi conoscenza, contatto del cavallo. Esatto. Eee la lezione è diii- è di un'ora e nella quale noi facciamo rientrare la preparazione del cavallo perché diamo molta importanza al contatto anche da terra con l'animale. Quindi si impara a pulirlo, si impara a prepararlo, quindi a sellarlo con tutto quello che serve per poi arrivare- Scusa se ti interrompo, un inciso. Perché da terra è importante? Perché passa la paura? Molta gente arriva che è spaventata perché vede il cavallo grande. Salire appunto... Abituarsi invece a girargli intorno, a pulirlo, a sellarlo, a tenerlo. Oppure il contrario, cioè c'è chi monta e poi arriva a terra e non sa, non sa come muoversi o ha paura se muove un orecchio e invece sopra hai fatto tutto. È importante, invece, che ci sia questa-questo contatto che aiuta poi a far sì che montare sopra poi diventi quasi... Una passeggiata. Sì, insomma, ti va via poi, perché comunque tu stabilisci già un contatto a terra e questo è fondamentale. È un'affettività, comunque, una relazione col cavallo che spesso molti centri ippici dove vanno a montare in maniera classica, cioè trovano il cavallo pronto, fanno i preparativi e via. Scusa se ti avevo interrotto, vai. No no, hai fatto bene. Si crea proprio in alcuni posti, si crea una catena di montaggio, nel senso, trovano il cavallo pronto, montano, scende, ci sale un altro. Noi... Si punta molto su questa cosa e quindi anche ai cambi di ora e di turno di allievi, l'allievo scende, si esce, si riprepara, si ricontrolla, si rimonta. Eee questo per tutti i reparti, sia dai piccini ad arrivare a quelli più avanzati. Abbiamo il reparto dell'agonismo dove... Salta ostacoli. Salta ostacoli, dove c'è comunque ragazzi adulti anche che già sanno gestire. Facciamo il nostro campionato, noi siamo affiliati all'ACSI. Quindi nel periodo primaverile soprattutto, parte il campionato ora da fine maggio e abbiamo più o meno una data al mese fino a settembre e ci spostiamo sul territorio della Garfagnana, soprattutto. Perché l'ACSI ha il bacino della Toscana di là... La ha principalmente. Sì, principalmente l'equitazione del là. Non siamo FISE perché la FISE ha dei costi- Federazione Italiana Sport Equestri ha dei costi elevatissimi, no-no-- cioè le nostre famiglie non ce la farebbero, ecco. E poi, essendo AXI, siamo anche riconosciuti dal CONI, quindi al Comitato Paraolimpico, eccetera eccetera Certo, fate parte del registro del CONI perché siete affiliati a un ente di promozione. Io direi di mettere un altro brano, sempre scelto da voi, che è Wonderful Life. Eh, come mai? Ma, Wonderful Life perché penso tutte noi tre che siamo qui, si dice tu-a tutti, non levateci-- levateci tutto ma non il cavallo, perché è una bella vita quella che facciamo. Sporco... Però dà tanta soddisfazione. Però dà tanta soddisfazione. Ma più che altro perché stai con un animale. Gli animali, ora non per essere retorici o... Sono molto ma molto meglio di tante persone. E quindi, e poi non c'è solo il cavallo, c'è anche un gatto meraviglioso che si chiama Panterone Questo Panterone, che è fantastico, va da tutti i bambini, soprattutto quelli che sono sulla carrozzina, gli si sdraia in braccio e si fa coccolare da questi bambini che impazziscono per questo gatto. Ed è meraviglioso quando li vede arrivare, lui arriva panterone, quando arrivano questi bambini fa: dov'è Panterone? Panterone! È bellissimo Quindi c'è anche oltre i cavalli, anche il gattone. Anche un cane. Abbiamo anche la nostra Cheyenne. Benissimo. Quindi una bellissima vita lì in maneggio e quindi ci sta benissimo questa canzone che ci andiamo ad ascoltare. E se tu haine too? Because your day. Riedifrembo, Riedifrembo, to make me happy. Not stand here on my own. Work at me standing here on my own again. Strada in sunshine. Non mi tu non mi tu love in crime. IT'S A WONDERFUL WONDERFUL LIFE. Non mi tu love in crime. IT'S A WONDERFUL WONDERFUL LIFE. Nineteen friend, oh I need a friend, to make me happy. Not so alone. Look at me standing here on my own again. Straight in the sunshine. Non mi tu love in high. IT'S A WONDERFUL, WONDERFUL LIFE. Non mi tu love in cry. IT'S A WONDERFUL, WONDERFUL LIFE. Non mi tu love in high. IT'S A WONDERFUL, WONDERFUL LIFE. NON MI TU LOVE IN CRY. IT'S A WONDERFUL, WONDERFUL LIFE. Wonderful life. E rieccoci, rieccoci in diretta. Rieccoci in diretta. Io direi ora è arrivato il momento di sapere quale sarà la direzione di Artax, cos'altro farete in futuro se avete progetti in ballo, se ci sono novità insomma. Dici un po' Stefania. Allora, per quanto riguarda la parte diciamo di educazione Quest, stiamo facendo ora un progetto pilota con il centro di SA Toscano, con la dottoressa Roberta Catarsi, e a cui abbiamo offerto quattro incontri gratis secondo i ragazzini che sono stati offerti da un'associazione italiana che è Just Children, che ci ha fatto una donazione e con la fondazione abbiamo detto di usarli appunto con il Centro Disturbi Specifici dell'Appendimento. Poi vorremmo continuare il progetto con le scuole perché ce lo stanno richiedendo a spron battuto e quindi questo è stato finanziato tutto da Fabrizio Moretti, quindi è un progetto grosso perché ha pagato per 26 alunni da vari istituti comprensivi di Prato e del territorio, Montemurlo, Vaiano, Vernio eccetera eccetera. E quindi quello lo vorremmo continuare a fare. E dalle scuole emerge una criticità importante sull'abbandono solastico e sui ragazzini e ragazze, anche femmine, che hanno vissuto male il lockdown e quindi diventano proprio a Chicomori, non vogliono uscire e abbandonano la scuola. Quindi a settembre chiederemo alla Fondazione di poter continuare anche non più proprio prettamente per chi ha una disabilità conclamata ma chi ha queste fragilità e si chiude e non relaziona. Abbiamo già un paio di inserimenti di questo genere. Sì, mandati proprio richieste SOS da delle scuole che abbiamo inserito. E un'altra cosa che tengo a dire è che usiamo tante strategie. La comunicazione aumentativa alternativa non la usiamo tutti i giorni per tutti, perché non serve solo per la disabilità, ma serve anche per un bambino pakistanese che non capisce l'italiano. Dove c'è problema anche di lingua. E dove c'è problema di lingua è che vede dov'è il bagno, abbiamo tutta l'ambiente etichettato. Tutta la struttura è in CA. È in CA. Abbiamo le agende che facciamo vedere ai ragazzini con tutti gli step da fare per la pulizia e tutto con le foto e la parola. E quindi questo anche progetto con la Roberta Katarsi, con i disturbi dell'apprendimento, servirà anche per vedere come creare un'esperienza.Il cavallo, infatti il progetto si chiama \"A cavallo si impara\", come si può aiutare anche lo sviluppo della fonetica della logopedia attraverso eh eh il cavallo e questa è-è una novità insomma, devo dire la verità questa va bene? Poi un altro progetto che abbiamo nel cassetto è di poter lavorare con l'oncologia, con il centro Pitigliani perché già ci hanno un po' contattato e chiuso Irene se tu vuoi dire qualcosa anche te che per i-i avere tutti questi progetti e quindi qualcuno che li finanzia, si ringrazia sempre Fabrizio e la fondazione ovviamente, ma partecipiamo a tutti i bandi, abbiamo partecipato al bando della Casa di Risparmio, dell'Estra, Publiacqua e tutto perché partecipando centri ad dei soldi e noi facciamo entrare percorsi gratis alle persone insomma ecco questo sì, giusto? Perfetto, perfetto. Comunque il fatto di utilizzare comunque le immagini no per delineare dov'è il bagno piuttosto che delineare i servizi del maneggio. Come abbiamo detto è-è importantissimo anche per le-le differenze linguistiche perché altra cosa che si riscontra nelle scuole che crea appunto distanza è proprio la lingua. Ed è incredibile questa cosa perché, mmh, ora parlo da pratese ma a Prato abbiamo tanti stranieri, tante etnie e non è ammissibile che nel 2025 ci sia ancora problemi che si crei la distanza per la lingua che non è la nostra. Cioè, siamo- siamo globali-stiamo globalizzando il mondo ma poi tra di noi zero. Poi sai, c'è da capire anche questo che il nostro cervello va più per immagini che per parola, no? Quindi usare un'immagine per- per sottolineare un'azione, un-un transizione, un oggetto è sempre più forte della parola stessa perché- Arriva più diretto. Arriva più diretto, l'immagine ti riman-ti rimane di più insomma, capito? Quindi usarla eee insomma è bingo pe-pe-per tutti, ecco, questo sì, sinceramente, ecco. Certo. Allora, siamo giunti al termine di questa puntata che penso sia stata anche per chi ci ha ascoltato molto interessante, è stato interessante conoscere la vostra realtà, le vostre attività e-e penso e spero di potervi venire a trovare presto io. Aggiungo una cosa: i facciamo campi estivi. Ora da maggio, questo è importante, maggio, giugno, insomma quando finisce la scuola fino a agosto facciamo campi estivi e prendiamo tantissimi eee allievi con-con disabilità insomma, perché anche nei campi estivi ci sarebbe da aprire una bella parentesi. Perché anche l'estivo è uno scoglio di molte famiglie perché molti ragazzi non vengono accettati. Perché non sanno come lavorarci Non sanno, esatto, gestire o approcciare. Quindi noi ci siamo, punto. Benissimo. Allora, siamo giunti ai saluti e poi andiamo ad ascoltare l'ultimo brano sempre scelto da voi che è Il ragazzo fortunato di Jovanotti per concludere in bellezza. Eee niente, intanto grazie di essere stati qui con me. Grazie a te, grazie a te Claudia che ci hai pensato. No, eee è importantissimo far conoscere tutte le realtà insomma inclusive e voi lo siete pienamente quindi grazie a voi. Grazie. E ascoltiamoci l'ultimo brano e poi ci vediamo alla prossima puntata. Bene. Se io potessi farei sempre vacanza. Se io fossi capace scriverei il cielo in una stanza. Ma se devo dirla tutta qui non è il paradiso, all'inferno delle verità io mento col sorriso. Problemi zero, problemi e non finire. Un giorno sembra l'ultimo, un altro è da impazzire. Ma se devo dirla tutta qui non è il paradiso, all'inferno delle verità io mento col sorriso. Di dieci cose fatte, ah yeah, ne' n'è riuscita mezza e dove c'è uno strappo non metti mai una pezza. Di dieci cose fatte, ne' n'è riuscita mezza e dove c'è uno strappo non metti mai una pezza. Sono un ragazzo fortunato perché m'hanno regalato un sogno, sono fortunato perché non c'è niente che ho bisogno. E quando viene sera e tornerò da te, è andata come è andata la fortuna è di incontrarti ancora. Sei bella come il sole, avevi fa impazzire, oh. Sei bella come il sole, ah-ah-ah-ah, avevi fa impazzire.Tutto quello che ti serve è non stare dentro al cuore Ma se devo dirlo a tutta Non è il paradiso L'inferno delle verità Io mento col sorriso Di dieci cose fatte Sei riuscita a metà E dove c'è uno strappo Non metti mai una festa Sono un ragazzo fortunato Perché m'hanno regalato un sogno Sono fortunato perché non c'è niente che ho bisogno E quando viene sera E tornerò da te E andata come è andata La fortuna è di incontrarsi ancora Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sono un ragazzo fortunato Perché m'hanno regalato un sogno Sono fortunato perché non c'è niente che ho bisogno E quando viene sera E tornerò da te E andata come è andata La fortuna è di incontrarti ancora E m'hanno regalato un sogno Non c'è niente che ho bisogno Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sono un ragazzo fortunato Perché m'hanno regalato un sogno Sono fortunato perché non c'è niente che ho bisogno E quando viene sera E tornerò da te E andata come è andata La fortuna è di incontrarsi ancora E m'hanno regalato un sogno Non c'è niente che ho bisogno Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire Sei bella come il sole A me mi fa impazzire"
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# Equitazione Inclusiva: Cavalli per l'Integra(zio)ne

1 aprile 2025 56:27 

La puntata ospita Irene Marino (presidente di APS Artax ASD), Stefania Vannucchi (vicepresidente di APS Artax ASD e formatrice didattica inclusiva) e Vanina Lerici (amazzone e volontaria APS Artax), con il tema principal

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## Estratto

La puntata ospita Irene Marino (presidente di APS Artax ASD), Stefania Vannucchi (vicepresidente di APS Artax ASD e formatrice didattica inclusiva) e Vanina Lerici (amazzone e volontaria APS Artax), con il tema principale dell'equitazione come strumento educativo e inclusivo. L'associazione Artax ASD, nata un anno fa e ospitata dalla Fondazione Fabrizio Moretti, offre corsi di equitazione base, scuola pony e riabilitazione equestre, promuovendo l'interazione tra ragazzi con e senza disabilità. L'educazione equestre, non solo terapia, mira a stimolare attenzione e memoria a soggetti con bisogni speciali, come dimostrato da uno studio con le Università di Firenze e Roma, che hanno riscontrato un miglioramento nel comportamento dei bambini, inclusi quelli autistici. Il programma "Un cavallo per amico", svolto in collaborazione con le scuole, permette ai ragazzi con disabilità di frequentare il maneggio per attività pratiche e laboratori creativi, favorendo la loro integrazione e la trasmissione di valori nelle piazze e nei palazzi. L'episodio sottolinea l'importanza di un approccio inclusivo effettivo, dove tutti partecipano alle stesse attività, favorendo l'empatia e la comunicazione tramite il canale unico e speciale del cavallo.

## Trascrizione

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    ### Ing. Andrich: ausili e accessibilità per Milano Cortina 2026
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", Claudio Alunno dialoga con Renzo Andrich, storico ingegnere della Fondazione Don Gnocchi di Milano, esperto di ausili per disabili e accessibilità dei luoghi. Il tema principale è l'evoluzione delle tecnologie per la disabilità e l'importanza dell'accessibilità nel turismo, in particolare in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Si sottolinea come gli ausili tecnici siano diventati il quarto pilastro della salute secondo l'OMS e come l'accessibilità debba essere integrale e personalizzata, beneficiando tutti, incluse persone anziane o con disabilità temporanee. Viene evidenziato l'impegno della Regione Veneto nella formazione e sensibilizzazione per un turismo inclusivo, e come la progettazione "senza barriere" sia cruciale nei nuovi ambienti.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-27-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-27_1.mp3#podcast)
    
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    ### Claudia Conte: inclusione, bullismo e memoria della Shoah
    
    ](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)
    
    In questa puntata di "Inclusione a Ruota Libera", l'ospite Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista TV, si confronta con Claudio Alunno sul tema dell'inclusione, del bullismo e della memoria della Shoah. Conte, portavoce dell'Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, evidenzia l'importanza di riconoscere i segnali di bullismo e cyberbullismo nei giovani, sottolineando il ruolo cruciale di ascolto e alleanza tra famiglia, scuola e enti educativi per contrastare il fenomeno. La discussione si sposta poi sulla sua collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, sottolineando la necessità di coltivare la memoria storica. Viene ribadita l'importanza della conoscenza profonda degli eventi passati, come la Shoah, per prevenire odio e intolleranza, soffermandosi in particolare sulla Giornata della Memoria e sulle derive antisemite odierne, anche in relazione al linguaggio. In chiusura, Conte e Alunno riflettono sul ruolo delle figure pubbliche nella divulgazione di informazioni corrette e consapevoli, specialmente su temi così delicati.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2026-01-13-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2026-01-13_1.mp3#podcast)
    
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    ### Handbike: passione, sfide e sinergia di una coppia campione
    
    ](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)
    
    In questa puntata di Inclusione a Ruota Libera, Claudio Alunno dialoga con due atleti di handbike, Cristian Giagnoni (nazionale italiana) e Kristina Madayova (nazionale slovacca), compagni anche nella vita. Il tema centrale è l'handbike, uno sport paralimpico che permette di pedalare con le braccia, evidenziandone la crescita di livello competitivo e le sfide legate ai costi delle attrezzature e alla ricerca di sponsor. Raccontano le loro storie personali, il passaggio da altri sport e l'importanza del supporto reciproco nella coppia per mantenere alta la motivazione. Cristian condivide il significato della canzone "Eh Già" di Vasco Rossi, legata al suo risveglio dopo l'incidente.
    
    [Leggi la puntata →](/eventi/podcast/2025-12-09-parte-1)[WhiteRadio](https://www.whiteradio.it/?view=programmi&See=151-inclusione-a-ruota-libera-con-claudio-alunno&Podcast=151_2025-12-09_1.mp3#podcast)
    

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